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Strage Italicus, Angelo Izzo assolto anche in secondo grado per calunnia

Assolto per insussistenza del reato. Nel tardo pomeriggio di oggi la Corte di Appello di Roma, Seconda Sezione Penale, presieduta dal giudice Brindisi, ha confermato l’assoluzione per Angelo Izzo, emessa in primo grado dal Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Velletri, il 21 Febbraio 2019.

In aula,  il difensore di fiducia di Izzo,  il penalista irpino Rolando Iorio, ha chiesto  il rigetto dell’appello presentato dal Procuratore Generale della Corte di Appello di Roma, Antonio Sensale e la conferma del proscioglimento ottenuto dinanzi al Gup del Tribunale di Velletri.

Izzo,  noto per essere uno degli assassini della strage del Circeo, era accusato di calunnia ed autocalunnia per alcune dichiarazioni rilasciate prima alla Digos di Bologna e poi alla Direzione Distrettuale Antimafia  della Procura di Roma, in merito ai fatti relativi alla strage del treno Italicus del 1974. In seguito a quelle dichiarazioni la Procura di Bologna aveva iscritto Izzo  nel registro degli indagati per il reato di strage, per poi formulare una richiesta di archiviazione.

E  stamattina durante l’udienza,  Angelo Izzo, presente in video collegamento dal Carcere di Velletri, ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee, mentre il suo difensore di fiducia  ha depositato una copiosa documentazione a supporto della tesi difensiva. All’esito di una lunga camera di consiglio, i Giudici di Roma hanno  confermato il proscioglimento per Izzo per insussistenza del reato.

Izzo condannato in concorso per il brutale sequestro e omicidio di Rosaria Lopez nel 1975, ha continuato a far parlare di sé anche dopo la prigione, dimostrando che la sua sete di sangue non si era mai spenta. Nel 2004, ottenne la semilibertà, una decisione che si rivelò tragica: l’anno successivo, infatti, mentre godeva di un regime di detenzione meno severo, uccise barbaramente a Ferrazzano,   Maria Carmela Linciano e Valentina Maiorano, madre e figlia.soffocandole e sotterrando i loro corpi nel giardino di una villetta. Quando uccise le due donne in Molise era reduce da una reclusione durata 30 anni per la strage del Circeo e scontava un regime di semilibertà per il quale ogni sera doveva rientrare nel penitenziario di Campobasso.  Il duplice omicidio a Ferrazzano venne scoperto il 30 aprile. Poi il nuovo arresto e i 20 anni trascorsi nel carcere di Velletri. Ha trascorso 50 anni in cella, il killer che ad agosto scorso ha compiuto  70 anni e che ottiene la seconda assoluzione, dopo quella emessa dal tribunale di Perugia.

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Michela Della Rocca

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