-di Egidio Leonardo Caruso–
RSU e docenti del Ruggero II di Ariano Irpino affidano ad un comunicato tutta la loro delusione, amarezza e preoccupazione, per l’ennesimo colpo di grazia all’istruzione in Irpinia. Il provvedimento messo nero su bianco dalla delibera sul dimensionamento scolastico della Regione Campania, che ricordiamo nell’ambito della riorganizzazione della rete scolastica, prevede per il prossimo anno scolastico 2026/2027, ben ventitrè accorpamenti sull’intero territorio regionale, nello specifico due interessano la nostra provincia, si tratta di Avellino e Ariano Irpino.
Per il Capoluogo il piano di dimensionamento stabilisce la costituzione del Polo liceale, mediante l’accorpamento dell’Istituto Alberghiero Rossi-Doria, con l’ISS De Luca (indirizzo Artistico e Scientifico), per quanto riguarda gli istituti presenti sul Tricolle invece, è prevista la creazione di un Istituto Superiore dall’unione del De Gruttola e del Ruggero II, con quest’ultimo a sua volta accorpato al Liceo Parzanese, andando di fatto a costituire il Polo liceale. Sono già 14 i docenti individuati come soprannumerari solo nel nascente Polo liceale, un dato parziale ma sufficiente a fotografare l’impatto immediato sul territorio e sul personale, non è finita qui nel conteggio infatti, non rientrano ancora i docenti del Polo tecnico, né il personale ATA, né tantomeno tutti quei lavoratori precari, docenti ed ATA, che nell’anno scolastico 2025/2026, avevano ottenuto incarichi a tempo determinato, e che ora scoprono che quelle cattedre semplicemente non esisteranno più, posti cancellati.
“Altro che “spostare un banco e una sedia”, come era stato più volte sostenuto dal sindaco e dal vicesindaco nel tentativo di minimizzare la portata del provvedimento. La realtà che emerge è ben diversa: un vero e proprio stravolgimento dell’assetto scolastico cittadino, con effetti diretti sulla continuità didattica e sull’occupazione. Nei mesi scorsi gli studenti del Ruggero II hanno dato vita a diverse manifestazioni chiedendo un confronto con l’Amministrazione Comunale evidenziando le criticità, mettendo in guardia rispetto ad una proposta ritenuta inopportuna e rischiosa, tuttavia da parte sua l’Amministrazione pur mostrandosi disponibile, ha portato avanti la propria linea considerandola come l’unica possibile, i docenti rincarano la dose:” il dato dei 14 docenti soprannumerari è solo l’inizio, già a settembre prossimo, ad Ariano ci saranno circa 50 posti di lavoro in meno nel comparto scuola, nei prossimi anni poi, si prospetta un ulteriore taglio degli organici”.
“La scelta di costruire poli omogenei, anziché mantenere un’organizzazione più flessibile, comporterà una riduzione del numero complessivo di classi, le nuove classi prime già previste, arriveranno fino a 27 o addirittura 30 alunni, segnando un cambio netto rispetto al passato recente, quando si lavorava con gruppi da 17-20 studenti, meno classi significa inevitabilmente meno docenti, con il risultato di ritrovarsi in un sistema d’istruzione totalmente squilibrato, penalizzando così, la qualità dell’insegnamento e la salvaguardia dei livelli di occupazione in un’area interna già soggetta a spopolamento”.
Ricordiamo che il TAR Campania, con la sentenza n. 6842 del 21 ottobre 2025, ha accolto il ricorso della Regione Campania contro il piano di dimensionamento scolastico del Ministero dell’Istruzione, bloccando di fatto il taglio di dirigenti scolastici e DSGA per gli anni 2024-2027.
I giudici hanno stabilito inoltre, che le autonomie scolastiche vanno calcolate sugli alunni reali, e non su previsioni. La sentenza mette in luce il divario esistente tra i dati dell’Ufficio Scolastico Regionale sugli iscritti effettivi in Campania, e quelli presunti dal ministero, il contezioso è tutt’ora in corso.
I lavoratori ritengono che la scelta miope fatta dall’Amministrazione uscente avallata dalla Regione, non fa altro che colpire decine di operatori della scuola impattando negativamente su tutto il territorio, colpisce il cortocircuito politico:” un’Amministrazione che si presenta nei simboli e nelle dichiarazioni come espressione di una cultura di sinistra finisce per colpire proprio i lavoratori, è questo il vero dato politico”.
“Siamo in piena campagna elettorale, c’è da aspettarsi nuovi proclami, nuove rassicurazioni e forse tentativi di minimizzare quanto sta accadendo, ma i numeri parlano chiaro e sono difficili da ignorare”.
In conclusione docenti e ATA di fronte ad uno scenario tanto complesso con un finale che pare già scritto, invitano a fermarsi a riflettere, chi di dovere e forse, “fare anche un passo indietro, assumendosi la responsabilità di scelte che sono state contestate in tempo utile, quando si poteva ancora evitare di “andare a sbattere contro un muro”.
“Oggi quel muro è diventato realtà, e a pagarne il prezzo, ancora una volta, sono i lavoratori e la scuola tutta di Ariano Irpino, alunni compresi, che si ritroveranno a breve a vivere seri problemi logistici, e disagi di vario genere”.


