La vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, ha annunciato ufficialmente il suo addio al Partito Democratico. Intervistata da Il Foglio, l’eurodeputata ha confessato il peso di una scelta lungamente meditata: “Di dubbi ne ho avuti moltissimi, mi sono più che lacerata, ma credo che per rispetto alla mia dignità politica e personale sia arrivato il momento di lasciare il Partito democratico di Elly Schlein che è divenuto un posto diverso da quello che abbiamo fondato”.
Secondo Picierno, la svolta impresso dalla nuova segreteria ha tradito lo spirito originario del Lingotto, nato per “unire le migliori tradizioni democratiche del paese, a conciliare la giustizia sociale con la libertà individuale, ad avvicinare e tenere insieme le aspirazioni socialiste e liberali”. L’esponente politica contesta soprattutto le modalità di questo cambiamento, parlando di “uno snaturamento avvenuto per scivolamenti inesorabili, senza nemmeno una reale discussione, senza nemmeno il privilegio di poterne discutere in un congresso”.
Nonostante l’addio, Picierno non rinnega la sua identità: “Il Pd che abbiamo voluto al Lingotto non esiste più ed è necessario prenderne atto, ma le ragioni per cui è nato esistono ancora. Resto democratica, non torno indietro”. L’obiettivo ora si sposta sulla costruzione di una nuova area di centro-sinistra che sappia superare l’attuale frammentazione: “Credo che ci sia bisogno di ridare dignità e prospettiva unitaria a milioni di elettori che in questi anni hanno progressivamente abbandonato il Partito democratico”. Per farlo, conclude, serve “un riformismo coerente e popolare” attraverso un nuovo soggetto politico: “Mi metto al servizio di questa idea e di questo progetto”.


