Giovedì, 12 Marzo 2026
08.51 (Roma)

Ultimi articoli

Omaggio a Don Diego, tra virtù fede e amore, a Montella artisti in mostra tra presente e passato

Sarà la suggestiva cornice di villa De Marco a Montella ad accogliere dal 5 agosto l’omaggio a Don Diego Cavaniglia ed al monumento degli innamorati in San Francesco aFolloni: tra mito, natura, virtù, fede, amore e morte, promosso dall’Officina Culturale “La Casa di Giuseppe Casciaro”  di Nusco/sede operativa Rocca San Felice, presieduta da Giovanni Marino, con il patrocinio del Comune di Montella e della Comunità Montana Terminio Cervialto

Don Diego Cavaniglia conte di Montella, modello ideale del cavaliere rinascimentale e il suo cenotafio che si può ammirare nella sacrestia della chiesa di San Francesco a Folloni, monumento culturale di pregio, segno di un glorioso passato, autentico fiore all’occhiello tra le vestigia storiche dell’Irpinia diventa fonte di  ispirazione per nuove opere plastiche, pittoriche e poetiche in cui “L’arte contemporanea dialoga con la storia”.

Dagli splendidi paesaggi che circondano questi luoghi, che in passato hanno ispirato i vedutisti napoletani e lo stesso Michele Lenzi, noto pittore paesaggista che fu anche sindaco di Bagnoli Irpino all’ amore cortese cantato dal montellese Rinaldo d’Aquino, poeta vicino a Federico II di Svevia ed esponente della scuola poetica siciliana. Dal Sannazzaro ospite dei conti Cavaniglia, nel palazzo di corte di Montella, ove sembra, abbia scritto la sua Arcadia, ispirato dai monti Picentini all’etica e le virtù a cui fanno riferimento le cariatidi del monumento a Don Diego scolpito dal marmoraio Jacopo Della Pila alla fede e i conflitti di religione che ancora non si riescono a superare.

Come  spiega  il Vescovo Don Pasquale Cascio, nella premessa al catalogo della mostra su San Michele Arcangelo, tenutasi a Sturno nel mese di settembre 2020: “Ogni vero artista creatore di immagini è l’essere più vicino al divino, proprio per questo ha il potere di creare dal nulla un universo, e nel bene e nel male ha la possibilità di potersi riconoscere ed emozionarsi ”.

“Abbiamo il dovere, di far sentire la voce dell’Arte – spiega il curatore Francesco Caloia – in questi tempi particolarmente complessi, in un mondo in continua frammentazione, in cui il materialismo e il consumismo hanno preso il posto della soggettività ed unicità di ciascuno, dove L’homo sapiens si agita spaesato nella realtà virtuale delle relazioni liquide prive di umanità, e che tra l’altro sollevano dubbi inquietanti nell’ibridismo dei linguaggi e dell’intelligenza artificiale. Viviamo in un mondo appiattito sugli schermi degli smarthfone, così da confondere bidimensionalità e tridimensionalità, realtà e finzione, verità e fake news, informazione di propaganda e dati certi. Ma la transizione digitale e lo sviluppo informatico, aprendosi alle innovazioni e guardando al futuro dei giovani, offrono anche l’opportunità di ripensare il tradizionale capitalismo basato sul consumo usa e getta e sul profitto predatorio. Risulta così evidente come la transizione tecnologica, nell’offrire all’uomo vantaggi pratici, cerca di “umanizzarsi” nel caotico intreccio tra ancestralità e modernità, attraverso la sperimentazione e l’uso sempre più diffuso della “machina loquens”, ossia degli artefatti “parlanti” come telefoni e tablet (vedi Benito Melchionna)”. Di qui l’invito a promuovere un atto sociale, politico e salvifico, partendo dal “microcosmo interpersonale” per raccontare il “macrocosmo umano”, fatto di relazioni, oggetti, corpi, spazi, pensando all’arte in questo periodo come un seme per educare giovani e meno giovani del nostro territorio alla bellezza, facendoli immergere in modo altro, nelle atmosfere del passato e del presente, per ridurre gli elementi di disuguaglianza territoriali e sociali e proporre momenti culturali e artistici a tutti coloro che possono fruirne per nutrire lo spirito.

Le Virtù realizzate da Jacopo della Pila per il monumento a Don Diego Cavaniglia in San Francesco a Folloni diventano l’occasione per interrogarci sul nostro tempo, dal rapporto conflittuale con natura e paesaggio alle guerre.

“Secondo una prospettiva classica, riconducibile a Platone – spiega Caloia – la virtù si lega al bello oltre che al bene. Occorrerebbe quindi dare più ascolto all’idea di bellezza come splendore del vero oltre che come matura realizzazione delle proprie dotazioni individuali. Se il “vero umano” non è altro che la consapevolezza rispetto alla propria condizione oggettiva e soggettiva, gli uomini se vogliono realizzare pienamente se stessi, devono tornare a conoscere i loro limiti e i vizi in cui si può scivolare, se non amorevolmente curati (la vera cura di sé). Per in Greci, che vivevano in un mondo metafisico: la realtà non era solo quella materiale che vedevano, ma per loro esisteva ed era più importante, quella che non si vedeva. Tutto ciò che esiste non è frutto del caso ma deriva da un Logos, un ordine universale; e ha un fine, uno scopo. Ogni cosa esiste per un motivo e questo è lo scopo per cui quella cosa esiste. Il motivo e lo scopo di ciascun uomo è quello «di diventare ciò che è destinato ad essere».

Anche se, sia per i greci che per i latini, la vita virtuosa non aveva un significato religioso. Fu poi il cristianesimo a far coincidere la vita virtuosa con la pienezza della vita religiosa. Infatti per la Chiesa il massimo di vita felice è la santità, «l’esercizio eroico delle virtù». L’uomo si compie diventando come Cristo, alter Christus. Imitando Cristo, diventando come lui, l’uomo realizza se stesso. «Il prototipo dell’uomo virtuoso è quindi l’eroe e l’eroe ha assunto nell’Occidente cristiano, una sembianza ben precisa, quella del cavaliere». Naturalmente non del cavaliere avventuriero, prepotente, per intenderci, «colui al quale piace la violenza». Ma, naturalmente al cavaliere come Don Diego che dedica l’intera vita al perseguimento delle virtù. Anche la donna era educata un tempo a credere che i comportamenti retti fossero più nobili rispetto ad una vita guidata dal vizio. Una cosa è certa, quello delle virtù è un tema senz’altro attuale ed i comportamenti virtuosi sono oramai necessari e indispensabili se vogliamo salvare l’intero pianeta”.

L’inaugurazione si terrà il 5 agosto alla presenza del curatore Francesco Caloia, di Teodoro Boccuzzi, presidente della Comunità Montana Terminio Cervialto, di Rino Buonopane, sindaco di Montella e presidente della Provincia, di Gianni Marino, presidente dell’Officina Giuseppe Casciaro, di don Salvatore Sciannamea, rettore del Goleto

L’Officina culturale Giuseppe Casciaro di Nusco, in occasione dell’inaugurazione della mostra su proposta del curatore prof Francesco Caloia ha deciso di premiare l’artista più anziano e l’artista più giovane che hanno partecipato all’esposizione, pertanto sarà conferita una targa con un bassorilievo che riproduce “La Madonna del mausoleo di Don Diego Cavaniglia“ di Jacopo della Pila, riprodotta dalla scultore e maestro arianese di arte sacra nonché docente del Liceo Artistico Ruggero Il di Ariano Irpino Flavio Grasso. Saranno premiati il Maestro Enzo Angiuoni con un premio alla carriera d’artista e promotore d’arte e Lucienne Delfinetti, giovane e promettente studentessa del Liceo Artistico “Maiorana” di Grottaminarda con un premio quale augurio per una brillante carriera d’artista.

Da ricordare inoltre che nel corso della cerimonia di inaugurazione saranno declamate dagli autori Gaetano Calabrese poeta errante dell’Irpinia, Giuseppe Iuliano, Moina Gaita, Rocco Granese e Tancredi Di Cicilia poesie inedite su Don Diego Cavaniglia conte di Montella.

Artisti in mostra

 Alessandro Norelli, Alessandro Papari, Anna Coluccino, Anselmo Di Paola, Antonio Restaino, Carmen Delle Donne, Dina Pascucci, Emidio N. De Rogatis, Emilio Bellofatto, Enzo Angiuoni, Fabiana Minieri, Felice Storti, Flavio Grasso, Francesco Caloia, Gala Mirabella, Giovanni Losanno, Giuseppe A. De Respinis, Giuseppe Di Marino, Iolanda Taurasi, Lucienne Delfinetti, Luigi Prudente, Marco Memoli, Michele Prudente, Moira Dell’Infante, Nadia Marano, Nicola Guarino, Rosa Andreottola, Tony Salvo, Salvatore Pastore, Salvatore Pizza (Anonimo Reggiano).

Condividi

Cronaca

La Polizia di Stato di Avellino ha denunciato, in stato di libertà, quattro persone per truffa aggravata e tentata truffa….

Nell’ambito dei rafforzati servizi di controllo del territorio nell’area dell’Alta Irpinia, anche in base a quanto emerso in sede di…

Processo di Appello da rifare per uno dei componenti della banda dedita ai furti sgominata nel 2018 dai Carabinieri della…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Domani, sabato 8 novembre 2025, alle 16:30 nella Villa De Marco, il Comune di Montella, nell’ambito della 41esima edizione della Festa della Castagna Igp, ospita la presentazione del volume “Favole esopiche di un asino sapiente” di Paolo Saggese (edito da Il Terebinto Edizioni). L’evento sarà un viaggio nella saggezza popolare...

Il Castello Caracciolo di Montefredane, custode di memorie e suggestioni, si apre ancora una volta al dialogo con il presente, diventando palcoscenico di “IN ARTE – Montefredane Contemporanea”, evento d’arte visiva, cultura e riflessione promosso e curato dall’Associazione Artistica Culturale Arteuropa, presieduta dal maestro Enzo Angiuoni. Un appuntamento che coniuga...

“Tradurre la ferma condanna di quanto accaduto in un atto di responsabilità, in un’azione quotidiana che garantisca a tutti il rispetto della dignità e dei diritti”. Lo ha ribadito la dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Fiorella Pagliuca nel ricordare Giovanni Palatucci nell’anniversario della morte a Montella, nel corso della cerimonia a...

Un omaggio a tutte le donne, alla loro capacità di abbattere barriere. E’ il murale realizzato dall’artista Nadia Marano inaugurato questa mattina a Montella, dedicato all’iraniana Masha Amini uccisa per aver mostrato una ciocca di cappelli, voluto dall’associazione La Ginestra in collaborazione con l’amministrazione comunale. A confrontarsi sul murale con...

Ultimi articoli

Attualità

“Nel mio libro ho raccontato una storia vera, e l’ho fatto come se fosse una favola”. “La principessa di Bengodi”…

Ci tiene a fare chiarezza l’Istituto Superiore De Gruttola. In merito alle dichiarazioni rilasciate dal vicesindaco e assessore competente prof.ssa…

Il 24 marzo prossimo l’irpino Giovanni Esposito, componente della VIII Commissione “Affari Sociali e Sanità”, presieduta da Mimmo Loffredo, e…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy