Acque sotterranee contaminate e crescente allarme sanitario in Campania. “Il nostro territorio continua a essere esposto a una vera e propria violenza sistematica, con rischi concreti per la salute dei cittadini, nonostante la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla Terra dei Fuochi. In questo contesto, ogni ritardo, ogni silenzio e ogni omissione risultano inaccettabili”.
A lanciare l’allarme è Alessandro Cannavacciuolo, attivista di Acerra, noto per le sue battaglie contro l’inquinamento dei terreni agricoli, che hanno contribuito a portare a condanne giudiziarie e a richiamare l’attenzione delle istituzioni europee sul caso della Terra dei Fuochi. Le dichiarazioni arrivano a seguito di uno studio dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che ha evidenziato la presenza di sostanze cancerogene nelle falde acquifere delle province di Caserta, Napoli, Avellino e Salerno.
“Siamo di fronte a un quadro grave, documentato e inequivocabile – sottolinea Cannavacciuolo –. I dati parlano chiaro: in molte falde campane sono presenti sostanze cancerogene, ma ad Acerra si registrano livelli superiori di oltre dodici volte rispetto ai limiti consentiti”.
Da qui l’appello alle istituzioni: “Servono interventi immediati e risposte puntuali. La tutela della salute pubblica deve essere la priorità assoluta”.
Infine, il richiamo agli investimenti già effettuati: ad Acerra sono stati stanziati oltre 5 milioni di euro per la realizzazione di due pozzi pilota destinati alla bonifica della falda. “Strutture che, nei fatti, non sono mai entrate in funzione – denuncia l’attivista – e che oggi risultano completamente vandalizzate, nonostante le ingenti risorse impiegate anche per la vigilanza”.



