“Sono particolarmente legato al Teatro di Parma, poiché è qui che ho debuttato con il Rigoletto. Lo considero uno dei teatri del cuore per il fervore e l’attenzione che dimostra sempre il pubblico, qui l’allestimento dell’opera conserva intatta la sua sacralità”. Spiega così il Maestro Francesco Ivan Ciampa il legame forte con il Teatro di Parma, dove dirige in questi giorni la Manon Lescaut con repliche che proseguiranno fino al 28 marzo, per la regia di Massimo Pizzi Gasparon Contarini. Un allestimento salutato da lunghi applausi, capace di convincere critica e pubblico. “Il lavoro del direttore d’orchestra – spiega Ciampa, che porta l’Irpinia nel cuore – comincia prima di salire sul palco, è il risultato di un percorso lento, che parte a tavolino, immaginando i suoni e i ritmi che devono caratterizzare la messa in scena. Non possiamo pensare che un’interpretazione che nasce da uno studio resti sempre la stessa, significherebbe tradire il senso dell’arte, l’artista deve essere sempre capace di rinnovarsi, anche andando contro le proprie convinzione. La Manon Lescaut è tra le opere più complesse, per l’Orchestra, per il Coro, per i solisti. La complessità, nei primi due atti, deriva dai numerosi incastri ritmici, dalla varietà di effetti e colori, è travolgente nella sua ricchezza, poiché è la prima opera di Puccini in cui il compositore deve dare prova del suo talento. Ogni volta che la dirigo, fin da quando ho cominciato la mia carriera, scopro qualcosa di nuovo”. Non ha dubbi Ciampa “Il direttore d’orchestra deve essere anche psicologo, deve riuscire a convincere di un’idea che ha sviluppato i musicisti e i cantanti, deve trasmettere quella forza interiore ed energia che nasce dal pensiero musicale. E’ un gioco meraviglioso, l’artista può arrivare alle prove con delle convinzioni e cambiare sguardo durante le prove, grazie all’idea che prende forma grazie alla guida dell’orchestra e del direttore. La storia funziona se il pubblico riesce a seguirne lo sviluppo, attraverso la potenza della musica, se riesce a rivedere sé stesso nelle emozioni che restituisce l’opera. La forza dell’arte è nella capacità di conciliare bene e male, il momento d’amore e quello della morte. Il teatro deve aiutare a ritrovarci e restituire l’umanità, quell’umanità che oggi abbiamo perduto”.
Irpino doc, classe 1982, figlio d’arte, il padre è il maestro Claudio Ciampa, diplomato in Direzione d’orchestra presso il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, Francesco Ivan si è perfezionato nelle più importanti Accademie e Scuole Internazionali sotto la guida di maestri quali Carlo Maria Giulini e Bruno Aprea. Ha collaborato con Antonio Pappano e Daniel Oren
Tra le tante orchestre dirette ricordiamo i Münchner Philharmoniker, la Filarmonica Toscanini di Parma, la Filarmonica Salernitana, l’Orchestra del Royal Northern College of Music di Manchester, la Giovanile Italiana, l’Orchestra dell’Opéra Bastille di Parigi, I Pomeriggi Musicali, l’Orchestra della Deutsche Oper di Berlino, l’Orchestra del Conservatorio di Musica di Santa Cecilia, I Solisti di Napoli, la Sinfonica di Valencia, la Sinfonica di Barcellona.
Ha diretto grandi produzioni italiane e internazionali, come La Traviata di Verdi all’Opéra Bastille con pubblicazione di DVD nel 2014, alla Fenice di Venezia e al Regio di Torino, Nabucco di Verdi alla Deutsche Oper di Berlino e a Tel Aviv, L’Elisir d’amore di Donizetti al Colón di Buenos Aires, Rigoletto di Verdi e Madama Butterfly di Puccini ad Ancona, Attila di Verdi a Bilbao. Negli ultimi anni è protagonista indiscusso dei Festival italiani dedicati a Puccini e a Verdi: a Torre del Lago con Turandot e Madama Butterfly, a Parma con Il Corsaro, I Masnadieri e Nabucco.
Collabora regolarmente con i più grandi nomi della lirica internazionale tra i quali ricordiamo: Leo Nucci a Piacenza con le acclamate produzioni verdiane di Macbeth e Simon Boccanegra e Diana Damrau a Parigi, Barcellona, Genova e Monaco.
Recentemente ha diretto La Wally di Catalani a Modena, Piacenza e Ravenna; La Traviata al Massimo di Palermo, Salerno, Venezia e a Tokyo in tour con il Massimo di Palermo; Rigoletto a Genova e Parma; Il Barbiere di Siviglia di Rossini a Las Palmas e Venezia; Maria Stuarda di Donizetti a Berlino; Nabucco e Norma di Bellini a Napoli e a Parma, Jerusalem di Verdi a Bilbao, Il Trovatore di Verdi a Monaco, Un Ballo in maschera di Verdi a Siviglia.



