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Provincia, riparte la sponsorizzazione all’Us Avellino. Picone e D’Agostino jr: “Un Passaporto Irpino per riscoprire il territorio”

Il presidente della Provincia: “Non ci siamo prefissati un obiettivo numerico preciso. Monitoreremo tutti gli indicatori che ci consentiranno di misurare i flussi e l’efficacia delle iniziative”. Il direttore generale dell’Avellino in vista del campionato: “7mila abbonamenti già sottoscritti.

La sponsorizzazione da parte della Provincia di Avellino all’Avellino Calcio è pronta ripartire. Sottoscritto l’accordo per un importo di un milione di euro tra Palazzo Caracciolo e la società del patron Angelo D’Agostino, questa mattina nella sala Grasso della Provincia la presentazione dell’iniziativa.

Sabato partiranno ufficialmente le attività di promozione del territorio. Tra le novità c’è il Passaporto Irpino (un documento dove è possibile segnare le tappe del viaggio alla scomperta dell’Irpinia: una casella per ogni comune), “uno strumento pensato per valorizzare tutti i luoghi di interesse storico, artistico e culturale, oltre alle manifestazioni che si svolgeranno nei vari comuni nei prossimi mesi”, spiega il presidente della Provincia Fausto Picone.

“Si tratta di un’iniziativa importante che punta a promuovere ancora meglio il nostro territorio, sfruttando anche la visibilità delle partite casalinghe. Durante l’intervallo delle gare saranno realizzate attività promozionali dedicate all’Irpinia, così da fare un ulteriore passo avanti rispetto a quanto fatto finora”, aggiunge.

“La proposta – chiarisce Picone – è stata formalizzata questa mattina. Dovremo confrontarci con la Lega, perché esistono alcune rigidità regolamentari”. Per quanto riguarda gli aspetti amministrativi e contrattuali, “il quadro normativo vigente non consentiva determinate procedure. Sono state introdotte alcune modifiche”.

Non solo calcio, però. Rispondendo alla provocazione dell’assessore Cipriano, che ha affermato che “non esista soltanto l’Avellino Calcio, ma anche altre realtà sportive di livello nazionale”, il presidente replica: “La Provincia può certamente valutare iniziative di sostegno anche ad altre discipline sportive, come il basket. Sono realtà che rappresentano un’importante vetrina e possono contribuire alla promozione del territorio”.

Infine, sui risultati attesi dall’iniziativa: “Non ci siamo prefissati un obiettivo numerico preciso. Monitoreremo tutti gli indicatori che ci consentiranno di misurare i flussi e l’efficacia delle iniziative. L’obiettivo principale è far conoscere sempre di più la nostra provincia e restiamo aperti a qualsiasi proposta che possa migliorare questo progetto”.

Il direttore generale dell’Avellino, Giovanni D’Agostino sottolinea che “il Passaporto Irpino ha l’obiettivo di far scoprire e vivere il territorio ai tifosi. Non una gara a chi arriva prima, ma un percorso da compiere con il tempo necessario. All’inizio avevamo pensato anche a una sorta di competizione, a chi riuscisse per primo ad accumulare un certo numero di timbri – dice – poi abbiamo scelto un’altra strada. Non volevamo mettere una scadenza, perché per vivere davvero un territorio bisogna conoscerlo, comprenderlo e avere il tempo di visitarlo”.
Un’iniziativa che coinvolge tutti i comuni della provincia e che punta a trasformare la curiosità dei tifosi in uno strumento di promozione.

“È difficile essere esaustivi perché ci sono tantissime storie da raccontare. I sindaci presenti in sala lo hanno già capito e forse la vera competizione sarà proprio tra loro: qualcuno diceva: io riuscirò a far conoscere più temi culturali di altri. È una competizione positiva, perché in maniera indiretta porta a collezionare i timbri. Ma il timbro non è solo un simbolo: rappresenta il fatto che sono passato in quel territorio, che ho vissuto un’esperienza, che ho provato a capirlo e che posso raccontarlo”.

Un meccanismo virtuoso che si alimenta attraverso la partecipazione dei tifosi. “Raccontando un territorio si aumenta il suo valore. È qualcosa che nasce dalla curiosità e dall’entusiasmo dei nostri tifosi. È un rapporto biunivoco tra provincia e società: il club promuove il territorio e il territorio sostiene il club”.

L’obiettivo, però, non è semplicemente la valorizzazione: “Non mi piace nemmeno il termine valorizzazione perché è diventato inflazionato. Io voglio conoscere questo territorio. Ho 33 anni, vivo questa terra, la percorro, ma non conosco ancora tutti i 118 comuni. Ci sono storie incredibili che meritano di essere raccontate e i sindaci sono i primi custodi di queste realtà. Per farlo bisogna andare sul posto, vedere, capire e poi raccontare”.

La scelta del formato cartaceo del Passaporto non è casuale: “Abbiamo voluto realizzare qualcosa di fisico, simile a un vero passaporto. Siamo una società che rappresenta un territorio e abbiamo bisogno di un riconoscimento anche simbolico della nostra identità. Questo passaporto serve proprio a conoscere e riconoscere ciò che siamo”.

Un progetto che nasce anche da un sentimento personale di appartenenza.
“Mi sento profondamente irpino. Spesso quando qualcuno dice di essere nato ad Avellino o in Irpinia lo fa quasi come se fosse un limite rispetto a chi nasce in una grande città. È una follia. Il nostro territorio è unico, variegato, bellissimo e ancora troppo poco conosciuto. Mi arrabbio quando si dà per scontato ciò che abbiamo intorno: siamo circondati da luoghi e storie straordinarie. Bisogna prima conoscerli”. Il calcio diventa così un ulteriore strumento di conoscenza del territorio: “Il calcio è il denominatore comune. Nei bar dei paesi e della città si parla di calcio, si commentano le partite, ma proprio attraverso il calcio si può raccontare anche tutto ciò che c’è intorno. È tutto collegato”.

Intanto, la squadra è partita per il ritiro e ora si apre ufficialmente la nuova stagione sportiva: “In realtà non ci siamo mai fermati. L’area tecnica ha lavorato molto e diversi movimenti sono già stati fatti. Abbiamo ancora un margine di budget per completare la rosa con gli ultimi due innesti: un attaccante e un trequartista, per chiudere le coppie nei vari reparti”.

Anche il rapporto con i nuovi calciatori passa anche dalla conoscenza del territorio: “Quando arriva un giocatore da fuori spesso non sa nemmeno cosa sia l’Irpinia. Il nostro lavoro è raccontargliela ogni giorno”.

La crescita dell’Avellino, secondo D’Agostino Jr passa necessariamente dalla crescita della provincia: “Non vedo una società che cresce da sola: cresce perché cresce anche il territorio. Noi siamo in Serie B, ma la provincia di Avellino non deve sentirsi fuori da questa categoria. Dobbiamo crescere insieme”.

Un esempio arriva da un episodio personale: “Una volta ero in Molise, mi sono fermato a fare benzina e ho chiesto a un ragazzo di 18 anni dove poter mangiare. Non ha saputo indicarmi altro che un McDonald’s. Mi sono chiesto: possibile che chi vive in un territorio non sappia cosa c’è dietro l’angolo? È da lì che nasce la necessità di far conoscere ciò che abbiamo.

La nuova stagione impone anche una riflessione sulle difficoltà economiche del calcio: “Non voglio fare la vittima, ma il presidente meriterebbe davvero un riconoscimento enorme per quello che sta facendo. Il calcio in Serie B è complicato: gli equilibri economici sono difficili e molte società lavorano in perdita».
L’obiettivo resta quello di costruire un percorso sostenibile: “Non siamo ancora arrivati al punto critico e non ci arriveremo quest’anno. Ma bisogna essere consapevoli della realtà: per migliorare i conti servirebbe valorizzare giocatori, crearli e magari riuscire a realizzare plusvalenze importanti. È un percorso che richiede tempo”.

Il 27 luglio sarà una data importante: la consegna degli abbonamenti.
“Consegneremo i 7mila abbonamenti già sottoscritti. Sarà un momento importante perché i tifosi entreranno ancora di più nella vita del club”.

Il 22 luglio sarà invece il giorno del calendario di Serie B: “Capiremo dove giocheremo la prima partita. In caso di trasferta potrebbe esserci bisogno del Branco Card, lo strumento dedicato ai tifosi che non sarà solo una tessera, ma un contenitore di servizi. Avrà un costo di 15 euro e offrirà diverse opportunità”.

Sul campionato che verrà, la fiducia è alta: “L’anno scorso affrontammo il Frosinone pensando fosse una sfida proibitiva perché arrivavamo dalla Serie C. Oggi è diverso: partiamo da una squadra arrivata ottava, con una base solida e nuovi innesti importanti. Sono stati scelti giocatori con caratteristiche precise: forza, gamba, capacità di competere”.

E il messaggio finale è chiaro: “L’Avellino deve pensare di essere davanti. Non significa sottovalutare gli altri, ma avere consapevolezza del proprio valore. L’Avellino è qui, il resto deve raggiungerci”.

COME FUNZIONA IL PASSAPORTO IRPINO

Il documento cartaceo, strettamente personale e non cumulabile, sarà consegnato a tutti i sottoscrittori della Tessera Branco, la cui campagna prenderà il via il 27 luglio, parallelamente alla consegna degli abbonamenti per la nuova stagione.

L’obiettivo dei partecipanti sarà completare un vero e proprio viaggio attraverso l’Irpinia raccogliendo i “visti” ufficiali, identificati dal timbro tondo istituzionale, che ciascun Comune rilascerà presso gli attrattori culturali individuati o in occasione di eventi dedicati. Un percorso che trasforma ogni visita in una tappa di un’esperienza condivisa, capace di rafforzare il legame tra territorio, comunità e senso di appartenenza.

Per ottenere il riconoscimento ufficiale finale, rilasciato congiuntamente dalla Provincia di Avellino e dall’US Avellino 1912, sarà inoltre necessario acquisire tre visti speciali provinciali, visitando il Museo Irpino, la Biblioteca Provinciale “S. e G. Capone”, il Castello di Gesualdo oppure partecipando a iniziative organizzate nei luoghi della cultura dell’Ente.

A supporto dei viaggiatori, ogni quindici giorni la piattaforma Sistema Irpinia pubblicherà gli “Itinerari del Passaporto Irpino”, guide pratiche stampabili curate dal Museo Irpino e dalla Biblioteca Provinciale “S. e G. Capone”. Le pubblicazioni saranno arricchite da QR Code con audioguide dedicate, garantendo la piena accessibilità dei percorsi e dei luoghi della cultura anche ai visitatori con disabilità.

 

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