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Scontro sulle nuove commissioni consiliari, Cucciniello (Viva la Libertà) a Genovese (Patto Civico): “Ma allora passi all’opposizione o l’hai detto tanto per dire?”

L’eventuale passaggio del consigliere comunale Rino Genovese dalla maggioranza all’opposizione potrebbe modificare gli equilibri interni delle commissioni consiliari. Ed è per questo che qualcuno vorrebbe saperlo prima che vengano surrogati quei componenti che devono subentrare ai sette consiglieri recentemente ‘promossi’ al ruolo di assessori. Le commissioni consiliari vengono composte in base ad un equilibrio prestabilito tra maggioranza e opposizione: in due commissioni viene concessa la maggioranza dei componenti alle opposizioni (Bilancio e Trasparenza), nelle altre cinque l’equilibrio pende invece a favore della maggioranza. In questo contesto come ‘pesare’ i consiglieri del Patto Civico? Come esponenti della maggioranza o dell’opposizione?

REAZIONE A CATENA

Con l’avvio della fase due della giunta Nargi si è innescata una reazione a catena: sette consiglieri comunali sono diventati assessori; altrettanti ‘primi dei non eletti’ dovranno diventare consiglieri comunali; e altrettanti posti andranno riassegnati all’interno delle sette commissioni consiliari, o almeno all’interno di quelle in cui erano presenti i neo assessori. Ma il fatto che non sia un semplice passaggio burocratico, una semplice surroga, lo ha dimostrato lo scontro, breve ma intenso, che si è registrato questa mattina durante la conferenza dei capigruppo.

LO SCONTRO DURANTE LA CONFERENZA DEI CAPIGRUPPO DI QUESTA MATTINA

La riunione era stata convocata dal presidente dell’Assise Ugo Maggio, per stabilire la data del prossimo consiglio comunale (ci sarà il 23 gennaio), ma quando si è toccato l’argomento ‘Commissioni’, è scattato il corto circuito tra la battagliera esponente di Viva la Libertà Teresa Cucciniello (subentrata come capogruppo a Monica Spiezia, nominata assessore al Personale) e il capogruppo del Patto Civico Rino Genovese. La domanda, forse provocatoria ma sicuramente insidiosa, l’ha posta Cucciniello: “Da quello che ho capito dalle interviste rilasciate in questi giorni da Genovese, e anche dai suoi interventi in consiglio comunale, lui sarebbe passato, o avrebbe intenzione di passare, all’opposizione. Se è così ne va tenuto conto nel riequilibrio delle commissioni consiliari. In sintesi, la sua collocazione è cambiata?”.

LA RISPOSTA DI GENOVESE E L’INTERVENTO (IN LATINO) DEL PRESIDENTE UGO MAGGIO CON STOCCATA AL CONSIGLIERE PD IACOVACCI

Ma se chiedere è lecito, rispondere, in questo caso, è stato impossibile. Infatti Genovese ha abbozzato spedendo la palla in tribuna: “Non ho formalizzato nessun cambio di collocazione. Ci saranno atti formali da votare in consiglio con i quali diventerà ufficiale una nuova eventuale posizione. Quando si voterà il Bilancio si chiarirà tutto, anche questo. A meno che non abbiate intenzione di cambiare le linee programmatiche e di riproporle al voto del Consiglio…”. “Quindi – ha replicato Cucciniello – le dichiarazioni che avete reso in queste settimane sono state fatte giusto per parlare, così…tanto per dire?”. A questo punto è intervenuto il presidente Maggio, con una citazione in latino quasi degna del consigliere dem Antonio Gengaro: “Verba volant, scripta manent – ha detto – a me non è arrivata alcuna dichiarazione per iscritto in merito al passaggio da maggioranza e opposizione… perché c’è anche qualcuno che aveva detto che sarebbe uscito dal gruppo del Pd e poi a me non è arrivato niente di scritto (e qui il riferimento è al consigliere Ettore Iacovacci, che aveva annunciato l’uscita dal gruppo in polemica con la decisione di mantenere il numero legale nei giorni della crisi di maggioranza in cui non si presentavano in Assise i due gruppi festiani, ndr.), quindi non mi pongo proprio la questione. E visto che è una questione meramente politica, allora ve la vedrete voi all’interno delle commissioni. Per ora non c’è nulla agli atti e quindi andiamo avanti normalmente”.

IL CALVARIO DEL PATTO CIVICO

Quello del Patto Civico è un calvario che inizia all’indomani del voto Amministrativo dell’8 e 9 giugno scorsi: al primo turno, con Rino Genovese candidato sindaco, arriva terzo e Genovese rimane fuori dal ballottaggio (riservato ai primi due classificati, Antonio Gengaro e Laura Nargi); alla vigilia della riapertura delle urne il Patto Civico stipula un accordo, pubblico ma non ufficiale, con la Nargi. Lei vince e loro si ritrovano in Assise con quattro consiglieri: Rino Genovese, Sergio Trezza, Giuseppe Giacobbe e Gerardo Melillo. I quattro si schierano ufficialmente in maggioranza, votando “sì” prima alle linee programmatiche della sindaca e poi al bilancio consolidato.

NARGI REVOCA L’UNICO ASSESSORE (‘TECNICO’) DEL PATTO CIVICO

Ma qualcosa si rompe: i festiani (e cioé i 14 consiglieri eletti con le due liste di Festa ‘Davvero’ e ‘Viva la Libertà’) chiedono alla sindaca, e ottengono, l’esclusione del Patto Civico dal governo cittadino: l’unico assessore ‘tecnico’ che avevano ottenuto nel corso della prima fase della consiliatura, Leandro Vittorio Savio, sarà l’unico degli assessori ‘tecnici’ ad essere revocato. Era il 26 novembre 2024 e già si iniziava a parlare della ‘fase due’, quella poi partita il 9 gennaio 2025 con l’ingresso in giunta di sette nuovi assessori ‘politici’: sei festiani, uno della sindaca Nargi e zero del Patto Civico. Tanto che nel corso degli ultimi consigli comunali Genovese aveva pubblicamente dichiarato di non condividere le mosse politiche della sindaca e di essere pronto a passare all’opposizione; a differenza degli altri suoi tre componenti della coalizione: Trezza e Giacobbe (eletti con la lista Moderati e Riformisti di Livio Petitto) e Melillo (della lista Forza Avellino di Angelo Antonio D’Agostino) hanno confermato la loro permanenza in maggioranza, nonostante tutto.

LA PRIMA GIUNTA INIZIA A SVUOTARSI IL 13 NOVEMBRE. LA SECONDA GIUNTA VERRA’ BATTEZZATA NELL’ASSISE DELLA SETTIMANA PROSSIMA

Il 23 gennaio prossimo verrà presentata ufficialmente in consiglio comunale la nuova giunta (il Nargi-bis), dopo che la prima si era iniziata a svuotare a metà novembre: il primo ad aprire le danze era stato Edoardo Volino, ex assessore al Patrimonio, dimessosi il 13 novembre 2024; poi, dopo il ‘licenziamento’ di Savio il 26 novembre, si arriva, tra mille polemiche, al 20 dicembre, quando si dimettono in blocco anche gli altri quattro assessori tecnici: Marianna Illiano (Urbanistica), Francesco Infantino (Ambiente), Remo Dalla Longa (Lavori Pubblici) e Lucia Forino (Istruzione); contestualmente (i decreti di nomina erano già scritti) avrebbero dovuto firmare l’ingresso in giunta i sette nuovi assessori ‘politici’, ma è esplosa la crisi di maggioranza che è poi durata per quasi un mese: solo il 9 gennaio 2025 si risolverà con le firme dei decreti di nomina da parte di Mario Spiniello (Patrimonio), Monica Spiezia (Personale), Jessica Tomasetta (Istruzione e Politiche Sociali), Giuseppe Negrone (Ambiente), Antonio Genovese (Urbanistica e Lavori Pubblici), Gianluca Gaeta (Sport e Associazioni) e Alberto Bilotta (Attività Produttive).

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Gianluca Rocca

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