Sono comparsi, questa mattina, davanti al gip per gli interrogatori di garanzia, Pellegrino e Giuseppe Capaccio, padre e figlio accusati di tentato omicidio per i colpi di pistola esplosi in due distinte occasioni tra il 4 e il 5 aprile nel quartiere di Alvanite, nonostante entrambi fossero sottoposti agli arresti domiciliari. I due indagati, arrestati, sabato scorso, dai militari della Sezione Operativa della Compagnia dei Carabinieri di Avellino, assistiti dal penalista Alfonso Maria Chieffo, hanno scelto di rispondere alle domande del Gip che ha emesso la misura nei loro confronti.
Presente all’interrogatorio anche il pm che ha coordinato le indagini (ancora in corso per ricostruire tutti gli episodi) il sostituto procuratore Giovanni Sodano. Al termine dell’interrogatorio la di fesa non avrebbe inoltrato nessuna attenuazione della misura cautelare. D’altronde ii Carabinieri della Compagnia di Avellino hanno ricostruito grazie a telecamere audio video le fasi della vicenda nata da una lite tra ragazzi e proseguita con ben tre azioni di fuoco, una, quella intorno alle 23:45 del 4 aprile, anche dai danni dei del 49enne del 19enne.


