La maglietta rossa della Fiom come una seconda pelle. Silvia la porta con orgoglio e coraggio. Ad ogni manifestazione, quando il suo sindacato, scende in campo per difendere il diritto al lavoro. E, in valle Ufita, le tute blu della Menarini di Flumeri, lo stabilimento in cui si lavorano gli autobus per il trasporto pubblico locale, sono da anni sulle barricate.
Silvia Curcio, la pasionaria di valle Ufita, come la chiamarono per la prima volta i giornalisti, durante un blocco degli operai dell’allora Irisbus al casello autostradale di Grottaminarda. Ed è ancora così, nonostante tra poco andrà in pensione. “Ma non non me lo sono cercato, però non ho mai smesso di fare quello che faccio”.
Anche il prossimo sarà un autunno caldo. Ne ha viste tante, Silvia. “E molto difficile perché i tempi sono stretti. Per cui bisogna subito chiarire la situazione della nostra fabbrica. Lo dovrà dire il ministro Urso (titolare del dicastero del Mimit, ndr) perché tra poco ci saranno le elezioni”. Sarà sicuramente un problema. “Sappiamo che, quello, è un periodo in cui i politici si distraggono – dice Curcio – e non pensano a tutte le crisi industriali che ci sono in questo Paese”. Le tute blu di valle Ufita lottano perché “la Menarini è dove si produce un bene comune per l’Italia. E vorremmo che così restasse”. Eccola la pasionaria.
“Non ho mai pensato ai miei interessi personali ma mi sono battuta per cercare di salvaguardare i posti di lavoro, il mio e poi tutti quelli dei miei colleghi”. Dopo tante crisi di questa azienda, importante non solo per il territorio della valle dell’Ufita, perché l’attuale Menarini, ex Fiat e Irisbus è l’unica azienda che, in Italia, produce autobus, “la Curcio” ancora protagonista insieme ai metalmeccanici, presenti alle celebrazioni dei 125 anni dalla nascita della Fiom con un convegno a Grottaminarda, ricorda: ” Se dopo tante battaglie siamo ancora qua forse qualcosa di buono siamo riusciti a farlo. Dopo di che noi vorremmo difendere le ragioni, nostre e di questo territorio. Siamo alle porte di una campagna elettorale, in cui tutti si riempiranno la bocca a parlare di aree interne. Ma poi non pensiamo che lo spopolamento continua”.


