É conto alla rovescia per la riforma sulla disabilità, un altro passo in avanti verso il sogno della vita indipendente per le persone diversamente abili. La riforma, che sarà operativa dal prossimo primo gennaio 2027, è stata al centro di un confronto a più voci, promosso dal Consorzio dei Servizi Sociali Ambito A5 e dall’Associazione abc (bambini cerebrolesi), presso la Biblioteca “Cassese” di Atripalda. Filo rosso dell’incontro il libro “Progetto di Vita” di Francesca Palmas e Marco Espa. “Il volume – precisa Palmas – ha il merito di spiegare come si realizza un progetto di vita dall’inizio alla fine, mettendo al centro la persona. Un obiettivo che necessita di una significativa trasformazione dei servizi alla persona e, quindi, di un nuovo sistema di welfare, in grado di garantire risposte più concrete ai diretti interessati e alle loro famiglie. Tutti i servizi, dal sanitario al sociale, fino al sociosanitario, alla scuola e al lavoro dialogano in una prospettiva di convergenza, di intervento e quindi anche di risorse, perché senza un adeguato finanziamento diventa impossibile realizzare dei progetti di vita su misura”.
L’incontro, aperto dai saluti del Sindaco di Atripalda Paolo Spagnuolo, è stato coordinato dal Direttore Generale del Consorzio dei Servizi Sociali Ambito A5 Carmine De Blasio. “La riflessione di questa sera – precisa – ci accompagnerà nei prossimi mesi, concentrandosi anche su quello che accadrà con l’attivazione dei progetti di vita. I servizi territoriali sono chiamati ad attrezzarsi per rispondere al meglio alle attese e alle esigenze dei cittadini, in particolare di quelli con disabilità e delle loro famiglie. Grazie alla riforma sulla disabilità e all’attivazione dei progetti di vita si riconsidererà in termini più globali, e anche più strutturali, il disegno di cura e valorizzazione del cittadino con disabilità”. Per l’altro autore del libro, Marco Espa, la sfida è anche, e soprattutto, culturale. “Manca ancora la cultura del fare ma, soprattutto, del fare insieme, come si può facilmente notare quando entrano in gioco servizi che spesso non dialogano tra di loro e, quindi, restano risposte univoche al cittadino. Il progetto di vita individua un nuovo metodo di lavoro comune, con una prospettiva unica, attraverso la quale ciascun cittadino, in qualunque condizione, anche quella con la più alta necessità di sostegno, può trovare risposte concrete”.
Per Daniele Romano di Fish Campania ETS, l’obiettivo della vita indipendente resta lontano per le persone diversamente abili. “In questa provincia e in questo contesto, ho trovato sempre terreno fertile. Mettere al centro le persone con disabilità, con i loro desideri e i loro sogni, è fondamentalmente. Solo lavorandoci insieme in maniera assidua e a tutti i livelli, è possibile avvicinarsi a questo traguardo”. In provincia di Avellino, stanno per partire due esperienze di “housing sociale”, un primo modello di vita indipendente. “Bisogna avere degli strumenti e, in particolare, i sostegni adatti per poter vivere in maniera autonoma. Questa è la sfida reale da vincere, che può significare anche potersi staccare dalle famiglie per scegliere dove vivere e con chi vivere”.


