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Di partiti, oggi assomigliano più a movimenti elettorali a guida personale che a a veicoli di idee. I politici che li guidano e se ne servono, non sembra abbiano bene afferrato che la crisi che sta attraversando il mondo è epocale, non ha precedenti storici di tale entità, è del tutto strutturale e che i rimedi che si approntano, sono più aggiustamenti di una politica che si basava su altri presupposti, spesso, come nel caso dell’Italia, annunci o al massimo, pannicelli caldi. La rivoluzione di Renzi è solo a parole, promesse ed annunci ed è rivolta più al ricambio della vecchia classe politica del suo partito che non a rimuovere le cause della crisi italiana, ad una più equa redistribuzione delle risorse e ad una partecipazione più attiva delle componenti sociali alla gestione della Cosa pubblica. I fenomeni del maggior arricchimento di una parte di privilegiati e la crescente povertà – la più alta d’Europa – una assenza totale di strategia verso le centinaia di migliaia di immigrati, destinati ad aumentare paurosamente, il loro mancato inserimento nel tessuto economico e sociale – con la responsabilità dei paesi europei che si stanno rinchiudendo, con barriere, muri e fili spinati, in un tragico cul de sac, una sostanziale acquiescenza verso una politica europea al fine di avere maggiore flessibilità, invece di diminuire drasticamente il debito pubblico, sono segnali di un futuro sempre più incerto e problematico. Oggi, che è sparita l’ideologia, anche le idee sono condizionate dal dio mercato che clamorosamente sta fallendo, come decenni prima era fallito il comunismo, se miliardi di esclusi del sud del mondo, continuano ad affacciarsi prepotentemente alle porte dei paesi ricchi e non possono essere fermati nemmeno con le armi. Non è possibile rottamare gli uomini del passato per uscire dalla crisi. Occorrerebbero nuove idee, nuovi progetti, nuovi valori, maggiore coesione e solidarietà sociale, una politica mondiale di maggior attenzione al resto del mondo e non di sfruttamento coloniale per l’uso del petrolio. Occorrerebbe ripensare e correggere il capitalismo che non ha eliminata la fame nel mondo, anzi l’ha aumentata; che sta distruggendo le risorse del pianeta e minando l’equilibrio della natura. Occorrerebbe un nuovo umanesimo, una palingenesi della politica – come ci ha ripetuto padre Sorge in una recente visita in città – una ristrutturazione dei partiti che dovrebbero ritornare ad essere veicoli di idee e di progetti e non di interessi personali o di gruppo, magari trasformandoli in movimenti che prendessero il meglio dalla società civile, dalla cultura, dal volontarismo e lo convogliassero in nuove idealità ed in nuovi progetti. Preparare, insomma, un nuovo rinascimento della politica, a partire con la fondazione degli Stati uniti d’ Europa, perché oggi la politica non la fanno più gli stati nazionali. Siamo capaci di fare ciò? Siamo in grado di comprendere appieno e applicare il messaggio di Papa Francesco tanto chiaro e pressante? Nel duecento ci fu bisogno di San Francesco per dare una scossa alla Chiesa che oggi ha ritrovato in Papa Francesco il suo continuatore. In politica, invece, si può dire altrettanto? Renzi e la Boschi si stanno dimostrando in grado di rifondare la Costituzione sull’esempio di quanto fecero i nostri Padri costituenti all’alba di una guerra perduta e di un ventennio di dittatura? Renzi si sta dimostrando un leader? Forse ha ragione Cuperlo a dire che non ne ha la statura! La politica ha perso l’anima! Saprà ritrovarla, magari su impulso della cultura, della scuola, della stampa, dei movimenti? Si povrebbe cominciare dalla Televisione e dai Media, costringendoli ad essere non il braccio secolare del potere dei potenti e dei politici ma un laboratorio di idee, di cultura e di spettacoli. Fiorentino Sullo, che del leader aveva la statura, amava ripetere che le folle, prima di essere governate, andrebbe indirizzate e guidate e che comunque: “Alla folla non (si deve) badare, né quando è piccola, né quando è grande, perché come si aggrega, così si disperde”. Ma i nostri politici, tra i tanti difetti, hanno anche la memoria corta!
edito dal Quotidiano del Sud

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