Al concerto di questa sera in piazza Libertà, ad Avellino, Enrico Ruggeri ci arriva portando un esplosivo fardello: il caso della censura politica che gli ha scagliato contro nelle ultime ore il Partito democratico. Sì, perché il cantautore che suonerà questa sera ad Avellino, nell’ambito dei festeggiamenti del 2 Giugno, è diventata ufficialmente “persona non gradita” ai signori del centrosinistra. La polemica è partita nelle scorse ore in Lombardia, dove il Pd locale ha chiesto l’annullamento del concerto di Ruggeri programmato per il prossimo 4 luglio. Il motivo? “No a Ruggeri perché è un no-vax”. Il riferimento è ai tempi della pandemia Covid e alle dichiarazioni rilasciate all’epoca dall’artista nel dibattito sull’obbligatorietà dei vaccini e sui Green Pass decisi dall’allora governo Conte. Una posizione che secondo alcuni avrebbe sancito la definitiva etichettatura di Ruggeri come “artista di destra”, tanto da arrivare, oggi, al clamoroso boicottaggio degli esponenti del Pd di Codogno, paese nel quale si dovrebbe (a questo punto il condizionale è d’obbligo) esibire l’autore di ‘Mistero’. E si conferma proprio un mistero come gli esponenti di un partito di sinistra continuino ad esercitarsi in maniera così contraddittoria sul tema della censura e della libertà. Un tema evidentemente ancora poco approfondito e brandito con il classico metodo del doppiopesismo, della serie: “Massima libertà per tutti quelli che la pensano come noi”. Una contraddizione che inevitabilmente ha prestato il fianco ad un velenoso affondo del leader nazionale della Lega Matteo Salvini: “Viva la libertà di pensiero, di parola e di canzone! Contro ogni bavaglio e ogni censura”. Insomma, i carnefici di ieri diventano le vittime di oggi: una tendenza che ormai spopola a livello globale, dall’Ucraina ad Israele, dai regimi comunisti a quelli fascisti, una lotta nel fango che continua a sporcare tutti i partecipanti, di ieri, di oggi e del 4 luglio prossimo.
LA REPLICA DI ENRICO RUGGERI
Lo stesso Ruggeri, dai suoi social, ha intanto replicato alla curiosa protesta del Pd lombardo: “Possono stare tranquilli, non è mia abitudine fare comizi dal palco, preferisco suonare più pezzi possibile. Certo che la vicenda è preoccupante”. Già nei giorni scorsi il cantautore aveva partecipato al dibattito aperto dalle dichiarazioni di De Gregori contro la crociata anti-Trump di Bruce Springsteen: “Si chiede agli artisti di schierarsi, bene, io l’ho fatto ai tempi del Covid e ho perso tutto, dal punto di vista di lavori, ingaggi, partecipazioni”.


