Sabato, 12 Settembre 2026
13.01 (Roma)

Ultimi articoli

L’antistoricità del nazionalismo

Di Matteo Galasso

Il protezionismo e il nazionalismo, che stanno tornando protagonisti della vita politica di molti Paesi per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale, lanciano ai cittadini un messaggio chiaro, che si può riassumere in due semplici parole: “prima io”.

Un messaggio che richiama in breve il concetto di unità e sovranità nazionale che si sta cercando da anni di superare con la globalizzazione e che – oltre a puntare al libero mercato globale – fa sì che si vada al superamento delle frontiere tra Stati, ricordando agli umani che abitiamo tutti lo stesso pianeta. Il concetto di nazionalismo, invece, è sostenuto sempre di più da tutti coloro che non vogliono perdere la propria identità di cittadini di una determinata nazione con i dovuti diritti, doveri e “privilegi”.

Ma quali sono gli effetti di un mondo globalizzato sull’anti-globalizzazione?

Non accettare che il mondo stia cambiando e che l’intera umanità cerchi di costruire una collettività economica e sociale che non può limitarsi al singolo Stato, non può portare in futuro a nulla di positivo. Infatti, la realtà sta cambiando e nonostante ci sia chi vi si oppone, continuerà a cambiare. E coloro che non accetteranno un mondo sempre più globalizzato ne pagheranno le conseguenze restando inesorabilmente isolati. Se, ad esempio, gli italiani sostengono il “prima gli Italiani”, e lo stesso fanno i francesi o i tedeschi, quando il nostro popolo si troverà in difficoltà non potrà chiedere e ricevere aiuti da altre nazioni. E tutti siamo a conoscenza del come proprio noi italiani abbiamo rischiato – a causa di questa corrente di pensiero sostenuta da Paesi che almeno sulla carta dovrebbero essere nostri alleati economici – di non ricevere fondi economici proporzionati alla gravità della crisi che l’Italia sta affrontando da mesi.

Tutto ciò è accaduto proprio perché alcune nazioni si sono mostrate ostili a risollevare l’economia dei loro alleati colpiti dalla crisi economica seguita all’emergenza Covid-19, sostenendo politiche ideologiche tendenti ad un attento protezionismo economico. Quasi a “fregarsene” letteralmente di far parte di un’organizzazione, l’Unione Europea, che nasce proprio con lo scopo di costruire una comunità economica.

Il nostro Paese è fra l’altro uno di quelli dove negli ultimi anni la filosofia del “prima io” è molto radicata a causa di alcuni movimenti politici euroscettici e sovranisti, che raggiungono anche consensi importanti alle urne, stando almeno alle previsioni dei sondaggi.

Ma perché tutto questo?

Per il semplice motivo che tutti coloro che vivevano meglio nell’Italia pre-globalizzata, credono si possa tornare indietro, magari riadoperando la vecchia moneta e chiudendo i dialoghi diplomatici con le altre nazioni. Ma più che per un fattore economico, il nostro Paese è vittima dell’ideologia nazionalista soprattutto da un punto di vista sociale. L’Italia si trova al centro del Mediterraneo ed è pertanto la meta più facilmente raggiungibile via mare da tutti coloro che scappano a occidente, partendo da realtà molto più drammatiche di come le descrive la classe politica sovranista.

Il fenomeno delle migrazioni, prima da est, dopo la caduta della ex Jugoslavia, e ora da sud, dove dopo la caduta del regime di Gheddafi la Libia è strategicamente diventa il porto di partenza per chi fugge da regimi di terrore e guerre, ha cambiato radicalmente il modo di pensare di moltissimi italiani. Certo un problema, quello dell’immigrazione clandestina, che va senz’altro risolto, ma non con l’odio e con il razzismo alimentato da ideologie nazionaliste, piuttosto con progetti immediati e funzionali di cooperazione internazionale e un piano strategico di accoglienza non invasiva.

In definitiva, i concetti di identità nazionale e di protezionismo economico appartengono di fatto al passato e nonostante ci sia chi voglia ripristinarli, tornare indietro non potrebbe che peggiorare le cose. La visione di un mondo senza frontiere, che ancora in molti percepiscono come un pericolo, deve mostrarsi agli occhi di tutti come innovativa e sicura, superando le divergenze politiche e sociali che si sono venute a creare nei secoli tra diverse etnie. Invece di combattere per un’Italia più ricca e sicura, si combatta per un mondo più ricco e sicuro, nel quale non sia necessario difendersi da nessuno, nel quale non sia protagonista uno Stato in particolare, ma l’uomo.

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Un sistema di rapporti tra imprese, lavoratori dei cantieri e ambienti per condizionare appalti e subappalti lungo la linea dell’Alta…

I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Avellino hanno terminato una complessa verifica fiscale –…

Era stata cucita a mano nell’orlo dell’accappatoio la marijuana fiutata da Spike, il cane antidroga della Polizia Penitenziaria, che ha…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Ha preso il via a Melfi “Esperienze Teatrali nel Vulture”, un progetto performativo nato per raccontare la figura di San Guglielmo da Vercelli e valorizzare il percorso storico e spirituale a lui intitolato. L’iniziativa rientra nel più ampio programma Fantastico Medioevo, promosso dalla Presidenza della Giunta regionale della Basilicata e...

Sarà una giornata dedicata al ricordo, alla politica e soprattutto alla figura umana di Bruno Fierro, il compagno scomparso improvvisamente nel luglio scorso. Domenica 13 settembre, a partire dalle ore 9, presso l’Hotel Zia Carmela di Montella, nella Sala della Piscina, amici e compagni si ritroveranno per ripercorrerne la vita,...

L’oro più prezioso non è quello che brilla ma quello che nasce dalla fatica quotidiana, che si nutre del legame con le radici. E’ uno degli insegnamenti che il nonno, attento custode della memoria di Pietrastornina, protagonista del romanzo di esordio di Maria Cafasso “Nella valle dell’oro strisciante. Lì dove...

Marco Alaia, segretario provinciale del Pd irpino, è un politico mite, di discreta cultura, figlio di quella terra di mezzo i cui abitanti per una parte cospicua gravitano nel Napoletano e l’altra parte si divide tra irpini del mandamento (orribile aggettivo) e l’area nolana con interessi poliedrici. Marco mi ricorda...

Ultimi articoli

Attualità

E’ la Rete a raccontare la forza straordinaria di una figura come quella di Emma Bonino, la leader radicale, scomparsa…

Non subiranno nessuna variazione gli orari degli istituti scolastici nella prima settimana di lezione. E’ quanto emerso dalla riunione tenutasi…

Il Consiglio comunale di Avellino si riunisce in seduta straordinaria. La prima convocazione è fissata per martedì 15 settembre 2026…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy