Martedì, 21 Aprile 2026
01.16 (Roma)

Ultimi articoli

Processo “Aste Ok bis”, slitta al 25 febbraio la requisitoria del pm Antimafia Woodcock

Slitta al prossimo 25 febbraio l’udienza preliminare a carico degli imputati nel procedimento Aste Ok bis. L’udienza prevista questa mattina davanti al Gup del Tribunale di Napoli Chiara Bardi e’ stata rinviata a causa di un legittimo impedimento da parte di un difensore. Per cui la prevista ammissione al rito (abbreviato) anticipata da gran parte degli imputati, sarà definita solo nella prossima udienza. Nella quale molto probabilmente ci sarà anche la requisitoria del pm antimafia Henry John Woodcock, il magistrato che dopo aver seguito indagini e istruttoria del processo Aste Ok, a seguito dell’ordinanza di remissione degli atti disposta dal Tribunale di Avellino al termine del primo processo, ha riformulato le richieste di rinvio a giudizio nei confronti degli imputati.

Gli indagati

A rischiare il processo bis ci sono Aprile Armando Pompeo, difeso dall’avvocato Alberico Villani, Barone Antonio, difeso dall’avvocato Claudio Botti e dall ‘avvocato Caterina Migliaccio, Dello Russo Carlo, difeso dall’ Gaetano Aufiero, Formisano Gianluca, difeso dall’avvocato Carlo Taormina, Livia Forte, difesa dall’avvocato Roberto Saccomanno e dall’ avvocato Alfonso Furgiuele, del foro di Napoli, Nicola Galdieri, difeso dall’avvocato Gaetano Aufiero e dall’avvocato Claudio Davino, del foro di Napoli. Damiano Genovese, difeso dall’ avvocato Gerardo Santamaria e dall’avvocato Claudio Mauriello, Pagano Beniamino, difeso dall’avvocato Gaetano Aufiero. Nella precedente udienza celebrata il 3 dicembre scorso, Armando Pompeo Aprile, Livia Forte e Gianluca Formisano, hanno richiesto il rito abbreviato.

La richiesta della Procura e l’avvio della nuova fase processuale

La richiesta di rinvio a giudizio era stata sottoscritta dai pubblici ministeri Simona Rossi e Henry John Woodcock, sotto la supervisione del procuratore aggiunto Sergio Ferrigno. Questo atto segna l’inizio di una nuova fase del processo, a seguito della conclusione delle indagini preliminari e della decisione del Tribunale di Avellino di trasmettere gli atti alla Procura di Napoli. In particolare, con l’ordinanza-sentenza del 2024, il tribunale di Avellino aveva sottolineato la necessità di separare il gruppo accusato dalle dinamiche del Nuovo Clan Partenio, individuando così un’associazione camorristica autonoma.

Secondo la DDA di Napoli, il gruppo avrebbe creato una rete ben organizzata per condizionare il mercato delle aste giudiziarie, imponendo un sistema di controllo basato su intimidazioni e minacce. Gli indagati sono accusati di aver costituito un’associazione di stampo camorristico operante sul territorio avellinese, con l’obiettivo di ottenere profitti illeciti attraverso l’alterazione delle procedure esecutive immobiliari.

L’accusa individua tra i promotori del sodalizio Nicola Galdieri, Carlo Dello Russo, Beniamino Pagano, Livia Forte, Armando Pompeo Aprile e Damiano Genovese, mentre Antonio Barone e Gianluca Formisano sarebbero stati concorrenti esterni, fornendo supporto nelle operazioni del clan.Il gruppo avrebbe agito sfruttando la forza di intimidazione tipica della criminalità organizzata, creando un clima di omertà e soggezione per gestire in modo illecito le aste immobiliari, in particolare quelle legate al Tribunale di Avellino. Le attività contestate includono estorsioni e turbativa d’asta aggravate dall’appartenenza a un’associazione mafiosa (ex art. 416 bis c.p.).

Secondo gli inquirenti, l’organizzazione avrebbe avuto una leadership ben definita. Livia Forte e Armando Pompeo Aprile sarebbero stati i veri promotori, con il compito di dirigere e finanziare le attività illecite legate alle aste. Il loro sistema, ormai rodato, si sarebbe basato su minacce e pressioni, anche indirette, per scoraggiare la partecipazione e garantirsi il controllo degli immobili messi all’asta.

Antonio Barone e Gianluca Formisano, invece, vengono accusati di concorso esterno. Dal 2019 in poi, avrebbero eseguito sopralluoghi sugli immobili oggetto delle aste e si sarebbero interfacciati direttamente con i proprietari, agendo su indicazione di Forte e Aprile. In alcuni casi, avrebbero operato in autonomia, ma sempre con l’intesa di riferire agli altri membri del gruppo e spartire i proventi delle operazioni.

Condividi

Cronaca

Potrebbero essere vicine ad una svolta le indagini sull’ aggressione all’ architetto aggredito nel parcheggio sotterraneo di un supermercato nel…

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere padre e figlio, raggiunti sabato da una seconda ordinanza cautelare in carcere,…

I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Avellino hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare personale (arresti…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

L’iter giudiziario di Roberto Marino, originario di Altavilla Irpina, torna davanti al Tribunale del Riesame.Annullata dalla Cassazione, con rinvio dinanzi ad una diversa sezione del tribunale della Libertà,l’ordinanza di custodia cautelare in carcere adottata dal Gip di Napoli, in una indagine della Dda, per il 52enne difeso dagli avvocati Valeria...

Il tribunale del Riesame di Napoli ha confermato il sequestro della A&G srl, rigettando il ricorso presentato dall’avvocato Alberico Villani, nell’interesse di G.A. non indagato e non coinvolto nell’inchiesta penale. I G. A, legato da vincolo familiare uno dei principali imputati nel processo penale Aste Ok. Inizialmente i giudici della...

Sara’ conferito questa mattina dal pm antimafia Henry ohn Woodcock l’incarico medico legale per esame esterno e necroscopico sulla salma del cinquantenne Ottavio Colalongo, ucciso in un agguato di camorra lo scorso 17 dicembre a Scisciano. Un accertamento irripetibile (evidentemente rinviato per non compromettere le indagini) nell’ambito del procedimento a...

Bernardo Cava, 51 anni, esponente dell’omonimo clan quindicese, difeso dall’avvocato Claudio Frongillo, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere davanti al Gip del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza .Ora si attende la convalida del fermo da parte del Gip del Tribunale di Avellino nei confronti di Cava. Cava...

Ultimi articoli

Attualità

Tanti gli spunti di riflessione emersi dal confronto sulle malattie rare nella cornice del Palazzo Abbaziale del Loreto promosso dall’associazione…

“Il 25 Aprile torniamo a riempire le strade di Avellino in occasione dell’anniversario della Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista. Lo facciamo…

“La scelta di tagliare la stagione del Gesualdo ha penalizzato non poco la città”. Lo sottolinea con forza l’ex direttore…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy