Venerdì, 13 Marzo 2026
06.12 (Roma)

Ultimi articoli

La mostra-evento dell’artista Franco Cipriano

Proposta dalla rassegna MONTOROCONTEMPORANEA, col patrocinio della Provincia di Avellino e del Comune di Montoro (AV), la mostra ha la cura culturale del filosofo Ernesto Forcellino – autore del testo principale in catalogo – e la direzione artistica di Gerardo Fiore.

In mostra, opere dal 1992 ad oggi, che articolano un pensiero dell’arte irriducibile a modalità di conformità stilistica o di cronaca artistica. Nel tempo, la ‘inattualità’ della ricerca dell’artista si è mostrata in una densa originarietà di linguaggio, che interroga la memoria stessa del gesto artistico, rievocandone la radice immemoriale.

Il percorso di Cipriano, che si è fatto nel tempo dialogante con il pensiero filosofico e poetico, ha tracciato un sentiero aperto alla riflessione del destino controverso dell’arte, pensando l’opera come luogo ‘tragico’ della irrisolutezza della definizione delle cose, nella ‘erranza’ di ogni stabilità espressiva e rappresentativa.  Per l’artista, l’opera è “corpo dell’anima” che cerca e si cerca, in un controtempo del linguaggio nel linguaggio stesso, che accede al silenzio e all’assenza, che nel gesto creativo rivelano il ‘dissidio’ originante tra mondo e non mondo, dissidio che l’arte custodisce come mistero visibile, sentimento inesplicabile della vitalità del senso dell’arte.

 

Il filosofo Ernesto Forcellino scrive:

“[…] E questo forse ci lascia intendere meglio il motivo di un ‘fare’ – come quello di Cipriano – che procede “in levando”, per sottrazione, quasi a voler recuperare e rendere tangibile, nelle cose che affiorano, la movenza irriflessa o l’inconscio in esse custodito, l’incoscienza tacita della (loro) natura. Provando però a lasciar vibrare precisamente questa inconsapevolezza, non già quindi conducendola alla superficie della coscienza, ma anzi – non altrove che nella superficie stessa – a mostrarne l’inconscio in quanto inconscio. Così è come se il lavoro artistico provasse a defilarsi nel gesto che compone, consegnandoci all’illusione – ancora necessaria – che quelle medesime immagini, quelle stesse figure, abbiano in certo modo preceduto l’operare a cui pur devono la loro presenza. Come se anch’esse fossero già (da sempre) state lì, al pari della pietra, del ramo, della terra che ospitano e da cui sono ospitate. Cose, ‘materiali’, che collaborano con l’opera o vi resistono, ponendo, per così dire, un limite alla mano creatrice, nel restituirci una storia remota e nascosta – anteriore all’uomo – che pure guardiamo, sebbene non sembri riguardarci.

È una storia che si deposita come cenere sulle forme (di qui il loro cromatismo ‘essenziale’), suggerendone il mistero, fino a ‘toccare’ quel punto d’indeterminazione dell’ordine cronologico capace di sconfinare, verrebbe da dire, in una ‘archeologia della temporalità’ nella stessa misura in cui lavora ad una archeologia dell’immagine, decostruita e ‘stratificata’.”

 

La mostra è visitabile fino al 31 maggio 2022, dal martedì al sabato: 9/12,30 – 16/18,30

Per info e contatti: 389 1629853

 

Franco Cipriano, nato a Scafati nel 1952, vive e lavora a Napoli, Scafati, e Parabita (LE). È attivo nella scena artistica dagli anni Settanta, con pratiche espositive e di scrittura teorica e di critica. S’interessa del rapporto tra arte e pensiero dialogando con diverse figure della cultura filosofica italiana. La sua attività artistica ha percorsi multiformi. La pratica della pittura e della scrittura incrocia esperienze multimediali, performative e forme di progetto per l’organizzazione dell’arte e della cultura. È promotore, dagli anni Settanta, di gruppi d’intervento artistico e culturale, ideando e realizzando mostre, azioni negli spazi urbani, organizzando incontri e azioni performative, come interazione di linguaggi, temi e questioni del Contemporaneo

È autore di testi critici e di poetica, pubblicati in riviste, monografie, volumi e cataloghi. La sua recente monografia HISTORIA (Grafica Metelliana Edizioni, 2015) raccoglie le molteplici tracce di dialogo e commenti della sua opera di filosofi, storici, critici, artisti, poeti, scrittori.

 Ideatore nel 1973 di OCT (operative comunicazioni territorio). È stato ideatore e art director dello Spazio Zero11 di Torre Annunziata, Napoli. È stato supervisore nelle attività del collettivo Di.St.Urb. Ha promosso e coordina “Artlante, comunità di studi e iniziative per l’arte contemporanea”. Collabora alla rivista filosofica internazionale “Shift” diretta da Daniela Calabrò, collabora con la rivista filosofica “Kaiak” e con “definizioni, magazine d’arte contemporanea”. È membro-ministro dell’Istituto Patafisico Partenopeo. È direttore artistico della rivista “Un coup de dès”, edizioni Esi, Napoli.

Tra le esposizioni collettive e rassegne:

 “Politikaction”, 1972 Centro Sud Arte Scafati, Prop art, Galleria Libreria Guida Napoli, “Immagini per una città”, 1974, Galleria Colonna Napoli;”La Scuola di Napoli”, 1978, Galleria Numerosette, Napoli; 1981, “Presenza e memoria; sette artisti italiani all’inizio degli anni ’80”, Palazzo Ducale San Cesario di Lecce;1983, “Art Itinera 83: Persistenza della pittura”, Castiglioncello;1985 “Italie aujourd’hui’: Sguardi sull’arte italiana dal I970 al 1985”, Centro Nazionale d’Arte Contemporanea, Villa Arson, Nizza. Ha partecipato alle X e XI e Quadriennali nazionali d’arte, Roma, 1975/1986. Nel 1986 “L’officina di Scafati”, a Scafati e Arezzo; 1987, “Opere-Rara Avis Alfano, Cipriano, Longobardi, Pisani, Tatafiore”, Castel dell’Ovo, Napoli. 1998, “Napoli frontale”, Santa Maria la Nova, Napoli. 2001 partecipa a “Insorgenze del classico”, Villa Campolieto, Ercolano; 2009 “Dialoghi di luce”, Scafati; 2013 “Anamorfosi della verità”, Spazio Zero11 di Torre Annunziata, “Visioni contemporanee”, Ravello; 2014 “Die Werte der Gemeinschaft / Il Valore della Comunità”, alla Stuttgarter Kunstverein e.V., Stoccarda, Germania; “Resurrectio”, Abbazia S. Pietro a Ruoti Bucine Arezzo; “Rewind”, Museo di Napoli Novecento, Castel S.Elmo, Napoli. Nel 2015: “Artlante vesuviano”, Tekla Sarno e Scafati Real Polverificio Borbonico; “Resurrectio Theatrum Resurrectionis”, Abbazia S. Pietro a Ruoti Bucine Arezzo; “Resurrectio” Unusual Art Gallery, Caserta. Nel 2016: “Pareti ad Arte”, Galleria Serrau, Napoli/Parigi; “Stazione Creativa/Profezia” Spazio MIL, Sesto S. Giovanni, Milano.

È presente con una video-intervista nella istallazione audio-video Città Limbo di Aldo Elefante, già esposta al Museo Madre. La sua opera “Dissidi dell’origine” (1986) è esposta nella collezione Napoli-Novecento presso Castel S. Elmo. Sue opere presenti nel Museo FRAC di Baronissi e nel Fondo Arte Contemporanea di Montoro oltre che in diverse collezioni private.

Tra le personali più rilevanti: “L’oro di Karl Marx”, 1980, Galleria Libreria Minerva Napoli; 1981, Galleria “Il Grifo”, Roma.”Finisterre” nel 1991 e “La cenere del cielo” nel 1993, EnzoEspositoArte Contemporanea Napoli; “Absentia Picta”, Istituto Suor Orsola Benincasa, Napoli. del 1995; Nel 1999 espone “Il Canto di Orfeo” all’ Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Napoli e “Corpo trascendentale” alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Scafati. “Tracce, non parole, tre libri” è la mostra-conferenza alla Fondazione Menna di Salerno. Nel 2001 una personale alla Galleria Giulia di Roma. Al Monastero di Camaldoli, Arezzo, nel 2006 realizza la mostra “Dell’immemore”. Del 2007 è l’antologica “Di estrema memoria”, Museo Frac, Baronissi. Nel 2010 è la mostra personale “Kataphysis”, al Museo di Villa Rufolo di Ravello, con testi di Stefania Zuliani e Vincenzo Vitiello. Nel 2015 “Togliere il nome alle cose”, Spazio Zero11, Torre Annunziata, Napoli; nel 2016 “Studio, Cipriano/Terminiello”, Unusual Art Gallery, Caserta; “Templum”, Convento S. Maria degli Angeli Torchiati di Montoro (AV), a cura di Montorocontemporanea. Del 2017 sono le mostre “Mysterium, bibliotheca philosophica” al Museo Nazionale Archeologico di Napoli e “Mistero chiaro, biblioteca catafisisca” alla Galleria Primo Piano, a Napoli; “Ikonostasi” (testi di Ernesto Forcellino e Luca Palermo) al Museo Irpino nel Complesso Monumentale ex Carcere Borbonico, a cura di Montorocontemporanea.

Cura per il Comune di Parabita (Lecce) il programma di mostre “Parabita Arte” nello storico Palazzo Ferrari., realizzando dal 2020 le esposizioni “Mater Nostra” e “Lo sguardo delle Muse”.

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

“La trasmissione degli atti in Procura per il delitto di rissa potrebbe risultare determinante per la rivalutazione delle posizioni di…

“Con la conferma della condanna per l’assassinio di mio figlio non cambia molto, ma il messaggio che deve arrivare da…

Confermati i sedici anni e otto mesi per Niko Iannuzzi, ridotta a quattordici anni la pena per i due fratelli…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Si fa omaggio a una borghesia illuminata che svolse un ruolo cruciale nella storia del Mezzogiorno il volume di Mario Garofalo “Scipione Capone. Famiglia, potere e cultura tra Montella, Avellino e Napoli”, Terebinto, presentato presso l’Archivio di Stato nell’ambito dei Giovedì della lettura. E’ il direttore dell’Archivio di Stato Lorenzo...

“La trasmissione degli atti in Procura per il delitto di rissa potrebbe risultare determinante per la rivalutazione delle posizioni di tutti gli imputati”. Per i penalisti Gaetano Aufiero e Stefano Vozella la decisione dei giudici della IV Sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli di trasmettere gli atti...

Domenica 15 marzo alle ore 18:30, il Teatro 99 Posti ospita lo spettacolo “Il Bradipo e la Carpa”, adattamento teatrale del volume “Due eroi in panchina” di Roberto Quartarone, con adattamento e regia di Antonio Carnevale e produzione Compagnia Carnevale. Lo spettacolo racconta la straordinaria storia vera degli allenatori ungheresi...

“Nel nostro Ateneo il numero ‘chiuso’ è da anni una scelta di sostenibilità dell’efficienza didattica che ci consente di prenderci realmente cura di ogni singolo studente non solo durante gli studi ma anche e soprattutto per costruire il suo futuro occupazionale”. Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa rivendica il...

Ultimi articoli

Attualità

“Nel nostro Ateneo il numero ‘chiuso’ è da anni una scelta di sostenibilità dell’efficienza didattica che ci consente di prenderci…

Nella Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, gli infermieri si…

“Nel mio libro ho raccontato una storia vera, e l’ho fatto come se fosse una favola”. “La principessa di Bengodi”…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy