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Diplomi falsi, Perillo: “Ora tutti mi girano le spalle”

“Ora tutti quanti mi hanno girato le spalle…”. E’ l’amaro sfogo che Antonio Perillo, l ex collaboratore Cisl finito due giorni fa di nuovo agli arresti domiciliari fa ad un suo conoscente. E’ il 26 novembre del 2017 quando i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino captano questa conversazione in ambientale all’interno di una vettura in uso a Perillo, quella finita nelle cinquantotto pagine della misura cautelare firmata dal Gip del Tribunale di Avellino Vincenzo Landolfi nei confronti di sei indagati per la compravendita di attestati falsi. Perillo parla con un suo amico di Paternopoli, dicendosi amareggiato per quello che ormai dal servizio di Striscja la Notizia in poi si stava verificando, ovvero le indagini dei Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino e della Procura. “Silvio-esclama Perillo- io la domenica qua non potevo arrivare che tutti mi aspettavano, tutti mi volevano e tutti mi facevano”. Poi tutti avrebbero evitato i contatti con Perillo. Ma lui comunque sperava ancora di poter eludere le indagini e sempre nella stessa conversazione suggeriva all amico che aveva evidentemente partecipato all’acquisto di qualche titolo falso, cosa dire in caso fossero stati convocati, presumibilmente dai Carabinieri, i ragazzi che avevano ottenuto il titolo in questione: “L’unica cosa che hanno fatti.. Che non sono venute a fare l esame, e’ la dattilografia.. Loro sono andate a farlo, vedono le date”. E poi continua, dando anche indicazione sulla sede e soprattutto sulle altre attività nelle vicinanze della stessa in caso fossero state richieste. “di fronte alla deco’, li hai capito?”. Il capitolo dei diplomi rilasciati da un istituto di Monteforte che è stato riferito a due dei beneficiari individuati da parte dei militari del Nucleo Investigativo di Avellino nel corso degli accertamenti. La circostanza paradossale è che in questo caso non solo si tratta di titoli rilasciati in cambio di denaro e senza aver frequentato corsi o sostenuto esami, ma veri e propri esami fantasma, scomparsi dall istituto di Monteforte Irpino perché indirizzati a Napoli, dove però non solo non ci sono mai arrivati ma la Scuola interessata non avrebbe mai trattato o organizzato corsi di dattilografia. E il caso di due dei ventidue beneficiari individuati dalle indagini dei militari agli ordini del Capitano Quintino Russo nell’ambito della vera e propria “caccia” scatenata da Procura e Carabinieri ai possessori dei titoli falsi.

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