Un Nicola Mancino spento? Disinteressato alla politica provinciale? Rassegnato rispetto alle vicende che attraversa l’Irpinia? Niente di tutto questo. Anzi, il contrario. Così è apparso l’ex presidente del Senato qualche sera fa, partecipando ad un convegno organizzato dalla componente del Pd che fa capo al sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, in un albergo cittadino, allorché l’affollata platea ha richiesto a gran voce un suo intervento. E sin dalle prime battute si è compreso che Nicola Mancino, trascurando ogni tentativo di speculazione spicciola, o di appartenenza correntizia, ha ragionato seguendo uno schema di alto profilo istituzionale. Da anni non si ascoltava, in verità, un discorso così preoccupato per le sorti del Paese, per un partito spinto alla deriva, per l’assenza di una classe dirigente locale che potesse raccogliere l’eredità di un passato virtuoso. Da espressione del centrosinistra ha fatto valere l’orgoglio di partito che non può essere svilito dal trasformismo incombente, nè dalla corsa servile alla ricerca di nuovi padroni o dall’ambiguità derivante da comportamenti dettati dall’opportunismo. E’ stata una vera lezione di un padre nobile che in uno dei momenti più difficili della storia repubblicana ha saputo coniugare impegno e passione per ricostruire un’identità mortificata e umiliata da un commissario politico, Davide Ermini, il cui ruolo rischia di cancellare il Pd in Irpinia. Forte il richiamo all’autonomia decisionale del territorio anche rispetto a Del Basso De Caro che invece sposta ogni decisione sui vertici nazionali, il che la dice lunga su un ipotetico rapporto tra i due nella campagna elettorale. Di notevole spessore anche la riflessione sulla crisi del regionalismo, per lo strisciante desiderio secessionistico delle regioni del nord e il pericolo che corre il Mezzogiorno, sempre più senza voce per il tradimento di un mandato di rappresentanza non onorato dalla classe politica meridionale. Se la campagna elettorale in Irpinia parte da questa lezione è veramente cosa buona e giusta.
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