Domenica, 8 Novembre 2026
05.01 (Roma)

Ultimi articoli

Conte: “Oggi la magistratura è il potere più forte. Colpa della cattiva politica”

Nel suo nuovo saggio, l’ex ministro ripercorre il rapporto tra politica e magistratura nella Prima Repubblica, dai grandi processi alla separazione dei poteri

Politica e magistratura, poteri sempre in conflitto e mai veramente separati. Con buona pace di Montesquieu. A volte è la politica a finire sotto processo, altre sono la politica o altri poteri forti a condizionare in una certa direzione l’azione dei giudici. Da Alcide De Gasperi, padre costituente, a Pierpaolo Pasolini, fino a Tangentopoli, è un minimo comune denominatore imprescindibile e determinante della Prima Repubblica.

Una questione che Carmelo Conte, giurista, socialista di razza, ex ministro, nel suo ultimo libro “Processi e politica” affronta in modo pragmatico, analizzando otto casi giudiziari esemplari.

Partiamo dalla fine: al referendum sulla giustizia ha vinto il no alla riforma: oggi la magistratura è più forte della politica?

“Certo, oggi la magistratura è il potere più forte: ha subito un’evoluzione in questi anni, da Mani Pulite in poi. Fino agli anni Novanta era invece prevalente la politica. Non è casuale che la campagna per l’ultimo referendum sulla giustizia abbia visto 3.500 iniziative pubbliche dei magistrati. A mettere in crisi la politica però è stata la cattiva politica, un lungo processo di delegittimazione dei partiti a cui ha contribuito infine Mani Pulite. Perché Tangentopoli è stata una vicenda giuridico-politica. Infatti, nel 2000, dieci anni dopo, si contavano in carcere solo quattro persone, e la condanna più consistente è stata di sei anni e mezzo, ad un funzionario. La fine della politica era comunque cominciata da tempo: il Pci aveva cambiato nome e la Dc era sul viale del tramonto. Vero è che durante Mani Pulite il Pci ha tentato di utilizzare la magistratura come strumento per conquistare il potere. Non ci è riuscito del tutto. E la Dc ha provato a riproporsi e in parte c’è riuscita. A vincere infine è stata la politica di conquista dei grandi gruppi di interesse, il potere che non si vede e che utilizza spesso la magistratura”.

Il processo più eclatante di cui si occupa nel libro?

“È il processo al giornalista Giovannino Guareschi. Fu condannato per aver pubblicato sul “Candido” due lettere nelle quali Alcide De Gasperi, che allora era il delegato degli Stati Uniti al governo di Salerno, chiedeva agli Alleati di bombardare alcune parti d’Italia per contrastare il fascismo.

Guareschi al processo portò prove tecniche molto approfondite che dimostravano l’autenticità delle firme di quei due articoli, ma il tribunale non ascoltò la difesa, non ammise neanche la perizia e diede ragione a De Gasperi perché fondamentalmente era repubblicano mentre Guareschi era monarchico”.

Lei tratta anche il caso Pasolini.

“Tutta la vita di Pasolini è un processo. Fu sottoposto a 33 processi per difendersi dall’attacco di chi voleva fermare il suo pensiero e la sua azione culturale e politica. E non era la Destra, ma il Partito Comunista: Pasolini era un intellettuale scomodo perché anticipava i tempi”.

Berlusconi, un’altra vicenda giudiziaria eclatante.

“Contro Berlusconi si schierò un potere finanziario che voleva affermare una propria idea di politica e di società. Berlusconi commise un errore a prendere di mira la magistratura perché finì col valorizzarne il ruolo. Invece ci furono ragioni politiche dietro quella vicenda giudiziaria”.

Veniamo ai processi di mafia.

“Racconto nel libro di quando Cutolo, rispondendo ad un magistrato che gli chiedeva dei rapporti della camorra con la politica, rispose: ‘Mi rifiuto di dire se ho incontrato Gava, mi rifiuto di dire se ho incontrato Piccoli, mi rifiuto di dire se ho incontrato Scotti, mi rifiuto di dire se ho incontrato Patriarca… mi rifiuto di dire se ho incontrato Quaranta’. Poi aggiunse: ‘Non so dire di Costa perché non l’ho mai sentito nominare’. Questa dichiarazione di Cutolo fotografa i rapporti tra politica e magistratura in quel periodo: implicitamente accusa tutti, tranne Costa”.

Condividi

Lascia un commento

Cronaca

Svolta investigativa sull’omicidio del sovrintendente capo della Polizia Penitenziaria Pasquale Campanello ucciso a Mercogliano nel febbraio del 1993. L’inchiesta della…

A distanza di 33 anni dall’omicidio del sovrintendente capo della Polizia Penitenziaria Pasquale Campanello, arriva una svolta investigativa. La Direzione…

La Polizia di Stato di Avellino, nel corso di servizi investigativi coordinati dalla Procura della Repubblica di Avellino, ha arrestato…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

La crisi dei partiti non dipende solo dalla magistratura ma dalla politica che ha smesso di essere politica e ha lasciato spazio ad altri poteri, in primis economici. Il punto di caduta di questo processo, che ha attraversato tutta la Prima Repubblica, è Mani Pulite. Ma non si è fermato,...

I magistrati protestano si mobilitano, intanto la Camera approva la riforma della giustizia proposta dal ministro Carlo Nordio. Per Giuseppe Gargani, storico alfiere Dc, ex sottosegretario alla Giustizia durante la stagione del Pentapartito, è «una vittoria della democrazia». «Abbiamo sperato non invano nel nostro ministro», commenta. «Lo abbiamo spronato, sapendo...

“Una rinascita del Sud è possibile e necessaria e non può che passare per una rinnovata centralità del Mediterraneo”. A sottolinearlo Carmelo Conte nel presentare il volume “Il vento del Sud. Il moto della storia” al Circolo della stampa. A confrontarsi Modestino Acone, Umberto Del Basso de Caro e il...

Si intitola “Il vento del Sud. Il moto della storia” il nuovo volume di Carmelo Conte. Sarà presentato l’8 novembre al Circolo della stampa. A confrontarsi Modestino Acone, Umberto Del Basso de Caro e Paolo Saggese. A portare i propri saluti Rizieri Buonopane, presidente della Provincia, il sindaco di Avellino...

Ultimi articoli

Attualità

È stata una dimissione speciale quella di Katia, 51enne della provincia di Avellino, che ieri ha lasciato l’Azienda ospedaliera San…

E’ stato il Colonello Angelo Zito a presentare, presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino, il Calendario Storico dell’Arma…

Cominceranno lunedì 9 novembre 2026, a partire dalle ore 7:00, gli interventi di potatura degli alberi lungo corso Europa, nel…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy