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Morte del piccolo Domenico, Fico: è storia di errori e omissioni reiterati nel tempo

La vicenda del piccolo Domenico Caliendo non può essere ridotta alla tragica conclusione di un trapianto pediatrico: rappresenta, piuttosto, il riflesso di un sistema che, a più livelli e per un tempo prolungato, ha accumulato errori e omissioni.

È quanto ha dichiarato il presidente della Regione Campania Roberto Fico nel corso della sua informativa al Consiglio regionale, dedicata alla morte del bambino di due anni avvenuta all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto cardiaco non riuscito.

Fico ha evidenziato con franchezza le principali criticità emerse, a partire dalla gestione interna dell’evento: un fatto di tale gravità, ha sottolineato, è rimasto confinato per settimane all’interno dell’azienda sanitaria, senza che venisse trasmessa alcuna comunicazione formale alla Direzione generale regionale. Anche la famiglia Caliendo ha denunciato una grave carenza di informazioni, tanto che gli accertamenti sono stati avviati solo in seguito a un esposto ai Carabinieri. Ulteriori falle sono state riscontrate nei flussi informativi verso la Presidenza della Regione: nessun elemento utile a comprendere la reale portata della vicenda è giunto prima che la notizia diventasse pubblica attraverso la stampa, segno di un sistema informativo che ha mostrato evidenti lacune.

La morte del piccolo Domenico, di appena due anni e quattro mesi, giunta dopo due mesi di ricovero in seguito a un trapianto effettuato con un cuore congelato, rappresenta una tragedia che “non sarebbe mai dovuta accadere” e che impone rispetto e sobrietà.

Lo ha affermato Massimiliano Manfredi, presidente del Consiglio regionale della Campania, aprendo la seduta straordinaria monotematica convocata per fare luce sull’accaduto.

Manfredi ha sottolineato come questa dolorosa vicenda debba diventare un punto di partenza per ripensare e rafforzare il sistema sanitario regionale, con l’obiettivo di evitare il ripetersi di simili tragedie. Ha però chiarito che il Consiglio regionale non è un tribunale: non spetta all’Aula individuare colpevoli o alimentare la ricerca di capri espiatori, compito che compete invece alla magistratura. Alla politica, ha ribadito, spetta comprendere cosa non abbia funzionato e intervenire rapidamente per correggere le criticità emerse.

Nel suo intervento, il presidente ha anche richiamato l’importanza di non mettere in discussione il valore e l’impegno quotidiano degli operatori sanitari campani, che, nonostante difficoltà strutturali e carenze di risorse, continuano a garantire assistenza e cure ai cittadini. Da qui la necessità di preservare il ruolo di eccellenza dell’ospedale Monaldi e, soprattutto, di non incrinare il rapporto di fiducia tra sistema sanitario e comunità.

Infine, Manfredi ha lanciato un appello affinché questa vicenda non scoraggi la scelta della donazione degli organi, ribadendone il valore fondamentale per salvare altre vite.

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