E’ la Federazione provinciale di Rifondazione Comunista a ricordare Giovanni Maraia “Dieci anni fa, dopo aver lottato con dignità contro una grave malattia, ci lasciava il compagno Giovanni Maraia. Giovanni è stato un autorevole e indimenticabile esponente della sinistra comunista irpina. Una vita interamente militante, la sua, che lo ha visto prima dirigente di Democrazia Proletaria, poi stimato consigliere comunale ad Ariano Irpino e, dal 1995 al 2006, Segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista.
Giovanni ha vissuto con concretezza e straordinaria capacità di analisi. Tante sono le battaglie storiche legate al suo nome; lotte collettive di tutto il partito a cui lui seppe imprimere una indubbia caratterizzazione personale, pagando spesso un prezzo altissimo in termini di denunce e pesanti vicende giudiziarie. Ricordiamo, a titolo esemplificativo, la storica vertenza dell’Isochimica, la trincea di Difesa Grande contro la discarica e le denunce contro l’affarismo di “Incaricopoli”. Battaglie che hanno cambiato in positivo le sorti della nostra provincia e migliorato le condizioni di vita delle persone, per le quali si è sempre speso con serietà, rigore e coerenza: qualità rarissime in questa misera epoca politica di nani e ballerine”.
Un’eredità, quella di Maraia, di cui la sinistra deve fare tesoro “Noi abbiamo ereditato e custodiamo gelosamente la sua capacità di analisi e la sua consapevolezza. Oggi più che mai è evidente come tutti i macro fenomeni di carattere sociale, economico, politico e finanziario siano legati da un invisibile filo, manovrato da oscuri centri di potere che influenzano la politica e la società. Viviamo un’epoca contemporanea complessa, in cui aumentano sfruttamento e diseguaglianze, e dove la guerra e il riarmo sono le nuove strategie del capitale per rigenerare se stesso. In questo scenario, noi comunisti siamo chiamati ancora una volta a lottare per difendere i diritti, la pace e la libertà. L’intelligenza e la lucidità di Giovanni ci mancano profondamente; tuttavia, è proprio raccogliendo il suo esempio che continuiamo la battaglia, oggi come allora, anche nel suo nome”



