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Rotondi: “Festa? E' un po' come Berlusconi”. Petitto: “A Solofra, Gianluca non ha parlato di me, ma oggi non c'è una interlocuzione”

Il centrodestra si incontra alla manifestazione organizzata dalle associazioni Identità e partecipazione e La mia bandiera

“Il governatore De Luca, come molti altri, sta speculando sull’autonomia. Il regionalismo è diventato slogan: la Lega lo promuove al Nord, mentre lui fa le barricate qui. Ognuno utilizza questo tema per farsi propaganda, secondo i costumi della Seconda Repubblica. Io, naturalmente, vengo dalla Prima, quindi non posso approvare”. Così Gianfranco Rotondi, deputato di Fratelli d’Italia, a margine dell’iniziativa che si è tenuta questo pomeriggio al circolo della stampa. Una manifestazione, a cura dell’Associazione “La mia bandiera” e dell’associazione “Identità e partecipazione”, per parlare di autonomia differenziata.
Per l’associazione Identità e partecipazione, Mario Ascierto della Ratta e per l’associazione La mia bandiera, Edoardo Fiore.
Secondo Rotondi, “la Lega ha sollevato tutta questa baraonda propagandistica perché è nel suo stile. Ma fu la Sinistra che tempo fa, per togliere terreno alla Lega, decise di approvare l’autonomia differenziata senza i voti della Lega”.

Rotondi insiste: bisogna “dire a De Luca e a tutti quelli che fanno propaganda che questa è una riforma voluta dalla Sinistra, da Giuliano Amato, Massimo D’Alema, Romano Prodi. L’ha sostenuta anche Berlusconi. Il Pds, il Pd sono loro che hanno voluto l’autonomia. Noi l’abbiamo ereditata e abbiamo completato il processo, poiché quella legge costituzionale prevedeva una norma che consentisse alle regioni di richiedere la gestione diretta di alcune materie.

Si dice che queste materie potranno essere trasferite alle regioni solo dopo aver stabilito i livelli essenziali di prestazione”.

Però non basta perché oggi i Lep al Sud non ci sono, “ma non ci sono neanche in parte del Nord. Non mi preoccupo delle conseguenze di una legge che deve ancora entrare a regime. Sarà una questione che riguarderà i nostri nipoti”, ragiona il deputato.

Rotondi si sofferma pure sulla situazione politica a Palazzo di città: “Capisco psicologicamente la situazione. L’ho detto in un’intervista a caldo, quando è terminato il momento difficile di Gianluca Festa, ovvero quando è stato scarcerato – perché, di fatto, questa è la parola giusta. Ho detto che lui è un po’ come Berlusconi, che quando c’erano altri governi in carica, diceva: ‘La gente mi ferma per strada e dice che c’è un solo presidente’.
Quando ci si identifica con una carica e si è stati circondati da affetto e considerazione, può capitare di vedere chi arriva dopo come un usurpatore.

Ma, per esperienza, devo ricordare che Berlusconi ha sostenuto molti dei suoi successori. Dopo un po’, si accetta la realtà: arriva qualcun altro, in questo caso qualcun’altra”.
Rotondi crede nella forza della maggioranza che sostiene la sindaca Laura Nargi: “E’ stata votata dagli elettori, e in politica, quando un partito vota la maggioranza, sostiene il governo. Patto civico (il gruppo che Rotondi ha sostenuto ndr) fa parte della maggioranza. Non esagererei quella che è una fisiologica fibrillazione”.

Parla poi delle regionali. A indicare il candidato alla presidenza di Santa Lucia sarà “Fratelli d’Italia, che è il partito di maggioranza. È accreditato rispetto agli alleati poiché i partiti più piccoli esprimono già i presidenti di regioni importanti: la Lega ha i governatori della Lombardia e del Veneto, Forza Italia ha espresso diversi candidati e presidenti, tra cui quelli di Sicilia e Calabria”.

All’incontro si fa vedere anche Livio Petitto, capogruppo di Moderati e Riformisti in consiglio regionale. Probabile la sua adesione a Forza Italia, dice: “Ci sono interlocuzioni in atto, sto valutando”. Sull’amministrazione Nargi: “E’ da pochi mesi che è iniziata questa avventura. Noi (Patto civico ndr) siamo stati determinanti per la vittoria. Spero che la sindaca continui a fare bene nell’interesse dei cittadini. Ha una maggioranza ampia, c’è bisogno solo di confronto”.

Petitto non crede che le dichiarazioni al veleno di Festa, ieri a Solofra, fossero rivolte nei suoi confronti: “Non ha mai fatto il mio nome. Penso che non ce l’avesse con me. Sono forse stato l’unico a stargli vicino sino all’ultimo. L’ho sempre definito per quello che è: l’amico Gianluca. Ci sarà tempo per spiegarci”. Però intanto il consigliere regionale conferma che oggi con Festa non c’è una interlocuzione: “Sto arrivando adesso da Roma, ho tanti impegni istituzionali. Il confronto, ripeto, è importante”.

 

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