Un rito, quello della tirata, che si fa simbolo dell’identità della comunità. E’ il Giglio di Flumeri che sfilerà questo pomeriggio, alle 17.30, da piazza Campo del Giglio per raggiungere la chiesa di San Rocco. A prendere forma un obelisco di grano, capace di rinnovarsi ogni anno. Poiché se è vero che quella che rappresenta la struttura, il “castelletto” alto 30 metri, viene conservata di anno in anno, le restanti parti dell’obelisco sono il frutto di una gara tra gli artigiani per realizzare i cinque piani. Alla squadra vincente spetta il diritto di portare in processione lo stendardo con le effigi della Confraternita di San Rocco. Il timone della carretta è attaccato ad un potente trattore che ormai ha sostituito la coppia di buoi. I covoni vengono raccolti tra giugno e luglio e si depositano presso il Campo Comune dove vengono lavorati. I carristi iniziano a montare il giglio mentre le donne sono impegnate a preparare i mazzetti di spighe (matte’l) e le catene che orneranno il Giglio. Il giglio si fa simbolo della riconoscenza della comunità per buon raccolto e dell’unità del paese.
Una tradizione, quella della tirata del giglio, trasformatasi negli anni. Agli inizi degli anni ottanta la struttura del giglio è cambiata profondamente. E’ scomparso, infatti, il fusto d’albero, sostituito da un robusto castelletto di travi di legno, travi che man mano si restringono fino a raggiungere l’altezza di trentuno metri. A costituire la base un carro di ferro che rimane ribaltato fino al momento dell’elevazione. E’ il presidente della pro loco Pasquale Moschella a spiegare come “sia difficile conciliare sicurezza e tradizione, mantenendo intatto lo spirito della festa ma stiamo cercando di rispettare scrupolosamente le disposizioni. Già in occasione dell’alzata la popolazione ha risposto bene. Diventa fondamentale, ad esempio, mantenere un’adeguata distanza di sicurezza tra l’obelisco e gli spettatori. All’inizio c’è stato un po’ di malcontento ma poi la comunità ha compreso la necessità di rispettare le nuove disposizioni. Tantissimi i giovani che ogni anno partecipano alla tirata”.
Dopo la tirata i piani del Giglio vengono smembrati e ciascuno porta con sè un pezzo per decorare la propria casa o negozio e come forma di devozione. Ad accompagnare la festa dedicata a San Rocco la musica con il concerto stasera, alle 21, dei Tammuriarè mentre domani sarà di scena il grande trombettista siciliano Roy Paci, popolarissimo grazie a brani come “Toda joya, toda beleza” e alla partecipazione a programmi tv come Zelig. E sempre domani le celebrazioni culmineranno nella processione di San Rocco con la statua condotta fino al Giglio. Ieri, intanto, si è rinnovato il momento della Mensa di San Rocco, a sedere alla stessa tavola tutti i volontari impegnati nella preparazione del carro, nel segno di un’antica tradizione di solidarietà, con le famiglie più povere che partecipavano al pranzo.
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