“La salute del Campo largo? Peggio della mia. Vedo un andazzo che non mi piace, non mi convince. Pur avendo questa volta la possibilità di vincere, il Campo largo rischia un ulteriore suicidio dopo quello della volta scorsa”. Clemente Mastella, segretario nazionale di Noi di Centro, intervistato dai giornalisti Gianni Festa e Franco Genzale nella chiesetta del Carmine di Piazza del Popolo, sembra avere in tasca la formula per vincere le Politiche: “Sono contrario alle primarie. Io le ho fatte: arrivai terzo, dopo Prodi e Bertinotti, e nessuno immaginava quel risultato. Allora, però, c’era un leader, Prodi, mentre oggi nel centrosinistra non c’è una guida. Ci sono due personalità di rilievo: da una parte la segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein, dall’altra il presidente del M5s, Giuseppe Conte. Ma, a differenza di Meloni, che è una leader, nel centrosinistra manca una leadership riconosciuta”.
Alle primarie Mastella preferisce un sondaggio per verificare il consenso dei partiti e capire chi, tra Schlein e Conte, sia in grado di battere Meloni.
Al momento, però, Noi di Centro sta nel Campo largo, anche se, sottolinea Mastella, il Centro “può allearsi da una parte o dall’altra. Il problema – spiega – è che il centrosinistra fa fatica a trovare un proprio centro. Io provo a mettere insieme un po’ di pezzi, ma vedo situazioni molto sghembe dal punto di vista della regolarità politica. Sembra quasi che vada incontro alla ghigliottina con grande felicità. Beati loro”.
Il problema, secondo Mastella, è che “le coalizioni non hanno il senso della comunità, soprattutto perché i partiti sono diventati dappertutto ectoplasmi: si sono sbiaditi e non hanno più una vera propensione ai valori. Se i partiti non si muovono – ragiona Mastella – si determina una forma di deperimento della democrazia. Sta avvenendo nell’insensibilità di molti. Vediamo quello che succede in Spagna e in Francia, ma anche nelle periferie di Napoli e altrove. A Roma, dove protestano i giovani universitari”. Si tratta di una sorta di “epidemia politica che colpisce la democrazia”.
La crisi della coalizione non esclude Avellino: “L’alleanza c’era quando lo abbiamo votato. Adesso sembra che non ci sia più. Ad Avellino come a Benevento connoteremo la nostra presenza, come ho spiegato anche oggi in un’intervista al Foglio: se ci vogliono bene, bene; altrimenti abbiamo altre strade, che non sono certo impercorribili. Le alleanze non sono eterne, perché non sono indissolubili”.
E allora in vista delle elezioni politiche, l’ex Guardasigilli lancia un avvertimento: “Si vince o si perde per poco. Il mio naso mi dice questo. Ho visto anche i dati del sondaggio di Noto: possiamo essere forse determinanti. Quando nel 2006 contribuimmo alla vittoria del centrosinistra, prendemmo 550mila voti. Questa volta potrebbe succedere qualcosa di simile. Se vogliono vincere, bene; se non vogliono vincere, chi se ne fotte”.
Intanto, annuncia battaglia contro la riforma elettorale voluta dal centrodestra. “Bisognerebbe chiedere a chi l’ha votata come intenda difendere il territorio”, afferma, riferendosi alla penalizzazione della rappresentanza dei territori meno popolosi, come le aree interne.
Mastella ritiene inoltre che la riforma possa presentare profili di incostituzionalità: “Oggi ho firmato, insieme a giuristi esperti, una richiesta affinché intervenga la Consulta. Spero che faccia qualcosa”.
Ad aprire il dibattito è stato il segretario regionale di Noi di Centro, Pasquale Giuditta, che ha ricordato come il Centro sia fondamentale in ogni competizione elettorale, come dimostrato prima dalle elezioni regionali e poi dalle amministrative di Avellino. Lo stesso vale per le Politiche, ha concluso.
Sul ruolo del Centro nel centrosinistra è intervenuta infine l’assessora regionale all’Agricoltura, Maria Carmela Serluca: “Il modello virtuoso di sinergia istituzionale rappresentato dall’intesa tra il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e il presidente della Regione, Roberto Fico, è un punto di riferimento politico fondamentale per il Campo largo. Tuttavia, mentre a livello regionale questa formula a doppia trazione garantisce stabilità ed efficacia, sui territori, ad Avellino e Benevento, persistono dinamiche più complesse e contrapposizioni locali che frenano la coesione. L’auspicio è che l’alleanza di centrosinistra possa trovare piena applicazione anche a livello territoriale”.


