Giornata di mobilitazione nazionale per il mondo della scuola. La Rete degli Studenti Medi e la FLC CGIL hanno promosso oggi uno sciopero con iniziative in circa 50 città italiane contro la riforma degli istituti tecnici proposta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Studenti, docenti e personale Ata sono scesi in piazza davanti agli uffici scolastici regionali per contestare quella che definiscono una progressiva “aziendalizzazione” della scuola pubblica e una riduzione della formazione didattica.
“Una riforma fatta senza ascoltare gli studenti è di per sé sbagliata”, ha dichiarato in una nota Angela Verdecchia. “Il ministro sta diminuendo le ore di formazione didattica con il solo scopo di rendere gli studenti, il prima possibile, un prodotto da consegnare alle aziende”.
Secondo i manifestanti, la riforma darebbe maggiore spazio alle materie di indirizzo tecnico-professionale, riducendo però il peso delle altre discipline. Una scelta che, a loro giudizio, rischierebbe di compromettere la formazione complessiva degli studenti, favorendo un ingresso rapido nel mondo del lavoro senza adeguati strumenti culturali e critici.
La protesta si inserisce nel più ampio dibattito sul futuro della scuola italiana, tra richieste di maggiore connessione con il mondo produttivo e timori legati alla perdita della funzione educativa e formativa dell’istruzione pubblica.
Ad Avellino le studentesse e gli studenti avellinesi dell’Unione degli Studenti Avellino (accompagnati da altre realtà studentesche), in adesione allo sciopero proclamato da numerose realtà sindacali come i COBAS Scuola, l’USB Scuola e la FLC CGIL, accoglieranno con striscioni il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
“La situazione a scuola è disumanizzante” – afferma Luigi Violante, attivista dell’Unione degli Studenti Avellino e studente di un ITIS – “Veniamo considerati come numeri, ingranaggi all’interno di una macchina che deve costantemente produrre. La competitività tra studenti viene incentivata e non contrastata. La riforma dell’ITS Academy e del 4+2 aggrava ulteriormente la nostra condizione: viene rubato un anno alla nostra forma mentis, alla nostra crescita umana e culturale, per venderci il prima possibile a una qualsiasi grande impresa che, con buona pace del Ministero, sviluppa il nostro percorso educativo in funzione della domanda di mercato, a quali ruoli professionali le servono.”
“È da anni, e non solo per colpa della destra parlamentare” – continua Francesco Esposito, dell’UdS Avellino – “che gli studenti vengono sfruttati in nome dell’esperienza lavorativa. Non ci dimentichiamo di certo di Lorenzo, Giuseppe e Giuliano, morti svolgendo attività di quella che allora era nota come alternanza scuola-lavoro. Siamo stanchi di essere manodopera gratuita: pretendiamo che gli studenti, nei luoghi della loro formazione, non partecipino più direttamente ai processi produttivi; vogliamo quindi che i PCTO siano aboliti, in funzione dell’istruzione integrata, che formi economicamente lo studente in modo che possa compiere scelte finanziarie responsabili e che sia critica, e non solo sottomissiva, dell’attuale mondo del lavoro.”