– di Rodolfo Picariello –
Ariano – Prima un gruppo Pd in Consiglio comunale, poi addirittura due e infine nessun gruppo con insegne democrat. Questo è quanto avviene ad Ariano Irpino per rendere ancora più ingarbugliata la vicenda che ha riguardato i dem arianesi e più in generale il centrosinistra del Tricolle.
La vicenda coinvolge anche il livello provinciale del partito che si è ritrovato a dover tentare di mettere insieme chi insieme non vuole restare.
E quindi ha rimandato ad ottobre la soluzione affidandosi al congresso cittadino. Con la speranza che in autunno si ritrovino le condizioni dello stare insieme. Cosa che appare difficile per Ariano ma anche più in generale in Irpinia.
Proviamo ad andare con ordine. La controversia sui gruppi consiliari Pd ha inizio quando i consiglieri comunali Carmine Grasso e Laura Cervinaro, esponenti storici del partito formalizzano la costituzione del gruppo Pd. Grasso ne sarebbe stato il capogruppo. Successivamente si registra il tentativo di costituire un diverso gruppo Pd, composto dai consiglieri, sempre di minoranza, Enrico Franza e Maria Carmela Guardabascio, con l’ex sindaco capogruppo. Da registrare che Grasso aveva chiesto alla Guardabascio di aderire al gruppo già costituito. Di fronte a questa doppia intenzione il livello provinciale, che sembrava orientato favorevolmente alla richiesta di Grasso e Cervinaro, ha poi deciso di affidarsi alla celebrazione del congresso. Parte del partito arianese, tuttavia mostra dubbi sulle posizioni di Franza, perché l’iscrizione al partito sarebbe arrivata solo intorno alla metà di giugno: era iscritto in precedenza al Psi. Franza, però, da tempo aveva lasciato intendere la volontà di aderire al Pd.
Rispetto a tutto ciò la segreteria provinciale ha deciso di congelare tutto fino al congresso. Tuttavia gli arianese guardano alla data autunnale con scetticismo: il congresso, infatti, ad Ariano è stato, per circa sette anni, definito “il prossimo congresso” sempre annunciato ma calendarizzato e celebrato mai.



