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Salvini, con le sue performance tragi-comiche, ha superato se stesso! Negli ultimi giorni ha accusato perfino – proprio lui! – le forze politiche della maggioranza di essere anti-democratiche per la fiducia sulla manovra. Comunque il “Capitone” leghista appare negli ultimi sondaggi un po’ ripetitivo.  In difficoltà nell’escogitare nuovi temi su cui eccitare l’opinione pubblica. E neppure la Bestia – la sua famigerata struttura di comunicazione – riesce ormai a fare miracoli. Soprattutto, ll monopolio delle piazze appare clamorosamente spezzato dalle Sardine. Ora esaltate o vilipese, ma comunque certamente un movimento significativo nel panorama degli ultimi anni.

La stessa strampalata proposta di larghe intese tra maggioranza e opposizione, sorprendentemente lanciata dal leader leghista, dimostra quanto l’orizzonte politico sia incerto. E quanto confuse le idee nel cielo della “Lega per Salvini premier”. Sono passati i tempi della madre di tutte le battaglie, cioé una “narrazione” mass-mediatica forte sulla presunta invasione degli immigrati africani, rilanciata con efficacia dalla sinergia piazze – tg – social. Anche la battaglia autunnale sulla legge di bilancio, al di là di tre o quattro transfughi dal M5S, non ha prodotto vistosi risultati politici. Sembra quasi che la capacità inventiva di Salvini – ma soprattutto della sua rete di comunicazione – si sia un po’ inceppata. E, svanite le nebbie, lasci vedere le toppe di un armamentario politico estremamente povero. Se non ormai lacero. Il martellamento continuo su pochi argomenti di interesse pubblico viene avvertito ormai come ripetitivo. La brevità un tempo efficace è percepita come semplificazione. Perfino i gesti plateali, con rosari e Madonne, sono visti come propri di un tempo che fu. La stessa sterile, talvolta volgare polemica anti-europea suona fuori luogo.  Insomma,  Salvini appare in difficoltà strategica. E questo, stranamente,  proprio mentre diventa il leader per ora incontrastato del centro-destra. Con FI mortalmente stretta tra le origine moderate e gli estremismi salviniani.  E la Meloni vittoriosa nei sondaggi grazie ad una efficace (e meno esasperata) campagna mediatica. Infine, sul capo di Salvini pesano – finora solo politicamente – le inchieste della magistratura. Quella sulla sparizione in breve tempo di una parte consistente dei 49 milioni. E l’altra sul Russiagate, su cui Salvini ha mantenuto un ostinato silenzio! Poi c’è l’indagine penale per il sequestro dei migranti a bordo della nave Gregoretti. Tuttavia, non c’è dubbio che finora il colpo più duro alla egemonia salviniana lo abbiano assestato le Sardine.

I giovani del nuovo Movimento sono, per ora, riusciti in una impresa fino a qualche tempo inimmaginabile: riportare in strada tanta gente. Compresa quella che negli ultimi tempi si era chiusa in un rassegnato e deluso silenzio di fronte al decadimento del confronto politico. Ridotto nel migliore dei casi, a  pura improvvisazione. O, peggio, a diffusa intolleranza verso chi appare diverso. E ad una serie di offese personali. Questo segnale ancora un pò confuso sui suoi esiti politici ma chiaro in almeno alcuni dei suoi obiettivi, non pretende di dare risposte. Certamente però le chiede. La Lega ha cercato di liquidare la questione affermando che le Sardine sono formate da elementi del popolo di centro-sinistra. E questo senza neppure farsi sfiorare dall’idea che la loro nascita si deve per buona parte alla competizione esasperata e inconcludente fra Lega e M5S. Alla crescente intolleranza – fomentata proprio da Salvini – che aveva paralizzato il Paese. Alla pericolosa linea anti-europea. Fino alla paradossale richiesta di pieni poteri! Il programma delle sardine non è un programma di governo. Certamente però è una valida indicazione delle regole del gioco politico, perchè riscopre la divisione dei poteri, il cosiddetto galateo istituzionale, il rispetto delle rappresentanze democratiche. E’ insomma, un tentativo di “ritorno alla Costituzione”  dopo l’anarchia. Il dubbio è se le forze politiche democratiche riusciranno a valorizzare da protagoniste questo segnale. O si faranno schiacciare dalle numerose scadenze che già  affollano la ripresa politica?

di Erio Matteo

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