Lunedì, 24 Agosto 2026
09.54 (Roma)

Ultimi articoli

Di Pino Bartoli 

Lo stadio, dove si sta disputando la partita dell’anno, è zeppo. Pieno in ogni ordine di posti. Nel settore abbonati, durante l’intervallo salta agli occhi di uno spettatore che si è alzato per sgranchirsi le gambe, un sediolino vuoto proprio dietro di lui. Il signore che occupa il posto immediatamente a lato allunga teneramente, quasi volesse proteggerlo, il braccio sullo schienale. Incuriosito, gli chiede come mai con quel po po di partita che oramai si sta concludendo, quel posto è vuoto. Gli risponde, con voce rotta dell’emozione, il signore dell’abbraccio. «Era il posto di mia moglie. È morta. Quante belle ore abbiamo trascorso qui, insieme, a gioire e a soffrire. Scusatemi ma questo è un ricordo che mi commuove». Lo spettatore, gli rappresenta tutta la sua solidarietà e simpatia ma il suo senso pratico prende il sopravvento e gli chiede: «Peccato che in questa occasione non sia occupato. Ma non avete un parente, un congiunto che so un amico cui poterlo cedere?» e l’altro pronto: «Si certo, ma sono tutti al funerale di mia moglie». In questa barzelletta dall’esito facilmente prevedibile e che da qualche tempo circola sul Web c’è tutto il PD. Il rimpianto dei bei tempi andati, la custodia gelosa del passato sul quale non si è stati capaci di costruire un futuro. Quello, il futuro, nella realtà se lo sono costruito solo quattro burocrati sempre attenti a tagliare le gambe a chi può contrastarli. Come atteggiamento scimmiottano i padri fondatori che di mancanze pure ne hanno fatte, ma che sapevano ben mascherare e giustificare. Ma loro, non sono stati capaci di costruire nulla. E i figli, i congiunti, quelli che, per intenderci, stanno al funerale? Certamente per l’affetto che portavano alla signora ma anche perché di sediolini disponibili allo stadio ce n’è uno solo, attendono un momento di distrazione per occuparlo, per questo restano nel giro e, stando tutti insieme, si marcano meglio. Nel frattempo la politica, quella seria, quella che amministra, che organizza e che dirige la vita pubblica, continua a convincere sempre di meno. Prendete il caso di Avellino e del candidato a sindaco, È un continuo susseguirsi di nomi. Quasi tutti gli schieramenti cercano nella società civile qualcuno capace di attirare gli elettori ma, a quanto pare, finora inutilmente. E giusto per chiudere con un sorriso, un triste sorriso, vi ricordo la bellissima macchietta napoletana dove la figlia annuncia alla madre di essersi fidanzata perché ha trovato «un chiochiro più chiochiro e papà» Ebbene stavolta, a quanto pare, il «chiochiro» non riescono a trovarlo.

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Cronaca

Notizia terribile questa domenica per la città di Avellino, che si è risvegliata con un intervento della polizia in centro…

Una giornata di sole a Sorrento si è trasformata in un vero e proprio episodio da film poliziesco, con tanto…

L ‘udienza del processo “Dolce Vita” potrebbe slittare di nuovo . La ragione è legata ad una vicenda nazionale, ovvero…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

C’è chi scandisce con le labbra le parole, chi tiene stretto il libro tra le mani come nel timore che qualcuno glielo porti via, chi gioca con i capelli nello sfogliare le pagine, chi alza spesso gli occhi e si guarda intorno, gustandosi la scena, chi non li alza mai...

di Vera Mocella Marcinelle come immagine – simbolo dell’emigrazione che ci attraversa tutti, che attraversa la nostra storia, perché il sentirsi sradicati, trapiantati in un luogo diverso, in un posto diverso è innanzitutto uno stato d’animo, prima che essere un’esperienza. Così, l’ultima fatica di Tony Ricciardi, studioso e meridionalista, ,...

di Virgilio Iandiorio A Serra di Pratola il 24 agosto si festeggia S. Audeno (il suo nome nella lingua patria è Ouen, latinizzato in Audenus), un santo vissuto nella Francia del settimo secolo e che i Normanni fecero conoscere dalle nostre parti. Audeno, infatti, fu vescovo di Rouen, città della...

E’ l’Odissea di Omero, recitata e cantata da Gianluigi Tosto, che è anche regista dello spettacolo, ad andare in scena mercoledì 26 agosto, alle 21, nella Cavea Teatrale di Venticano (Avellino) nell’ambito del VenticanoTeatroFestival 2026. Uno spettacolo organizzato da Veliateatro, rassegna di teatro antico diretta da Michele Murino. Gianluigi Tosto...

Ultimi articoli

Attualità

Un gazebo di sensibilizzazione e una raccolta di beni di prima necessità in sostegno della popolazione di Pozzuoli, recentemente colpita…

E’ stata la sede della Misericordia di Avellino ad accogliere la consegna della raccolta fondi organizzata dall’A.S.D. Moscati Team a…

Arriva dall’associazione Apple Pie Avellino una nota per fare chiarezza sulle battaglie portate avanti in città e in provincia sul…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy