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Una partita sulla pelle del Sud 

Il Sud sarà un’appendice dell’Italia del Nord. Il disegno è tracciato, con l’autonomia regionale differenziata si appresta a diventare una triste realtà.
Cominciamo dalle statistiche che ci raccontano come da un po’ di anni a questa parte, nell’ultimo ventennio, il Meridione ha perso quasi due milioni di abitanti. La sfilza impietosa di dati arriva puntuale a confermare un drammatico trend, mentre uno sguardo frustrato da una condizione paralizzante sgrana, tra percentuali, numeri e tabelle, il rosario delle lamentele sacrosante di un Mezzogiorno ormai “separato”. Lino Patruno, sulla sua “Gazzetta del Mezzogiorno, a questo proposito ha scritto e descritto sarcasticamente con estrema lucidità “che anche se il Sud non dicesse andiamocene pure noi, separiamoci visto che ci hanno separato loro, è come se ne fosse già stato escluso. Un Sud in cui mandare a svernare i pensionati se vogliono uno sconto sulle tasse. Un Sud in cui andare una settimana in vacanza e nient’altro. Un Sud cui continuare a vendere i propri prodotti. Un Sud i cui depositi in banca siano spesi soprattutto al Nord. Un Sud i cui ragazzi emigrerebbero sempre più. Un Sud cui riservare il contentino del reddito di cittadinanza e li teniamo buoni. Ma soprattutto un Sud verso il quale non avere più la rottura di scatole di dover fare qualcosa”. Intanto i giovani meridionali sono stati messi in fuga. E peraltro si continua a fuggire da un Mezzogiorno sedotto e abbandonato. Si fugge per disperazione, e si fugge anche per rassegnazione. Di recente, una proposta avanzata dalla Lega si è interessata alle sorti del Sud, ed alla questione del suo decremento demografico, ipotizzando una possibile soluzione del problema dello spopolamento dei territori attirando al Sud anziani e pensionati, attraverso specifici incentivi economici. Un nuovo fenomeno, tutto made in Italy, con i giovani che partono e gli anziani che arrivano, che fa pensare ad un futuro del Sud senza giovani. Con i giovani meridionali costretti ad emigrare verso le regioni del Nord, e i pensionati a prendere il loro posto, in un “ascensore generazionale” in pieno black-out. Nel frattempo la popolazione meridionale invecchia e il Sud s’impoverisce. Il destino finale del Mezzogiorno si può leggere tutto in questo “esodo moderno”. Il presente, per i giovani del Sud, si traduce in una inesorabile fuga per il futuro. Poi, se aggiungiamo che nel dilagante fenomeno migratorio la “fuga dei cervelli” ha assunto una dimensione soverchiante, con un irreversibile impoverimento economico e culturale di molti territori, il quadro è completo. Sulla pelle del Mezzogiorno come sempre si gioca una partita politica cruciale, legata a doppio filo al futuro delle due forze che insieme hanno dato vita all’attuale governo a trazione leghista. Di certo. ad un Sud “triste, solitario y final”, parafrasando Osvaldo Soriano, non può toccare soltanto un destino da spettatore.

di Emilio De Lorenzo

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