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Oerazione anticamorra Caudium: un indagato ha risposto alle domande del gip

“Sono andato a Roma in compagnia dei miei cugini per l’acquisto di autovetture, non sapevo nulla del carico”, questo ha affermato Aniello De Paola, attualmente agli arresti domiciliari, nel tentativo di chiarire la propria posizione. Assistito dall’avvocato Valerio Verrusio, De Paola ha risposto a tutte le domande del giudice per le indagini preliminari (gip) e il suo difensore ha presentato una richiesta di attenuazione della misura cautelare, con l’attesa ora incentrata sulla decisione del tribunale.

In occasione degli interrogatori di altri due indagati detenuti a Bellizzi Irpino, Eugenio De Paola (figlio di Orazio De Paola) e suo nipote Mario De Paola, affiancati dall’avvocato Verrusio, hanno scelto di non rispondere, ma  POI hanno  optato per dichiarazioni spontanee al gip Paolo Cassano, interrogati per rogatoria. Eugenio De Paola ha specificato di avere “solamente rapporti lavorativi con alcuni degli altri coindagati”, mentre Mario De Paola ha dichiarato di collaborare occasionalmente con lo zio, ignorando tuttavia l’esistenza del clan a quel tempo. Gli altri soggetti coinvolti nell’indagine, tra cui Erminio Pagnozzi, Giulia Sopranzi, Nino Piacentile e Alessandro Cavuoto, tutti detenuti, hanno mantenuto il silenzio durante gli interrogatori. Gli altri difensori sono Massimliano Cornacchione, Giuliana De Nicola, Domenico Della Gatta e Grazia Luongo.

Operazione della DDA

Un incisivo intervento da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha portato a un importante blitz contro il clan Pagnozzi, con ben 41 capi di imputazione legati a un intricato flusso di droga che partiva dal litorale laziale, precisamente da Aprilia, per poi giungere a Tufara Valle e successivamente distribuirsi nelle piazze della Valle Caudina. Questa azione, denominata “Caudium”, ha avuto l’effetto di decapitare la leadership del clan. La stessa giornata delle operazioni ha visto la notifica dell’avviso di chiusura delle indagini preliminari nei confronti di ventitré indagati coinvolti nel blitz “Caudium”. I procuratori antimafia Simona Belluccio e Francesco Raffaele hanno delineato i dettagli delle accuse, tra cui la tentata estorsione avvenuta nel luglio 2021 da parte di Nino Piacentile e Mario De Paola nei confronti di un’impresa coinvolta nella costruzione di un collegamento stradale a Castelpoto. Le accuse riguardano anche un’associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti, coinvolgendo quindici degli indagati e includendo ben 41 capi di imputazione legati alla detenzione di sostanze stupefacenti per fini di spaccio, in gran parte riconducibili a sequestri avvenuti tra luglio 2021 e aprile 2022.

 

 

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