La filiera del riciclo della plastica è in crisi: limitazioni e sospensioni della raccolta in diversi territori, dalla Sardegna alla Campania. Per ora. Perché il sistema rischia di fermarsi, con danno ambientale, disagi e costi in aumento per cittadini e imprese.
“Con il riciclo della plastica in crisi, le tasse sui rifiuti rischiano di aumentare. I Comuni perdono 350-400 milioni all’anno, al Ministero dell’Ambiente chiediamo incentivi”, ha spiegato l’altro giorno, Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente dell’ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, in un’intervista al quotidiano “la Repubblica”.
Sulla crisi della filiera del riciclo abbiamo chiesto il parere dell’ingegnere Renato Ciampa, CEO del Centro Diagnostica Baronia, affidatario di un Progetto Faro di economia circolare di recupero delle plastiche, finanziato dal Ministero dell’Ambiente con i fondi del PNRR, da realizzare nell’area industriale di Solofra.
Ingegnere, lei è un esperto di economia circolare: che impatto potrebbe avere sul territorio la crisi della plastica?
“La plastica è presente ovunque. Questi episodi faranno ovviamente aumentare tutti i costi e, in base ad un mercato complesso, si potrebbero ripetere fino a bloccare a lungo il ritiro delle plastiche anche a Solofra, con i conseguenti blocchi produttivi”.
Il problema era prevedibile? E le soluzioni?
“In Italia, il problema era considerato già da anni. Ecco perché si sono concepiti gli innovativi Progetti Faro per fronteggiare le criticità emergenti senza arrecare danni all’ambiente. Se l’Hub della plastica di Solofra fosse già una realtà, schermerebbe il Distretto da questi problemi rendendolo molto più sostenibile e competitivo rispetto agli altri territori grazie ad un’economia circolare a km zero”.
Che prospettive ci sarebbero per il polo industriale di Solofra?
“I brand di lusso farebbero a gara per garantirsi le forniture e accrescere la propria immagine, portando lustro al nostro Distretto. Questo processo diffonderà automaticamente nuove tecnologie, che restano al centro del nostro interesse di imprenditori. Non è un’opinione, ma un dato di fatto: l’impegno nel miglioramento genera evoluzione. Dobbiamo accogliere il cambiamento senza timore, perché porta benessere e sviluppa le competenze necessarie a proteggere l’intero Paese”.


