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Un anno di Mostre al Museo si inaugura “Il Sogno continua”: Calvetti esplora i silenzi dell’anima

Si conclude sabato 21 febbraio alle ore 17.30, presso le sale espositive del Museo Irpino, nella suggestiva sede del Complesso Monumentale Carcere Borbonico, con l’inaugurazione della personale di Fabi Calvetti “IL Sogno continua”, Un anno di mostre al Museo Irpino, rassegna di arte contemporanea organizzata dalla Provincia di Avellino.

Classe 1956, Fabio Calvetti nasce a Certaldo, cittadina toscana patria di Giovanni Boccaccio. Formatosi a Firenze, espone dagli anni ’90 in Europa, Oriente e USA, con mostre in musei e gallerie internazionali e importanti esposizioni anche in Italia. Nel 2021 ha già tenuto una sua personale nel Complesso Monumentale Carcere
Borbonico di Avellino: fu una mostra organizzata durante il Covid, ma fu preparata con il massimo impegno per affermare il primato dell’arte su paure e limitazioni. Il titolo dell’esposizione era “Lasciatemi sognare’’.
Dopo quell’evento l’artista è stato chiamato ad esporre negli spazi altrettanto importanti di Bram (Francia) al Musée Essarts, San Miniato a Palazzo Grifoni, San Donato in Poggio a Palazzo Malaspina, Lugano presso AA Spazio Arte, Pisa nella Chiesa di Santa Maria della Spina e Kanrapaci (Giappone) nel Nagaoka Kesakichi Memorial Museum. Ma, considerando che spesso “certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano”, il Maestro toscano ha accettato di tornare al Carcere Borbonico con una nuova mostra intitolata, non a caso, ‘’Il sogno continua’’.
Le tematiche affrontate sono indirizzate soprattutto all’analisi interiore e alle difficoltà di comunicazione indotte dal veloce modificarsi degli schemi sociali. Filo rosso della sua ricerca sono l’attesa, l’assenza, i silenzi dell’anima, uno spazio vuoto prolifico di domande. Spesso è protagonista una donna sola, elegante, sensuale, calata in interni di case o bar sospesi nel tempo e nello spazio; altre volte protagonista è l’ambiente stesso, uno scorcio d’interno o di città notturna. In un contesto di atemporalità quasi teatrale e senza luce naturale, le donne sembrano in ascolto di loro stesse, in attesa che qualcosa accada o che una qualche risposta arrivi.
Nella mostra saranno presenti alcune opere del suo percorso classico insieme ad altre recenti dove l’artista ha introdotto una libertà nella composizione e l’uso di nuovi colori spingendosi fino alla contaminazione di luce artificiale. Per la serata inaugurale sarà presente l’artista e il Museo chiuderà straordinariamente al pubblico alle ore 20.00.La mostra sarà visitabile fino al 28 marzo 2026, dal martedì al sabato, dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00.

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