Si è laureata in urbanistica, presso il Politecnico di Milano con una tesi dedicata alla sua terra e al rapporto tra salute e pianificazione urbana, dal titolo “Metastasi della città: Salute, ambiente e pianificazione urbana. Una ricerca che parte dall’Irpinia”. Congratulazioni a Big Mama, nome d’arte di Marianna Mammone che conferma il legame forte con la sua Irpinia. Una tesi strettamente legata alla sua storia, come ribadito nella dedica “a tutte le vittime del cancro e a chi ne custodisce la memoria, a chi continua a scriverle, riga dopo riga” Una dedica che si affianca a quella per il medico che l’ha salvata, quando lei stessa ha dovuto fare i conti con il cancro: «A Michele, il mio angelo, il mio dottore, il mio secondo papà; grazie per aver curato il capitolo più delicato della mia vita, permettendomi di scriverne ancora». Relatrice la prof.ssa Elena Granata. Aveva, infatti, 23 anni, nel pieno della pandemia di Covid, e aveva appena iniziato a costruirsi una carriera musicale a Milano, quando ha dovuto affrontare la battaglia contro il linfoma di Hodgkin, un tumore del sistema linfatico che colpisce. Una battaglia vinta dopo 12 cicli di chenioterapia. Una scelta, quella di continuare a studiare per Big Mama, artista ormai lanciatissima nel panorama nazionale, difesa con orgoglio dalla giovane cantante “non tanto perché è un piano B, ma perché credo nell’intelligenza, penso che mi serva, dato che vivo in un mondo da cui parto non solo come donna, ma come donna omosessuale e grassa. Già è difficile difendersi, penso però che farlo con la cultura e con la testa siano gli unici strumenti che mi possano aiutare. Per questo ho deciso di non fermarmi alle superiori e di spingermi ancora di più”.





