Decisamente preoccupante è il quadro offerto dalla Procura di Avellino in relazione carcere di Bellizzi Irpino, disegnato quale piazza lucrosa nel contesto del mercato degli stupefacenti oggetto di contesa fra gruppi criminali, di stampo anche mafioso. Non può che ricordarsi il tragico omicidio all’interno di tale carcere di un detenuto ad opera di altri detenuti che in gruppo lo hanno massacrato”. E’ un passaggio della Relazione del Procuratore Generale di Napoli Aldo Policastro sullo stato delle carceri nel Distretto di Napoli. In particolare quello che si riferisce allo scontro tra gruppi nel carcere di Avellino per contendersi lo spaccio e alla tragedia avvenuta nell’ottobre 2024, con il brutale pestaggio del detenuto Paolo Piccolo, deceduto dopo circa un anno di agonia. Il Procuratore Policastro ha puntato molto sulla condizione delle carceri, lo ha anche sottolineato consegnando nella sua relazione alcuni dati su suicidi, tentati suicidi e aggressioni al personale. Il carcere- si legge nella Relazione- che, purtroppo, continua ad essere luogo di dolore e sofferenza, con il carico terribile di suicidi e sovraffollamento, rimane una delle realtà su cui la Procura generale ha appuntato la sua attenzione e la sua azione con la convinzione che la sua umanizzazione sia presupposto per una pena pienamente rieducativa che riduca al massimo la recidiva. Uno spaccato significativo ce lo lo consegnano i dati registrati nel 2025: 6 suicidi e 144 tentati suicidi, 935 atti di autolesionismo, 230 aggressioni, con un andamento, però, in diminuzioni rispetto al 2024 come si può evincere dal seguente schema: suicidi: 10 nel 2024; 6 nel 2025 tentati suicidi: 202 nel 2024; 144 nel 2025 atti di autolesionismo: 1005 nel 2024;935 nel 2025 aggressioni: 256 nel 2024; 230 ne1 2025″.
Policastro ha anche fatto riferimento all’attivazione di un “osservatorio sulla realtà carceraria è stato uno strumento di conoscenza e confronto tra tutti i soggetti coinvolti. L’attenzione si è concentrata su due aspetti fondamentali la sicurezza interna e la tutela della salute dei detenuti. La esistenza di vere e proprie piazze di spaccio all`interno delle carceri campane e la massiccia introduzione di apparecchi cellulari richiedono, oltre alle indagini, che sono state numerose, un intervento dell’ amministrazione Penitenziaria per stroncare l’introduzione di stupefacenti, cellulari e armi attraverso droni, mezzo di trasporto ormai diffuso a tutti i livelli. L’impiego di droni è una realtà che assume connotati inquietanti, basti pensare al recupero negli ultimi mesi nelle aree circostanti il palazzo di giustizia di droni diretti verso il carcere Giuseppe Salvia di Poggioreale che trasportavano droga e telefonini. All’interno del medesimo carcere, nei soli ultimi due mesi del 2025, sono stati sequestrati 200 cellulari, 9 chili di sostanza stupefacente e intercettati 30 droni. Numeri allarmanti”.
Il procuratore generale ha rivolto l’attenzione all’infiltrazione dei clan nelle grandi opere che interessano e interesseranno il nostro territorio. “La riqualificazione di Bagnoli e di Napoli Est, aIta velocità Napoli-Bari, completamento e costruzione della nuova rete dei trasporti da e per la stazione di Afragola per citarne solo alcune, impongono sempre maggiore impegno nel vigilare e sulla correttezza degli appalti pubblico/privati e sulla presenza della criminalità organizzata. E’ pertanto necessario che non si interrompa ed anzi si rafforzi il coordinamento tra la D.DA e le altre Procure del distretto di volta in volta interessate anche per ciò che attiene alle condotte dei pubblici amministratori sulle quali occorre focalizzare una speciale attenzione; il rilevante numero di comuni sciolti per infiltrazione mafiosa ma anche le indagini e vedano oltre quelle della DDA (quelle delle Procure di S. Maria C.V. e Torre Annunziata che hanno interessato elementi di vertice della politica locale) ne attestano la fragilità”.





