Quando il lettore, maschio o femmina, giovane o anziano che sia, fa le sue considerazioni sul libro che ha tra le mani e che legge con interesse, è stimolante e piacevole farle conoscere al pubblico così vario e vasto del nostro giornale online.
Teresa Zeppa, docente di inglese nei licei, vive a Benevento, ma ha insegnato fino a poco tempo fa nel Liceo di Pietradefusi. Attualmente si dedica alla sua famiglia e, nel tempo libero, alla lettura. Ecco, qui di seguito, le sue osservazioni sul libro Il Monte dei Maritaggi di Luca Giannone – La dote delle fanciulle in San Barbato di Manocalzati, pubblicato da ABE Napoli nel 2025.
“Per me, ex docente del Liceo di Pietradefusi, ove ho avuto il piacere e l’onore di insegnare per venticinque anni, di cui sette con il dirigente Virgilio Iandiorio, autore insieme con Deborah Zara Kobylt del libro “Il Monte dei Maritaggi di Luca Giannone” risulta difficile commentare un lavoro di così profonda ricerca storica, che scava non solo negli archivi, ma anche nella mente e nel cuore dei personaggi di cui si parla. Ogni storia di maritaggio per ragazze povere ci fa pensare a tempi in cui anche procurarsi il cibo era difficile! Immaginiamo procurarsi una dote!
La generosità dei benefattori nei secoli scorsi, mi porta alla mente l’ottima eccellenza Monsignor Pasquale Venezia, che ebbi l’onore di conoscere subito dopo il terremoto del 1980, in quanto ospite dei Frati Francescani presso il convento della chiesa Cuore Immacolato di Maria in Avellino. Sua eccellenza e i frati mi parlarono di una bella tradizione di alcune famiglie benestanti di Avellino e Benevento, che usavano offrire un aiuto, ciascuna secondo le proprie possibilità, a ragazze bisognose in occasione del matrimonio, quale segno di ringraziamento al Signore, per aver potuto fronteggiare le spese matrimoniali senza problemi.
Detto ciò, mi piace riflettere su quanto scritto da Deborah Zara Kobylt, che vive negli Stati Uniti e discende da famiglie di emigrati irpini. Ho ritrovato l’amore, la nostalgia, i legami…di quanti, lontani dalla terra di origine, cercano di mantenere i contatti con questa. Ricordo i miei nonni di Montefalcone Valfortore (Benevento), che aspettavano con ansia le lettere delle prime due figlie, emigrate negli USA negli anni venti.
Con orgoglio, la dolce Deborah ricorda i bisnonni che aveva conosciuto solo attraverso vari racconti: ne ricorda la generosità, poiché loro, pur in tempi difficili, riuscivano a preparare qualche dono per i meno fortunati. Che dire? Cara Deborah, caro preside, continuate a scrivere…Il ricordo dei tempi passati deve servire alle nuove generazioni per creare un futuro migliore, fatto di umana solidarietà e fratellanza, basato sulla civile convivenza con tutti”.


