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Stellantis: si torna al lavoro, ma il futuro resta un rebus

Domani primi ritorni in fabbrica a Pratola Serra dopo le feste di Natale, anche se la maggior parte dei lavoratori di Stellantis rientrerà l’8 gennaio. Il 2024 si è chiuso con un bilancio tutt’altro che esaltante per lo stabilimento irpino che ha sfornato circa 310mila motori (più o meno la metà della capacità produttiva complessiva) e ha visto, per la prima volta, scendere i livelli occupazionali sotto le 1500 unità.

Se l’anno appena trascorso è stato sostanzialmente negativo, quello appena iniziato rischia di essere anche peggiore. Anche se qualche nuova commessa potrebbe rilanciare la produzione, a preoccupare è soprattutto la mancanza di garanzie sul futuro, ancora legato a filo doppio alla produzione di motori diesel per i veicoli commerciali del gruppo. Una mission troppo ancorata al passato e lontana da un mercato che guarda con sempre maggiore attenzione all’elettrico e ai motori di nuova generazione.

Presso lo stabilimento “gemello” di Val di Sangro, ad esempio, è in rampa di lancio la produzione di veicoli commerciali elettrici che potrebbe comportare una riduzione della commessa di motori per Pratola Serra. Dall’ultimo vertice in Regione è emerso qualche impegno da parte del Governatore De Luca, ma il sindacato è tutt’altro che tranquillo e sereno. Chiede, infatti, soprattutto garanzie per il futuro, sia da un punto di vista produttivo che in riferimento ai livelli occupazionali.

Sullo sfondo c’è l’appuntamento del 14, 15 e 16 gennaio, quando operai ed
impiegati saranno chiamati a rinnovare il consiglio di fabbrica e ad eleggere quindici rappresentanti (14 per gli operai e uno per gli impiegati), minimo storico, naturale conseguenza del progressivo calo dei livelli occupazionali. La Fiom Cgil, esclusa dal voto in quanto organizzazione non firmataria del contratto Fiat, potrà partecipare elle elezioni per il rinnovo dei rappresentanti della sicurezza che dovrebbero tenersi nel corso del mese di febbraio.

Per il seggio destinato agli impiegati sono in corsa Luigi Rosella della Fim Cisl, Maria Sgambati (detta
Marinella) della Uilm e Lucio Flammia per l’Associazione capi e quadri. Quattro le liste presentate per il collegio degli operai. La Fim Cisl schiera Umberto Forgione, Massimo Iannuzzo, Luigi Annecchiarico, Erminio
Parziale, Antonio Iacobacci, Giusy Capone, Sara Fabbo, Francesco Giugliano e Salvatore Scarpati. Per la Uilm sono invece in campo Carlo Angiuoni, Michele Balestrieri, Pietro Bellarosa, Elia Giacobbe, Bruno Giglio, Guirino Palma, Angelo Paradiso, Alfonso Pellecchia, Giuseppe Petrozziello, Gianluca Porrino, Alfonso Sanseverino e Giovanni Paolo Serino. Con la Ugl metalmeccanici ci sono Maddalena Capone, Michele Abruzzese, Gianni Colicchio, Pellegrino Capolongo, Stefano D’Avanzo, Antonio Di Capua, Arturo Fiorillo, Aurelio Melchionno e Antonio Oliviero. Cinque candidati per il Fismic: Franco Mosca, Angelo Usai, Teodoro Villacci, Rocco Luongo e
Sara Bonavita.

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