PRATA PRINCIPATO ULTRA – È tornato dopo cinque anni il Premio Prata, giunto alla sua XVI edizione, e lo ha fatto con una serata all’insegna della cultura, della musica, dell’arte e dell’impegno civile. Una kermesse che ha ritrovato il suo pubblico nella suggestiva cornice della Basilica Paleocristiana, gremita per l’occasione.
Una XVI edizione del Premio dedicata a persone che, nella scrittura come nella medicina, nel servizio agli altri come nella difesa della legalità, hanno dato valore al proprio lavoro. La grande partecipazione del pubblico ha segnato la riuscita di una serata in cui le parole e la musica hanno trovato ascolto, tra pietre antiche e storie del presente.
A rendere possibile la manifestazione è stata l’organizzazione con Armando Galdo, Angelo Galdo, Antonietta Gnerre e Mario Troisi, insieme a quanti negli anni hanno contribuito a costruire e far crescere un appuntamento ormai profondamente radicato nel territorio. Un Premio che attraversa il tempo conservando la propria vocazione: riconoscere le persone che, attraverso la propria opera e la propria testimonianza, lasciano una traccia nella comunità.
Fondamentale il ruolo di tutte le anime del Premio, che hanno sostenuto anche questa sedicesima edizione nella convinzione che ogni risultato nasca dall’impegno comune, dalla capacità di condividere un progetto e dalla volontà di trasformare un evento culturale in un luogo autentico di incontro. La direzione artistica di Annarita De Feo e Antonio Caggiano ha accompagnato la costruzione della serata, condotta da Barbara Ciarcia e Nello Fontanella con eleganza, sensibilità ed empatia: a entrambi i direttori artistici e ai conduttori va l’apprezzamento dell’organizzazione per la cura dedicata alla manifestazione.
Il cuore dell’evento è stato, naturalmente, rappresentato dai suoi premiati, espressione di esperienze e percorsi differenti accomunati dalla capacità di incidere nella realtà attraverso il talento, la professionalità e l’impegno. Nel dettaglio: il Premio alla Carriera è stato conferito a Maurizio De Giovanni; il Premio all’Eccellenza Medica a Cesare Gridelli; il Premio per il Giornalismo ad Alfonso Pirozzi; il Premio per la Legalità a Roberto De Fazio. Il Premio per il Volontariato è andato a Tommaso Delli Paoli; il Premio Irpinia nel Mondo ad Angelina Di Sisto; il Premio per Attività Sociali a Renata Romano; il Premio Ambasciatrice della Valle del Sabato a Giulietta Fabbo. Sono stati inoltre premiati Antonella Gensale per l’Arte ed Emanuele Marinelli per il Giornalismo Locale mentre il Premio per la Valorizzazione Culturale è stato assegnato ex aequo a Emanuela Sica (per la poesia) e Rosalia Spolverino (per la lettura) e a Monia Gaita è stato conferito il Premio per il libro di poesia.
Il maestro Paolo De Vito e i musicisti Gianluca Marino, Giuseppe Musto e Salvatore Santaniello hanno reso omaggio a Peppino di Capri. Claudia Iandolo ha dedicato un tributo al poeta Plinio Perilli, affidando alle parole il compito di custodirne la memoria. L’attore Salvatore Misticone ha regalato al pubblico momenti di irresistibile simpatia. Poesia e musica hanno condiviso la scena, lasciando un’emozione che sopravvive agli applausi.
A rendere possibile l’iniziativa la vicinanza del Sindaco Marco Belisario, dal giornalista Gianni Festa e dal parroco don Alessandro Pascale e degli Amici del Premio che ne sostengono il percorso, ricordando le presenze di Raffaele Barbieri, Domenico Cipriano, Assunta Panza, Antonella Rosa e Giuseppe Vetromile. Senza dimenticare Bianca De Mattia per le motivazioni dei riconoscimenti, e Antonella Sozio per la collaborazione.
Alla riuscita della XVI edizione hanno contribuito concretamente: il Comune di Prata di Principato Ultra; la Parrocchia di Prata di Principato Ultra – Diocesi di Avellino; l’Associazione per il Sociale Tavernanova APS; l’Associazione socio-culturale Agorà; l’Associazione “La Piccola Cometa”; Tg News Tv; l’Associazione Calendula di Maria Renna – Prata di Principato Ultra e alcune aziende del territorio.
Una menzione speciale spetta a chi ha allestito l’esterno e curato il buffet, offrendo tempo e attenzione all’accoglienza degli ospiti che è terminata con uno spettacolo pirotecnico.
Un’edizione, dunque, che ha segnato il ritorno del Premio Prata nel panorama culturale irpino dopo cinque anni, un «successo corale», frutto della collaborazione tra istituzioni, artisti, giornalisti, associazioni, sostenitori e pubblico.
«La Basilica gremita, i vostri sguardi, il vostro calore e la vostra partecipazione appassionata sono il senso ultimo di tutto questo», sottolineano gli organizzatori, ribadendo l’importanza di un percorso costruito nel segno della condivisione e profondamente radicato nel territorio.
«Il successo del fare insieme non si ferma, ma continua a crescere, edizione dopo edizione, ben radicato nella nostra terra e rivolto al futuro», è il messaggio con cui si chiude la XVI edizione del Premio Prata.


Sono felice che questo non è solo un momento celebrativoma che vede presenti forze del territorio che attraverso il PNRR , le ZES, IL coordinamento detta Regione Campania, una rete ferroviaria finalmente riattivata ad Avellino e collegata all’Alta Velocità metta in moto le energie enogastronomiche irpine, dei Campi Flegrei , dell’Area Vesuviana, l”Agro Nocerino-Sarnese etc e che consenta di combattere lo spopolamento.