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Suona la campanella, il provveditore Pagliuca: “La scuola al centro della comunità”

Di Anna Bembo

Un avvio ordinato e sereno delle attività didattiche, costruito grazie a mesi di lavoro silenzioso e complesso. È questo il messaggio lanciato da Fiorella Pagliuca, Provveditore agli Studi dell’Ambito Territoriale di Avellino, nel corso della conferenza stampa di apertura del nuovo anno scolastico 2025/2026.

L’incontro con gli organi di informazione ha offerto l’occasione per fare il punto su personale, edilizia, inclusione e dimensionamento della rete scolastica, ma anche per affrontare temi cruciali come il disagio giovanile, la dispersione e la cittadinanza digitale.

“La scuola ha bisogno di grande sinergia con il mondo della comunicazione – ha sottolineato Pagliuca – perché la preparazione all’avvio dell’anno scolastico è un’attività impegnativa e spesso poco riconosciuta. Ringrazio i funzionari e gli assistenti amministrativi per l’abnegazione con cui hanno seguito le operazioni durante l’estate”.
Un lavoro che quest’anno ha permesso di completare senza criticità le procedure di mobilità e le immissioni in ruolo: 23 docenti sul sostegno, 30 nella scuola dell’infanzia, 9 alla primaria, 4 nel primo grado e 28 nella secondaria di secondo grado, oltre a 16 collaboratori Ata. Una macchina organizzativa che, nonostante la complessità di un territorio vasto e frastagliato come quello irpino, è riuscita a garantire la regolarità delle nomine.

Accanto all’aspetto amministrativo, Pagliuca ha voluto ribadire la centralità del tema educativo e sociale. “Ogni giorno entrano a scuola le fragilità delle famiglie e dei ragazzi. Dobbiamo accogliere e ascoltare, perché la scuola non può sottrarsi a questa sfida”. Il riferimento è alle campagne di sensibilizzazione già avviate sul disagio giovanile, con l’ingresso nelle scuole di psicologi, psicoterapeuti ed esperti di dipendenze. “Non basta uno sportello d’ascolto – ha aggiunto – servono reti solide e una collaborazione interistituzionale che coinvolga Asl, Prefettura, enti locali e terzo settore”.

Sul fronte dell’edilizia scolastica, il Provveditore ha fatto il punto sugli interventi finanziati dal Pnrr: il liceo De Luca è collocato in Via Scandone e l’Imbriani in Via Morelli e Silvati, trasferimento temporaneo a Vico Zigarelli del liceo Mancini per adeguamento sismico, e nuove soluzioni per garantire spazi idonei anche agli studenti del Centro per l’istruzione degli adulti. “Sono cittadini che vengono in Italia per inserirsi nel nostro sistema e dobbiamo accoglierli con grande spirito di inclusione e integrazione. Quanti più ragazzi riusciamo a integrare nel nostro sistema, tanto più saremo un paese multiculturale. Crediamo nell’intercultura, il cittadino deve sentirsi accolto già imparando la lingua altrimenti diventa una chimera vana”. Non mancano, tuttavia, criticità legate all’emergenza idrica che in alcune scuole rende necessario il ricorso a cisterne e autobotti: “È impensabile che ogni mattina si debba aprire con questa incertezza – ha detto – la sicurezza e la dignità degli studenti vengono prima di tutto, per me è una spada di Damocle”.

Grande attenzione anche all’inclusione e alla dispersione, con un richiamo alla necessità di distinguere tra quella esplicita e quella implicita, più difficile da intercettare ma altrettanto pericolosa. “Equità non significa uguaglianza, ma dare di più a chi parte da una condizione di svantaggio. L’Irpinia gode di una buona salute nei percorsi scolastici, ma serve prudenza nell’affrontare il crescente numero di diagnosi precoci, soprattutto di autismo: ho chiesto all’Asl studi più approfonditi sugli indicatori ambientali che potrebbero incidere su questo fenomeno”.

Nel corso della conferenza non sono mancati i riferimenti al trasporto scolastico, gestito in sinergia con Sita e Air, con corse potenziate per rispondere alle esigenze di una provincia dispersa e segnata dalla scelta della settimana corta in molte scuole: i ragazzi non devono fare corse o essere lasciati a terra perché i pullman sono pieni. Importante anche il richiamo al tema del digitale, con il sostegno alla linea ministeriale sui divieti all’uso dei cellulari in classe: “Non si tratta di proibire, ma di responsabilizzare i ragazzi e insegnare loro un uso consapevole degli strumenti tecnologici”.

Infine, Pagliuca ha rivolto un pensiero al ruolo dell’orientamento, definendolo “un faro per aiutare i ragazzi a riconoscere le proprie inclinazioni e non soltanto una vetrina universitaria. Anche riorientarsi, capire di aver sbagliato strada, non deve essere vissuto come un errore ma come parte del percorso di crescita. Dobbiamo educare anche i genitori che spesso sono predittivi del fallimento. Ai ragazzi è richiesto un iperadattamento costante alle sollecitazioni che provengono dall’esterno. Si sentono fagocitati dalle pressioni sociali. Studio di continuo per comprendere quali strumenti offrire alle scuole. I ragazzi entrano spesso a scuola con un peso sul cuore, dato anche dal mondo digitale, dove sembra che ci sia un buio che spegne i sogni di tutti”.

La conferenza si è chiusa con un invito alla collaborazione: “La scuola è il baricentro intorno al quale ruotano enti e istituzioni. Per affrontare le sfide del presente dobbiamo essere costruttori di bene comune, capaci di guardare ai bisogni educativi, sociali e culturali del territorio. Solo così potremo garantire ai nostri ragazzi un futuro che non spenga i loro sogni”.

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