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Galimberti al Gesualdo racconta il nostro tempo: educare i giovani ai sentimenti perchè non siano schiavi della Rete

di Connie Della Sala

“L’empatia è un dono naturale, significa sentire l’altro dentro di se’ ma se non si coltiva questa qualità, si può perdere. Un pericolo che oggi appare, quantomai, reale. I nostri sentimenti sono il prodotto della cultura in cui viviamo. Penso ai sentimenti nei confronti delle donne o degli anziani di una comunità che variano da una tradizione all’altra”. Lo sottolinea lo psicoterapeuta Umberto Galimberti nella sua riflessione sui sentimenti ai tempi delle nuove tecnologie, in cui la filosofia incontra psicologia e letteratura, dal titolo “Quando la vita era regolata dal cuore”, di scena al Teatro Gesualdo. Ricorda come esista una grande differenza tra emozioni e sentimenti “Le emozioni hanno a che fare con l’irrazionalita’, esplodono, durano poco, possono essere pericolose”.

Quindi passa in rassegna i sentimenti diventati dominanti nel nostro tempo “L’angoscia è un sentimento tremendo, è l’esperienza del nulla che investe grandi e piccoli. Non ci si difende dal nulla, a differenza della paura”. Punta l’indice contro una scuola che fa fatica ad educare “L’educazione non è istruzione, è seguire il ragazzo anche dal punto di vista psicologico, accompagnandolo nei processi di cambiamento, aiutandolo a comprendere la risonanza emotiva dei propri comportamenti. Ma perché le scuole possano educare, bisogna avere classi che non superino i 15 alunni, altrimenti è come se qualcuno avesse già deciso che la scuola non può educare. La mancanza di risonanza emotiva è la conseguenza delle catastrofi educative che caratterizzano il nostro tempo”.L’impressione è sempre la stessa, “che la scuola debba sfornare ignoranti e produrre stolti. Solo cosi potranno governari i capi. In questo modo la cultira finisce con l’essere uno strumento di controllo sociale, senza consentire l’acquisizione di uno spirito critico”.

Mette i  guardia dai pericoli delle tecnologie “L’informatica riduce le capacità di riflessione e memorizzazione, ci abitua ad un pensiero meccanico. Lo dimostra l’uso strumentale della pubblicità per creare bisogni che altrimenti non avremmo. Il dato di fatto è che siano passati dall’uomo sapiens all’uomo videns che pensa solo per immagini, il 70% dei uomini e delle donne, oggi,  non sa leggere e comprendere, ci troviamo di fronte ad esempi di analfabetismo funzionale.

Ricorda come “Tutte le notti facciamo esperienza di follia, quando dormiamo e sogniamo. La follia è più potente della ragione umana e l’amore è follia, investimento totale dell’io. È l’opposto del pensiero che regola la tecnica e condiziona la nostra psiche, rendendoci schiavi delle tecnologie. La follia ci consente una comprensione diversa del reale, è artistica e divina”. Spiega come “facciamo oggi i conti con una forma diversa di depressione, l’inadeguatezza. Aumentano i pazienti che assumono antidepressivi, aumentano le dipendenze, frutto di un fallimento delle relazioni,   a partire da quelle lavorative”. Ricorda come la politica “dovrebbe guidarci ma è condizionata dalle leggi dell’economia.A imperversare il Populismo, frutto di un’ignoranza collettiva”

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