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Il delitto Ammaturo a La Giusta distanza, la figlia Graziella ospite di Saviano: dopo oltre 40 anni ancora senza giustizia

La puntata della popolare trasmissione ha raccontato l’assassinio del vicequestore di Napoli tra vecchi e nuovi misteri

E’ La Giusta distanza a rilanciare i tanti interrogativi legati al delitto del vicequestore di Napoli Antonio Ammaturo, ucciso il 15 luglio del 1982 a Napoli dalle Brigate Rosse insieme all’agente di scorta Pasquale Paola. Un delitto, come ribadisce ancora una volta la figlia Graziella, ospite della trasmissione condotta da Roberto Saviano, su cui non si è mai fatta giustizia, malgrado l’arresto degli esecutori materiali. Saviano ricostruisce il clima in cui si inserisce l’assassinio del vicequestore di Napoli Antonio Ammaturo, rivendicato dalle Brigate Rosse. Sono gli anni in cui la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo controlla il territorio, della ricostruzione postsisma che determina l’arrivo di ingenti flussi di denaro nel Mezzogiorno e in Irpinia, denaro su cui si concentra l’attenzione della camorra, del rapimento dell’assessore ai lavori pubblici della Regione Ciro Cirillo, vicepresidente della Commissione per la ricostruzione, da parte della Br e del suo misterioso rilascio, quello che sarebbe stato il risultato di un accordo tra Br e camorra. E’ lo Stato, su precisa richiesta di soggetti appartenenti ad apparti di sicurezza della Repubblica Italiana’, a chiedere al boss di Ottaviano, che ha costruito il suo impero dal Carcere, Raffaele Cutolo, di trattare con le Brigate Rosse per il rilascio di Cirillo, una trattativa di cui, come sottolinea lo storico Isaia Sales, ancora oggi non si conosce l’esito. né i termini dell’accordo. Unica certezza, il rilascio di Cirillo avvenne dopo il pagamento di circa un miliardo e mezzo di lire, dopo una richiesta iniziale di 5 miliardi. Di qui l’ipotesi che nella trattativa fosse entrata anche la richiesta da parte di Cutolo di uccidere Ammaturo, a causa delle indagini che stava conducendo sui rapporti tra  criminalità organizzata e politica. Ad emergere, come confermato dal giudice Carlo Alemi, depistaggi e morti misteriose “molti degli uomini coinvolti nella vicenda moriranno in circostanze misteriose, da Enzo Casillo, fedelissimo di Cutolo, al suo fianco nella trattativa con le Br al fratello di Ammaturo, Grazio, che non riceverà mai la copia del dossier relativo alle indagini portate avanti, inviata a lui e al Viminale, come annunciatogli dal fratello Antonio. Un dossier destinato, come Ammaturo aveva riferito alla moglie a i più stretti collaboratori, a provocare una vera eclissi, per usare le parole di Ammaturo. Anche Grazio morirà in un misterioso incidente di caccia in Tunisia. Dei fascicoli di Ammaturo conservati nei cassetti nessuna traccia, “Lui amava scrivere, era stato anche un giornalista. Ma ci consegnarono un’agenda bianca, dove non c’era scritto nulla, nemmeno un numero di telefono. Nel passamano di pelle della scrivania trovammo solo due biglietti per i Rolling Stones, che papà avrebbe voluto regalarci. Probabilmente voleva farci una sorpresa. Quel concerto si tenne il giorno dei funerali”, E spiega “Ero una ragazzina, mio padre mi appariva un supereroe, pensavo che non potesse succedergli nulla. Era mamma, invece, a preoccuparsi, avendo capito che si esponeva troppo”. E confessa come “Ho sempre considerato le Br come servi sciocchi manipolati da qualcosa più grande di loro. Ci dovremmo chiedere quali verità ci sono state nascoste. Che paese saremmo stato se a mio padre fosse stata data la possibilità di fare il suo lavoro”. Se la prima ipotesi è che l’omicidio sia stato voluto dalle Br, con il tacito assenso della camorra, la seconda è che nell’accordo tra Br e Cutolo ci fosse anche l’uccisione di Ammaturo “Non ci sono prove ma non si può escludere”. “Chi ha voluto morto Antonio Ammaturo? – si chiede Saviano -L’unico che avrebbe potuto rispondere era Cutolo. Ma ha scelto di tacere, portando con sè la verità sul delitto Ammaturo”.

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