“Molti ricorderanno Peppino Gargani per gli incarichi istituzionali nazionali e internazionali, per la competenza politica e giuridica, ma oggi siamo qui non per ricordare l’uomo politico e ma per salutare Giuseppe, l’uomo. Un uomo perbene, di fede, un gentiluomo, capace di unire, in un tempo in cui è facile dividere le persone. Lui cercava l’incontro”. Così don Pasquale ricorda Peppino Gargani, durante la cerimonia funebre che si tiene al Duomo di Avellino. A partecipare alla messa ci sono, tra gli altri, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, l’ex governatore oggi sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, l’assessore regionale Fulvio Bonavitacola, il deputato e segretario regionale del Pd Piero De Luca, Ortensio Zecchino, Ettore Zecchino, consigliere regionale, Giuseppe De Mita, Enzo De Luca, Lello De Stefano, Mario Sena, Cosimo Sibilia, Dino Preziosi. In prima fila ci sono i figli di Gargani, Alessandro ed Elena, e i nipoti e il resto della famiglia.
“Gargani pur stando spesso lontano, a Roma, era vicino alla nostra terra, all’Irpinia, alle sue radici, alla memoria viva. Per Gargani la sua terra è stata la grammatica dell’anima”, continua don Pasquale.
Ancora: “Nella vita pubblica, nella politica si possono avere appartenenze diverse ma ciò che conta è la capacità di spendersi oltre sé, non per gli applausi delle persone, ma per gli altri; ciò che conta è la capacità di dare senza nulla chiedere in cambio. È ciò che ha fatto Gargani. Ha dimostrato sempre equilibrio in ogni posizione, in ogni scelta fatta, all’insegna della fermezza e dell’umanità, di autorevolezza e ascolto”.
Infine don Pasquale ricorda Gargani, scomparso mercoledì a Roma all’età di 91 anni, come marito e padre amorevole: “Con la morte della sua amata moglie, poco tempo fa, qualcosa si è spezzato nella sua esistenza. Il riconoscimento più bello è quello che gli hanno fatto i figli: ‘Papà non era nostro ma di tutti'”.
La salma riposerà nel cimitero di Morra de Sanctis.






