Martedì, 25 Agosto 2026
09.00 (Roma)

Ultimi articoli

Se il futuro è sempre più a Sud

Oggi la complessità di un racconto sul Mezzogiorno non può più consentire di restare intrappolati in stereotipi che ormai appaiono superati.

Bisogna dare spazio e tempo ad un Sud che sia altro, diverso da quello che abbiamo conosciuto fino a ieri, a quei volti diversi del Mezzogiorno che non si conoscono ancora e vanno inquadrati in un orizzonte nuovo.

In questa cornice ancora tutta da disegnare c’è purtroppo un quadro desolante certo: il nostro Paese appare sempre più spaccato in due, con un Mezzogiorno costantemente sotto la voce “impoverimento”.

In questo Sud precipitato a fondo, la Campania rappresenta il fanalino di coda di un Mezzogiorno che non compare più sulle lancette della storia e chi sta “all’interno” di una regione trafitta da mille tragedie, che potenzialmente potrebbe essere tra i paradisi d’Europa e invece è stata trasformata in un inferno, ha addirittura visto quelle lancette spostarsi all’indietro, agli anni dell’emigrazione e dello svuotamento di interi paesi, con la resa ad un declino definitivo, consegnando interi territori sguarniti al saccheggio e al malaffare.

Parte di questo Mezzogiorno raccontato con la sua estrema solitudine, con le sue infinite partenze, con i suoi Sud ricostruiti “altrove”, è ormai soltanto una proiezione olografica di sé stesso.

A quale Sud, allora, ci si rivolge quando si predica la litania del rilancio, della speranza di resurrezione, quando si ripete lo stucchevole refrain del cambiamento?

Quello che è rimasto è un Mezzogiorno disilluso, disincantato, senza più pretese, dopo tante attese.

In tanti pensano ormai che il Sud non debba più aspettarsi molto.

Soltanto il Meridione può redimere sé stesso, a patto che vi siano uguali condizioni di partenza rispetto al resto del Paese per ridurre quel gap Nord-Sud che rappresenta la vera emergenza di questa Italia che non vuole crescere.

Ma se i governi che si alternano continuano a trattare il Mezzogiorno come minorità, e con minorità, è difficile che il Meridione risalga dal baratro nel quale è precipitato e sta letteralmente sprofondando.

Se, ad esempio, si resta inermi davanti all’arma di distruzione del Sud, quell’autonomia differenziata che puó rivelarsi come il colpo fatale inferto alle residue speranze del Mezzogiorno di risollevarsi, e nessuno protesta, non si riesce proprio a trovare la ragione per la quale si possa scommettere sulla risalita di questa parte del Paese che continua ad essere umiliata.

In tempi in cui si vorrebbe, non soltanto in maniera provocatoria, abolire il Mezzogiorno, si sta procedendo, nei fatti, ad abrogare ogni politica a favore dell’area più debole dell’intero sistema-Paese.

Questa Italia senza slanci, che esce fuori dalla ristrettezza di una visione angusta e anacronistica, ha bisogno del suo Sud, non può farne a meno, anzi ha bisogno dei suoi Sud, di un Mezzogiorno declinato al plurale.

Testimonianze che rivelano che un altro Sud è possibile, con esperienze che non si conoscono, percorsi che si ignorano, e territori che si aprono al confronto.

Quando il Sud è capace di intessere intrecci di trame nuove, di orditi che parlano di presente e soprattutto di futuro, di parlare sì alla pancia, ma anche alla testa della propria gente, ecco che il Mezzogiorno si riscopre, e comincia a camminare sulle proprie gambe.

E se rinasce il Sud, è l’Italia tutta che rinasce.

La direttrice Nord-Sud, che rappresenta il cardine su cui poggia il dualismo tra due aree del Paese così disomogenee, sembrerebbe non essere più la coordinata storica con la quale intersecare gli assi cartesiani dello sviluppo e della crescita economica per rimuovere vecchie e nuove disparità.

I poli della storia contemporanea, dentro i quali si sono addensate le contraddizioni irrisolte del Meridione, e quindi del Paese, potrebbero cambiare e al rapporto, alla direttrice Nord-Sud, potrebbe sostituirsi un asse diverso.

Il Futuro è a Sud, e sarà una certezza soltanto quando una classe dirigente locale e un governo nazionale, degni di questo nome, smetteranno di trattare il Mezzogiorno come minorità e i meridionali ne saranno pienamente consapevoli.

di Emilio De Lorenzo

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Inizieranno domani, presso i laboratori del Ris dei Carabinieri di Roma, gli accertamenti tecnici irripetibili sui reperti sequestrati dai Carabinieri…

Una città scossa e in lacrime per la morte di Ciro, 66 anni, residente a rione Parco, molto conosciuto e…

Notizia terribile questa domenica per la città di Avellino, che si è risvegliata con un intervento della polizia in centro…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

“Due anime giovani ed innamorate come voi sono il giusto e più bel compimento dell’amore. Mantenete con voi intatte la voglia di stare insieme e creare una famiglia. Che questo giorno sia solo l’inizio di un percorso di luce e serenità, vi vogliamo bene”. Auguri di cuore dai genitori, familiari...

Inizieranno domani, presso i laboratori del Ris dei Carabinieri di Roma, gli accertamenti tecnici irripetibili sui reperti sequestrati dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Avellino dopo gli spari a Contrada Alvanite. Per questa vicenda, sono accusati di tentato omicidio, P. C e G. C, padre e figlio, (il primo ai...

Un libro per raccontare perchè la scelta di vivere al Sud non è un ripiego. E’ quello che Alessandro Brunello mercoledì 26 agosto, alle 18.30, presenterà alla Cassa Armonica di Piazza Garibaldi a Taranto— cuore culturale del Fan Village dei XX Giochi del Mediterraneo —a partire dalla sua storia, quella...

“Caro Assessore Cipriano, o per meglio dire, caro Assessore alla Cultura delle Fake News, ebbene sì, perché ancora una volta hai provato a mistificare la realtà nei confronti degli avellinesi, quest’anno, come negli anni scorsi, c’erano i soldi per organizzare la stagione teatrale al Carlo Gesualdo. C’erano ben 250.000 euro,...

Ultimi articoli

Attualità

di Ranieri Popoli La crisi vitivinicola in Campania e in Irpinia. Ne parliamo con Rino Ricciardelli, Sindaco di Santa Paolina,…

Riaprire il Teatro Gesualdo entro fine anno. E’ la sfida lanciata dall’assessore alla cultura e agli eventi Luca Cipriano “Abbiamo…

“È chiaro che noi abbiamo detto, e lo dico per l’ultima volta, così anche chi non capisce o chi finge…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy