Nel corso della protesta studentesca andata in scena oggi a Napoli, in piazza Dante, un’edicola dismessa — spesso utilizzata come spazio per messaggi sociali e politici — è stata trasformata in una installazione simbolica contro il rapporto tra scuola e industria bellica.
Sulla struttura è comparsa la scritta: “La scuola sposa la guerra. Sarà per sempre sì”, accompagnata da un’immagine realizzata con l’intelligenza artificiale che riproduceva la prima pagina di un giornale. Nella foto veniva rappresentata una sorta di “matrimonio” tra il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e il ministro della Difesa Guido Crosetto, con la ministra dell’Università Anna Maria Bernini nelle vesti di officiante, a simboleggiare — secondo gli organizzatori — l’unione tra scuola pubblica e comparto militare.
L’iniziativa è stata promossa dagli Studenti Autorganizzati Campani e dal Collettivo Autorganizzato Universitario di Napoli, nell’ambito della giornata nazionale di sciopero di scuole e università dal titolo “Se ci armate noi non partiamo”.
“Gli studenti di tutta Italia — spiegano i promotori — prendono posizione contro il legame sempre più stretto tra il sistema dell’istruzione pubblica e il settore militare e della difesa, sostenuto dal Governo Meloni. Negli ultimi anni, mentre si registravano tagli a scuola, università e servizi pubblici, sono aumentati gli investimenti nell’industria bellica”.
La mobilitazione è stata inoltre indetta “contro la militarizzazione della scuola e della società, contro la proposta di leva obbligatoria e contro la riforma degli istituti tecnico-professionali”, ritenuta dai manifestanti una misura che “consegna la formazione delle classi popolari direttamente nelle mani delle imprese”.


