“Abbiamo voluto fortemente che la rassegna fosse dedicata a Tonino Petrozziello, artefice della stagione magica del cinema in piazza Duomo”. E’ Tonino Spagnuolo del Circolo Immaginazione a sottolineare il valore di cui si carica il ritorno del cinema nella piazza cuore della città, nell’ambito del cartellone dell’estate avellinese “Devo ringraziare l’assessore alla cultura Luca Cipriano, è stato lui a volere fortemente che tornassero nell’ambito del cartellone estivo le proiezioni al Duomo, poichè aveva impressa nella memoria l’atmosfera bellissima che si creava in occasione di quegli appuntamenti. Erano oltre 700 le sedie che non bastavano mai e in tanti erano costretti a portarsi una sediolina da casa. Dopo quella richiesta, il pensiero è andato immediatamente a Tonino Petrozziello che insieme al Circolo Immaginazione ha creduto fortemente nella scommessa del cinema in piazza, proseguito dal 1995 al 2023 per nove edizioni, una stagione che è coincisa con l’esperienza dell’amministrazione Di Nunno, che ha sempre creduto nel potere della cultura. Tonino era il vero traino della rassegna, altro che social media manager, riusciva a coinvolgere giovani, meno giovani, famiglie, a costruire comunità, quella stessa che cercheremo di ricreare nel corso di questa estate. Al tempo stesso, abbiamo voluto ricordare i 25 anni dalla consegna del premio Camillo Marino a Ettore Scola in piazza Duomo, quello che fu l’inizio della nuova stagione del festival Laceno d’oro. E’ dunque un omaggio anche al grande regista originario di Trevico”. Spiega come “E’ difficile immaginare la stessa partecipazione di quegli anni, fu una stagione eccezionale e credo irripetibile, ma noi ci proviamo. Malgrado il dilagare delle piattaforme, c’è ancora tanto desiderio di cinema in città. Abbiamo scelto, compatibilmente con le disponibilità legate alla distribuzione, titoli molto diversi tra loro capaci di conciliare impegno e commedia leggera, sempre nello spirito di Camillo Marino e Giacomo D’Onofrio. Questa rassegna sarà, inoltre, l’occasione per lanciare la nuova edizione del festival del Laceno d’oro in programma a dicembre, che resta un fiore all’occhiello del panorama culturale irpino, campano e dell’intero Mezzogiorno”. E sottolinea come “Non ho dubbi che tutti coloro che hanno coltivato la passione per il cinema in città, diventando registi, sceneggiatori, ideando rassegne e credano oggi nel potere delle immagini di raccontare, sono passati per il Duomo proprio come la mia generazione è stata influenzata da Camillo, Giacomo e dalla rassegna del Laceno d’oro. Sarebbe bello inaugurare una nuova stagione capace di lasciare il segno”.
Si parte il 2 agosto con “L’amore che non muore” di Gilles Lelouche (2024), storia dell’amore di Jackie e Clotaire, due adolescenti che si conoscono fuori scuola e si innamorano, finché un giorno Clotaire non finisce in galera. Se la vita di Jackie va avanti tutto cambierà quando Clotaire uscirà di galera. Si prosegue il 4 agosto con “Gloria” di Margherita Vicario in cui la musica diventa strumento capace di abbattere barriere e discriminazioni, simbolo del coraggio delle donne, il 5 agosto “Nonostante” di Valerio Mastandrea (2024), film surreale e onirico, che affronta la paura della morte propria e delle persone amate, a partire dalla storia di un uomo in coma: mentre il suo corpo giace in un letto ospedaliero la sua essenza va in giro e parla con altri pazienti al momento separati dai loro corpi mortali. Il 13 agosto si proietta “Enzo” scritto da Laurent Cantet, ma diretto da Robin Campillo, dopo la morte del regista premiato anche al Laceno d’oro. Seguiamo così le vicende di questo sedicenne cresciuto in un contesto agiato, che decide di rompere con le aspettative familiari e abbandonare il liceo per lavorare come apprendista muratore.



