E’ nelle sedie portate da casa proprio come accadeva venti anni fa, nelle chiacchiere scambiate con la persona seduta accanto, nei commenti del dopo film, nei tanti che, pur di non rinunciare alla visione, non esitano a sedersi per terra, nelle bibite prese a metà proiezione al bar più vicino, la forza del cinema in piazza Duomo che conserva intatta la valenza di un rito comunitario, di uno spazio di condivisione autentica. L’assessore Luca Cipriano spiega di aver voluto fortemente il ritorno di questa rassegna, in passato tra i simboli dell’estate irpina, curata con la consueta passione dal Circolo Immaginazione. Tonino Spagnuolo, anima del Circolo Immaginazione, ribadisce la volontà di rendere omaggio con questo ciclo di film alla memoria di Tonino Petrozziello, tra i maggiori sostenitori del cinema in piazza Duomo, convinto della necessità dell’arte di dialogare con la società “E’ stata una stagione irripetibile, coincisa con quella illuminata del sindaco Di Nunno”. Un omaggio che si affianca a quello al regista Ettore Scola che proprio in piazza Duomo riceveva il premio Camillo Marino, inaugurando il nuovo ciclo del Laceno d’oro che continua ancora oggi.
E così il miracolo si ripete, facendo svanire ogni incertezza.
Gli spettatori arrivano alla spicciolata, anche a causa del cattivo tempo del pomeriggio, ma alle 21 la piazza è piena e bellissima con le scale del Duomo gremite. Sono giovani, meno giovani, madri con in grembo i bambini. Ad Aldo Spiniello, tra i curatori del Festival Laceno d’oro, il compito di illustrare il film “L’amore che non muore” di Lelouch, sottolineando la scelta di una pellicola che parla alla pancia del pubblico, grazie alla forza delle immagini e alle emozioni che sa trasmettere. E ci vuole poco per immergersi nella storia di Clotaire, ragazzo inquieto, cresciuto in una famiglia semplice, che non esita a violare le regole, nella sua disperazione prima e poi nella sua ansia di riscatto, fino a finire in giri troppo grandi per lui ed esserne stritolato e Jackie, ragazza borghese ma sola come lui e come lui, incapace di dialogare con il mondo. Facile che diventino l’uno il riferimento per l’altro. Un amore capace di sopravvivere al tempo, folle e insieme salvifico, anche quando sembra alimentato da una furia distruttiva, che finisce col redimere e restituire un senso alla vita, cambiando per sempre il proprio destino. E poi il singolare ventaglio con il programma dei film, la frescura della sera, i saluti agli amici, tutto sembra perfetto nella prima serata del cinema in piazza anche se Spagnuolo suggerisce all’assessore di aumentare il numero delle serie. La piazza allora torna ad essere piazza ed è il miracolo più bello.




