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Il Prc: no all’eolico selvaggio, la Regione si assuma la responsabilità politica

Il segretario della federazione irpina, Della Pia: le conseguenze dell’assalto in Alta Irpinia

«Le questioni dell’energia stanno diventando sempre più centrali nel dibattito politico italiano ed europeo, per la connessione che non può più essere ignorata con i cambiamenti climatici in atto. Noi siamo da sempre a favore delle fonti rinnovabili, come siamo contrari al nucleare che strumentalmente la maggioranza di governo e il ministro Pichetto Fratin tirano fuori ad intervalli regolari per gettare fumo negli occhi e buttarla in caciara».

L’argomento e la premessa sono di Tony Della Pia, segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista. Che continua: «Il punto è adottare un approccio totalmente differente rispetto all’attuale, considerare l’energia un bene comune e come tale gestirlo, favorendo l’autoproduzione, le comunità energetiche, diversificando il più possibile le fonti con il solare (su capannoni ed edifici, non sui terreni agricoli), l’idroelettrico, il geotermico, l’eolico, il mareomotorio.
Va inoltre riconosciuto che ogni impianto di produzione presenta specifiche peculiarità e va realizzato in accordo con le comunità e normando attentamente ogni aspetto.
La provincia di Avellino è interessata come sappiamo da un‘invasione di eolico selvaggio che ha saturato il territorio, con problemi per l’agricoltura e la viabilità, con disagi per i residenti e un paesaggio in parte compromesso».

Il segretario del Prc irpino entra nei dettagli: «Ultimo in ordine di tempo degli ormai innumerevoli incidenti, una pala eolica in località Calaggio nel comune di Bisaccia perde olio in grandi quantità spargendolo per effetto centrifugo a centinaia di metri di distanza sui campi coltivati, come documentato dai comitati locali contro l’eolico selvaggio dell’Alta Irpinia.

L’ultimo assalto sta compromettendo l’ecosistema e l’agricoltura di paesi come Bisaccia, Vallata, Andretta, Guardia Lombardi, Morra De Sanctis e Rocca San Felice, tra l’altro tutti attraversati dall’antica via Appia e ricchissima di antichi insediamenti romani non del tutto rinvenuti e valorizzati. I funzionari regionali non possono applicare la norma della pubblica utilità in nome e per conto delle multinazionali del vento. Così si affossa l’agricoltura locale: settore primario fondamentale sia per quanto riguarda i prodotti tipici di altissima qualità , sia per quanto riguarda la tutela e la cura del territorio.

Della Pia conclude:«Alle Regioni spetta la competenza maggiore in tema di programmazione e gestione energetica. Chiediamo quindi alla Regione Campania di assumersi la responsabilità dell’azione politica: oltre alla strada del repowering, che ha senso solo se comincerà a ridurre sensibilmente il numero di pale eoliche presenti in Alta Irpinia, c’è bisogno di una manutenzione costante ed attenta degli impianti in esercizio.
Inoltre, nel rispetto del “Principio di Precauzione” così come definito nel TFUE (il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea) è improcrastinabile definire una normativa vincolante che tenga conto della gittata degli elementi rotanti degli impianti eolici per evitare inquinamento e pericoli derivanti da rotture e malfunzionamenti».

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