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Sigismondo e Isotta, nel romanzo di Maselli l’amore tra due anime complementari

Si fa preziosa riflessione sull’amore il romanzo di Maria Cristina Maselli “Sigismondo e Isotta”. Sarà presentato il 16 dicembre, alle 17,30, al Circolo della stampa,  nel corso di un incontro promosso dall’Accademia dei Dogliosi. Interverranno i professori Fiorentino Vecchiarelli e Ilenia D’Oria, preisdente Archeoclub. Le letture saranno a cura di Ilde Rampino, gli intermezzi musicali di Elsa Nigro. Modererà l’incontro Gianluca Amatucci.

È il 1437 quando per la prima volta Isotta degli Atti posa lo sguardo su Sigismondo Pandolfo Malatesta. Lui, ventenne, è il turbolento e ambizioso signore di Rimini e di Fano, lei, una bambina di soli cinque anni, figlia di un piccolo nobile della zona. Isotta cresce nel mito di Sigismondo e grazie alla carica del padre, consigliere economico del signore di Rimini, ha la possibilità di rivederlo. Dopo sette anni dal primo incontro comincia a nascere in loro un sentimento fortissimo. Ma Sigismondo è sposato con Polissena Sforza, e Isotta è stata cresciuta per essere moglie e non amante. Questo il conflitto che renderà tortuoso il percorso di due anime complementari, lei nella perenne ricerca di conferme, lui disposto a dimostrarle i propri sentimenti attraverso l’arte, la parola e l’idea. Quando, dopo la morte di Polissena Sforza, la ragion di Stato sembra volere una nuova nobile moglie accanto a Sigismondo, anche le ultime certezze dei due innamorati paiono vacillare. Inoltre, la vita e lo stesso ruolo del signore di Rimini sono ostacolati da intrighi, avidità, inganni, legami di sangue e di morte, a cui si aggiunge l’odio dei suoi due più acerrimi e potenti nemici: Federico da Montefeltro e papa Pio II, che usa lo splendore umanista del Tempio Malatestiano per condannare il signore di Rimini. Sarà proprio nel momento più difficile della vita di Sigismondo – abbandonato anche dai più fedeli alleati – che l’amore incondizionato e gratuito di Isotta si rivelerà salvifico e porterà a cambiare il destino delle loro vite.

“Attraverso le pagine di questo bellissimo libro – scrive Ilde Rampino – emerge la figura di Isotta, ragazza ingenua, devota alla sua famiglia e al suo Sigismondo, vittima di odio anche da parte del suo unico fratello Antonio che addirittura la maledirà prima di morire, ma una donna vera, autentica, consapevole del valore dei suoi sentimenti: una guerriera, che lotterà sempre, non perdendo mai la sua dolcezza e la sua disponibilità ad accogliere ciò che la vita le riserverà, persino in un destino avverso”

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