Martedì, 8 Settembre 2026
01.35 (Roma)

Ultimi articoli

Il Recovery plan è finalmente alla Commissione europea per l’approvazione. Draghi garantisce di persona e sicuramente avrà l’approvazione necessaria per dare inizio ai primi lavori. Grosso modo, nella struttura e nei capitoli di spesa, non si discosta molto da quello di Conte. Prevede una spesa totale di 235,6 miliardi cos’ suddivise: 131,5 a titolo di prestiti quasi senza interessi più 31 a fondo perduto e 13,5 per le riforme. Queste ultime sono divise in sei aree di intervento e analizzate nei dettagli:1) Transizione verde; 2) trasformazione digitale; 3) crescita intelligente, sostenibile e inclusiva; 4) coesione sociale e territoriale; 5) Salute e istruzione; 6) politiche per le nuove generazioni, infanzia e giovani. Naturalmente e prime fra tutte quelle strutturali: Pubblica Amministrazione, la Giustizia, la Semplificazione della legislazione e la promozione della concorrenza, oltre al Fisco, alla Sanità, alla Scuola.  Per Draghi: “E’ in ballo il destino del Paese, no a miopi visioni di parte, prevalga il senso del futuro!”  Per l’Italia è un’occasione unica da non perdere, se vuol rimanere agganciata alle nazioni europee. Se il Piano venisse attuato il Pil crescerebbe già nei prossimi anni di 3,6 punti percentuali e l’occupazione di 3,2 punti.

L’esito è, però condizionato alla realizzazione di quelle riforme strutturali delle quali si parla da oltre trent’anni e che i partiti non hanno mai fatto. Saranno ora in grado di capirlo e di modificare radicalmente il loro comportamento ed i loro progetti? E’ lecito dubitarne perché i partiti della maggioranza che sostiene Draghi non hanno alcun punto in comune e ognuno va per conto suo pensando al proprio elettorato e alle prossime elezioni e mai alle generazioni successive. E’ una maggioranza di avversari più che di alleati che non hanno alcuna predisposizione a collaborare. Del resto Salvini è chiaro: “Con PD e M5S nessuna riforma in questo Parlamento “(Repubblica, 7 maggio): Potranno mai la Lega, Berlusconi e Renzi volere la riforma della giustizia come la intendono il PD, LEU e i 5Stelle specie dopo il terremoto Palamara e i verbali Amara che rendono non più rinviabile e una riforma strutturale del sistema giudiziario? Certo che no e le loro posizioni fino ad ora si sono dimostrate irreversibili: Può Berlusconi volere l’abolizione della prescrizione che sta rincorrendo per sfuggire ai processi perfino facendosi ricoverare al San Raffaele per ritardare la sentenza del Ruby ter? E la riduzione della durata dei processi non dipende anche e soprattutto dal grandissimo numero di avvocati, il triplo della Germania e il doppio della Francia? Possono fare insieme la riforma del Fisco e far pagare in più coloro che, pur nella pandemia, hanno accresciuta la loro ricchezza?

Ma anche sulle altre riforme il cammino è irto di ostacoli. Sulla semplificazione e sulla necessità di rivoluzionare radicalmente il codice degli appalti le idee di Brunetta e di Giorgetti con collimano con gli altri ministri e sarà impossibile fare una seria esemplificazione se non si agisce sul modo di fare le leggi. Il Parlamento dovrebbe procedere- con l’aiuto di una commissione –  a fare dei testi unici abolendo le leggi e i regolamenti superflui, i duplicati, i numerosi controlli di Enti e Autorità e ridurre il numero delle leggi che in Italia è 5 volte superiore a quelle della Germania. Draghi dice che bisogna ridurre al massimo le regole più restrittive, semplificare i controlli, velocizzare il VIA (valutazione impatto ambientale) affidando i lavori ad una Commissione recependo le direttive europee. Riuscirà dove sono falliti finora anche governi con maggioranze più coese?

Secondo Cottarelli (All’inferno e ritorno): Abbiamo uno Stato che ha qualche difficoltà a fornire una pubblica istruzione adeguata, una sanità che funzioni bene in tutte le regioni, una giustizia rapida, una pubblica amministrazione priva di corruzione e, mettiamoci pure questo, strade senza buche e treni locali che arrivino in orario” (pag 127)..Per uscire dalla crisi occorrerebbe ristrutturare il debito pubblico, inserire nel sistema i concetti di solidarietà e di ridistribuzione, riqualificare la Pubblica Amministrazione e la Sanità (superando il dualismo Stato/ Regioni), garantire la sostenibilità ambientale  ecc. ecc. Draghi ne avrà il tempo e soprattutto la maggioranza che lo sostiene glielo permetterà? Sarà possibile cambiarla in corsa costringendo Salvini a starvi dentro o uscirne? O opterà per la Presidenza della Repubblica lasciando al suo successore l’ingrato compito di continuare?

Lo sapremo presto!

di Nino Lanzetta

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Colpita a martellate e chiusa nella camera dove era avvenuta la violenta aggressione, al termine del quale sarebbe stata anche…

“L’attentato con la bomba è un’idea di Gomes, rispetto alla quale mi assumo tutte le responsabilità del caso. Lui (Gomes,…

Nel corso dell’ultimo fine settimana, i carabinieri della compagnia di Montella hanno eseguito un servizio di controllo straordinario del territorio…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Festeggia il suo compleanno la cara Giacomina Musto, per gli amici Mina. Ci conosciamo dai tempi dell’Università e, malgrado le mille giravolte che fa la vita, non ci siamo mai perse di vista e negli anni la nostra amicizia è cresciuta, diventando un legame forte e prezioso, uno spazio di...

L’atmosfera nel cortile del Castello di Gesualdo è giusta, quasi perfetta. E il pubblico è quello delle grandi occasioni. La prima edizione del format Prodigi Irpini ( direttore artistico Antonio Tocca), e del premio nazionale Orizzonti Irpini è stata un successo superiore alle aspettative degli organizzatori coordinati dal prof Massimiliano...

Venticano, è Antonio Petrosino il DS più giovane d’Italia. A soli 35 anni Antonio Petrosino, una laurea in Geologia, e fino a giugno docente di ruolo in servizio in Irpinia, si ritrova in Veneto, a Castelnuovo del Garda, a dirigere il locale Istituto Comprensivo. Un record. È infatti il dirigente...

stato Domenico Palumbo il vincitore della XV edizione dello Slalom della Laura, Memorial Giuseppe Galasso, corsosi domenica 6 settembre sulle curve che da Petruro di Montoro (AV) conducono a Celzi di Forino (AV) e valevole per la Coppa ACI Sport Zona 3. Al cospetto del pilota pugliese, che ha...

Ultimi articoli

Attualità

Monteforte pedala contro la violenza sulle donne. Anche l’amministrazione comunale del comune alle porte di Avellino ha aderito alla manifestazione…

“E’ urgente istituire una commissione parlamentare d’inchiesta per fare luce sulle ragioni della mancata approvazione dei piani di eliminazione delle…

Barriere architettoniche, Avellino resta ancora un passo indietro rispetto alla tutela dei diritti dei diversamente abili. Lo denuncia (e ribadisce)…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy