Sabato, 6 Giugno 2026
02.06 (Roma)

Ultimi articoli

 

E’ quasi passato sotto silenzio il comunicato della Cassazione che pochi giorni fa ha dichiarato conformi alla Costituzione e alle norme sul referendum le quattro richieste presentate sul testo di legge costituzionale approvato dalle Camere e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 15 aprile 2016, dichiarando legittimo il quesito sul “superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della seconda parte della Costituzione". Di conseguenza, il quesito che gli elettori italiani chiamati a confermare o meno la riforma troveranno sulla scheda che verrà loro proposta a metà ottobre, conterrà la formulazione appena richiamata e richiederà un’unica votazione – un sì o un no – sull’intera legge Boschi-Renzi. Potrà sembrare una notizia minore o quasi ovvia, e di fatto non ha trovato eccessivo riscontro sulla stampa nazionale; e invece non lo è, perché fa piazza pulita di una polemica che ha acceso i toni della campagna elettorale per il referendum, che si è aperta anzitempo sui giornali e nella pubblica opinione. L’unica domanda, che elenca i diversi capitoli nei quali si articola la riforma, rispecchia il dettato dell’articolo 138 della Costituzione, che riguarda la procedura di revisione e prescrive di sottoporre a referendum le leggi costituzionali che non siano state approvate da ciascuna Camera con la maggioranza dei due terzi dei suoi componenti. La Carta, dunque, parla di leggi nella loro interezza e organicità, con ciò mettendo fuori gioco i fautori della proposta di “spacchettamento”, cioè di separazione nella scheda referendaria, o addirittura in più schede, dei vari capitoli del provvedimento, cosicché, si fa per dire, l’elettore avrebbe potuto dire sì al superamento del bicameralismo e all’abolizione del Cnel e no alla revisione delle norme sui poteri delle Regioni (il Titolo V) o alla riduzione dei numero complessivo dei parlamentari, o viceversa. La confusione che sarebbe sorta in seguito allo “spacchettamento” appare evidente, tanto da far ritenere che almeno alcuni di coloro che lo avevano proposto intendessero semplicemente introdurre un diversivo per complicare l’iter della riforma, giunta ormai all’ultima tappa del suo percorso dopo ben sei votazioni conformi fra Camera e Senato, tutte a maggioranza assoluta. Del resto, anche l’appello dei 50 costituzionalisti contro la legge Boschi pubblicato a fine aprile sembrava auspicare la possibilità di “votare separatamente” su singoli temi, pur riconoscendo tuttavia che, eventualmente, meglio sarebbe stato effettuare la scomposizione in Parlamento, presentando diversi disegni di legge; il che non è avvenuto (e c’era stato tutto il tempo per farlo). Ora è possibile che il diversivo sia definitivamente accantonato, così come può darsi invece che si tenti di ripresentarlo in sede di Consulta; ma in ogni caso la decisione dell’Ufficio centrale per il referendum presso la Cassazione dovrebbe aver sgomberato il terreno da questo argomento pretestuoso. Ma, prima di affrontare il merito della riforma, già se ne avanzano altri, come l’effetto “perverso” della combinazione fra riforma della Costituzione con la conseguente esclusione del Senato dai circuito fiduciario con il Governo e la legge elettorale della Camera che prevede un premio di maggioranza per la lista che supera il 40% dei voti al primo turno o che vince il ballottaggio. Si dice che il “premio” è troppo elevato, mentre la verità è che consegnerebbe al vincitore una maggioranza di 340 seggi su 630 (il 55%). Se si tiene conto che nell’attuale legislatura sono ben oltre duecento i parlamentari che hanno cambiato casacca anche passando dalla maggioranza all’opposizione (e viceversa), e che per impedire simili trasmigrazioni la riforma non dice nulla, né lo potrebbe, si vedrà come sia aleatorio il margine di governabilità che si vorrebbe assegnare al vincitore delle elezioni. Inoltre, a chi osserva che col “premio” si incoronerebbe una minoranza, si potrà far osservare che nella storia parlamentare italiana si sono visti partiti che hanno guidato governi di legislatura con percentuali elettorali di gran lunga inferiori al 55%. E nessuno si è scandalizzato. Insomma, un altro diversivo per non affrontare il nocciolo della questione, che è il contenuto della Costituzione riformata; un diversivo tanto più pretestuoso se avanzato da chi, prima di votare la legge sottoposta a referendum aveva già approvato l’Italicum.
edito dal Quotidiano del Sud

Condividi

Picture of admin

admin

Lascia un commento

Cronaca

I Carabinieri hanno arrestato sette persone (di età compresa tra i 20 e i 51 anni) accusate di far parte…

Fabio, un giovane di appena 21 anni, nelle scorse settimane ha contribuito in modo decisivo all’individuazione del responsabile di un…

“Il primo ringraziamento va al Prefetto di Avellino, Sua Eccellenza Rossana Riflesso, per la proficua collaborazione nelle operazioni di sicurezza…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

MONTELLA – Dopo il trionfo dell’orchestra scolastica, vincitrice del primo premio assoluto al 15° Concorso Internazionale Musicale “Città di Scandicci”, e l’affermazione del magazine d’istituto al Premio nazionale “Carmine Scianguetta”, continuano i riconoscimenti per l’Istituto Comprensivo “Giovanni Palatucci” di Montella, che mette a segno altri due importanti risultati tra Roma...

La giunta è pronta, ha detto Nello Pizza. Sarà un esecutivo politico, ha aggiunto. In realtà nulla è ancora deciso: siamo appena all’inizio delle consultazioni. La giunta sarà presentata quando ci sarà la proclamazione degli eletti, nella seconda metà di giugno. C’è tempo. Il neosindaco Pizza comunque avrebbe intenzione di...

“Enjoy è un progetto che può e deve esistere, la nostra lista ha incassato il 2,90 per cento, al di sopra delle liste diretta espressione dei partiti di governo”, afferma Francesco Pagliocca. 877 voti per i giovani, che hanno debuttato alle amministrative del 24 e 25 maggio a sostegno di...

Ultimi articoli

Attualità

Arriva da Unione Giovani di Sinistra Avellino piena adesione all’Irpinia Pride “Rivendichiamo un pride che sia un momento collettivo di…

Ariano Irpino – Una “raccomandazione d’urgenza” è stata depositata, questa mattina, in Comune da parte del gruppo dem in consiglio…

Entrano nella fase conclusiva i lavori di ampliamento e riorganizzazione del nuovo Pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera San Giuseppe Moscati di…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy