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Una seduta di consiglio a caro prezzo: il sindaco rischia una sanzione fino a 500 mila euro

La mancata approvazione della revisione delle partecipate prevede una multa salata direttamente a carico del primo cittadino. Gli effetti di una crisi imprevedibile

La sindaca ha fretta, Gianluca Festa un po’ meno. La seduta di consiglio comunale potrebbe costare caro a Laura Nargi, non solo in termini di immagine, non solo perché potrebbe venir meno irrimediabilmente la maggioranza, con la conseguenza di un voto anticipato.

Non c’è solo questo. All’ordine del giorno della seduta in programma questo pomeriggio – alle 17 (seconda convocazione per la mattina dopo, il 28 dicembre, alle 9), ci sono cinque punti, uno dei quali non è rimandabile.

Secondo la norma infatti la revisione della partecipate va approvata entro l’anno. Si tratta di un’analisi dell’assetto complessivo delle società in cui il Comune detiene partecipazioni, dirette o indirette, che va comunicata alla Corte dei conti. La mancata adozione del provvedimento comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma che va da un minimo di euro 5 mila a un massimo di euro 500 mila euro, salvo il danno eventualmente rilevato in sede di giudizio amministrativo contabile. Soldi che eventualmente dovranno sborsare la sindaca, di tasca propria, i componenti della giunta comunale e il responsabile dell’area servizi istituzionali dell’ente locale.

Ma Nargi al momento non ha i numeri per approvare alcun provvedimento. E Festa non sembra disposto a tornare sui suoi passi: la richiesta di ottenere per i suoi anche le deleghe a sport e cultura sembra perentoria. Ma pure Nargi questa volta non può, non vuole cedere al “ricatto”.

Non vuole rinunciare a quel poco di autonomia politico-amministrativa che è riuscita a conservare, non vuole rinnegare la rivoluzione gentile a cui aveva dato inizio. E allora, se la quadra non si trova, il primo cittadino potrebbe sedere in aula senza giunta e senza i festiani – 14 in tutto – che sono buona parte, quasi per intero, la sua maggioranza. L’opposizione dal canto suo resterebbe a godersi lo spettacolo, non facendo cadere il numero legale però bocciando tutti i punti all’ordine del giorno, compresa la revisione delle partecipate. Domani, in seconda convocazione potrebbe cambiare poco.

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